

Vittorio Veneto
Fu l’ultimo scontro tra Italia e impero Austro-Ungarico: l’offensiva di Vittorio Veneto piegò definitivamente l’impero, riscattando la disfatta di Caporetto.
Tutti conoscono Vittorio Veneto, città divenuta molto famosa per ragioni storiche.
Infatti il piccolo borgo in provincia di Treviso fu teatro di un’importantissima battaglia durante la Prima guerra mondiale.
Lo scontro, denominato proprio battaglia di Vittorio Veneto o terza battaglia del Piave, pose fine agli scontri tra Italia e Impero austro-ungarico grazie alla vittoria dell’esercito italiano guidato dal generale Armando Diaz.
Quel successo annichilì in maniera definitiva l’Austria, per questo motivo Vittorio Veneto è così importante.
Vittorio Veneto nasce formalmente nel 1866, dalla fusione dei due centri distinti di Ceneda e Serravalle. Dapprima nominata Vittorio, in onore del nuovo Re d’Italia, nel 1923 le fu accostato il termine “Veneto”.
Vittorio Veneto: Gioiello della marca trevigiana
Sebbene sia una cittadina, Vittorio Veneto continua a conservare una duplice storia con i suoi due centri urbani originari: Ceneda e Serravalle.
Sulla piazza di Ceneda é da vedere la Cattedrale del 1200 affiancata dall’antica Loggia del Cenedese che oggi accoglie il Museo della battaglia di Vittorio Veneto.
Di fronte c’è poi il Museo Diocesano d’Arte Sacra, fondato da Papa Albino Luciani quando era vescovo a Vittorio Veneto, e che oggi ospita alcune opere di artisti come il Tiziano e Palma il Giovane.
A Serravalle invece si potrà ammirare la chiesa di S. Andrea, che al suo interno ha alcune decorazioni del ‘500 rimaste intatte, e la torre dell’Orologio, della porta antica, della cinta muraria che divideva il nucleo cittadino da Ceneda.
E poi una serie notevole di palazzi signorili delimitano alcune delle vie più note di questa parte di città: degni di nota sono palazzo Sarcinelli e casa Sanfiori, di gusto gotico.
E sempre a proposito di arte e storia, una visita la merita il Duomo, originario del 1300 ma restaurato nel 1700, che al suo interno, sull’altare maggiore, conserva la Madonna con Bambino di Tiziano, celebre pittore veneto maestro del Tintoretto.
Dalle parti del Duomo si trova anche la scalinata che porta al Santuario di Santa
Augusta, in cima al monte Marcantone.
Il corso d’acqua redditizio: Il Meschio
Vittorio Veneto è sempre stato un territorio di grande produttività, soprattutto per la presenza del fiume Meschio che ha favorito l’insediamento di attività lungo le sue sponde.
Non solo la sua forza motrice è stata utilizzata, ma anche la sua temperatura costante: 11° centigradi.
Questa particolarità ha fatto sì che, dal Medioevo al Rinascimento, Serravalle e Ceneda fossero note per la produzione di armi bianche.
La tempra dell’acciaio non era seconda nemmeno alle famose lame di Toledo, come testimoniano molte armi ancora raccolte in collezioni moderne che recano gli stemmi di famiglie produttrici serravallesi e cenedesi.
Ma in seguito altre sono state le produzioni lungo suo il corso: cartiere, bacologie, setifici, cementifici, lanifici, tutte produzioni, sorte tra Settecento e Novecento, che necessitavano di molta acqua.
Oggi rimangono testimonianze di questa ricchezza vetero-industriale in molte strutture; percorrendo la pista ciclabile lungo il Meschio, si possono incontrare tutte e avere un’idea della ricchezza e della complessità del mondo produttivo vittoriese dal’antichità ad oggi.
Vittorio Veneto e il suo fiume: Borghi antichi e plessi produttivi
Partendo da Nord, in località Borgo La Sega si trova ancora un antico mulino che, lo richiama il toponimo della località, serviva ad azionare un sistema produttivo per un maglio ed una segheria.
Scendendo dopo Porta Cadore si incontrano invece due importanti plessi moderni per la produzione di tessuti vicino ad un antico pittoresco mulino Ortolan.
Appena a sud quindi il plesso imponente dell’ex Cementificio Italcementi, quasi una cattedrale con le volte e il canale d’acqua che passa all’interno. Proseguendo si incontra l’ex cementificio Torres oggi utilizzato come sede di uffici, la Carnielli oggi dismessa, che produceva la mitica Graziella e quindi, più oltre, gli ex Mulini del Favero anch’essi riconvertiti.
Scendendo, a San Giacomo di Veglia, ancora mulini, gli Ex Farina, oggi residenze, e più sotto, le Filande Banfi e le Filande di Via della Seta oggi Museo del Baco.
Un sistema ricco, quindi e apprezzabile lungo un percorso piacevole che fa conoscere
Vittorio Veneto attraverso il suo territorio agricolo in un modo diverso e nuovo.
Alla scoperta di scorci storici e naturalistici
Numerose le possibilità di passeggiare in mezzo alla natura che circonda la città con difficoltà per tutti, per chi vuole fare “quattro passi” ma anche per l’escursionista più esperto.
Il territorio collinare e pedemontano, all’uso dell’intera collettività, valorizza antichi percorsi pedonali, che partono dai centri storici e attraversano boschi e piccoli borghi, promuovendo messaggi di ben-essere, ecosostenibilità, memoria storica e tradizione.
Vittorio Veneto offre numerosi percorsi per bicicletta. Da quelli cittadini, per una visita turistica storico-culturale, a quelli naturalistici lungo le piste ciclabili o in mountainbike sui svariati percorsi collinari e montani.
Le piste ciclabili percorsi facili e moto belli dal punto di vista paesaggistico anche per famiglie.
Si percorrono strade di campagna sassose, strade asfaltate con traffico limitato, centri urbani, toccando per qualche centinaio di metri anche strade trafficate.
Percorsi montanbike dalla pianura alluvionale alle montagne calcaree, partiamo dal centro cittadino e risaliamo Vittorio Veneto in direzione Serravalle. In breve tempo lasciamo la pianura per arrivare nel cuore dei primi rilievi prealpini.
I laghi: Val Lapisina
Vi sono tre laghi nel comune di Vittorio Veneto tutti situati nella Val Lapisina (la vallata che inizia a nord di Vittorio Veneto e si inserisce tra le Prealpi Bellunesi): Lago Morto, (il nome funesto non ci deve ingannare, si chiama così perché non ha né immissari né emissari visibili, le vene d’acqua che lo alimentano sono sotterranee), Lago del Restello, o di San Floriano e Lago di Negrisiola.
I tre laghi disposti in successione, sono artificiali, sfruttati per la produzione di energia elettrica, costruiti su antiche conche lasciate dal ghiacciaio che scendeva dalla Val Lapisina.
Giro del lago morto un percorso breve, ma vario e nervoso, ideale da percorrere nel tardo pomeriggio delle giornate estive, quando l’afa attanaglia la pianura. Per la lunghezza contenuta e la morfologia, il percorso è adatto anche per una rilassante passeggiata.
È piacevole, nessuna fatica, in stagione si può fare il bagno o noleggiare “mosconi” e barchette a remi.
Visiterai Vittorio Veneto, ricca di storia, arte e di bellezze naturali? Faccelo sapere nei commenti!
Articolo di Enrico Rossi
