

Conegliano
Conegliano, è una città dall’interessante passato, come si può intuire alla vista del Castello di Conegliano.
Lo si può scorgere sull’estremità del colle di San Giano, affiancato dalla presenza dell’elegante Villa Gera.
Sicuramente il colle di San Giano, con i resti del castello, costituiscono il punto di interesse principale per chi visita Conegliano. Lo si può raggiungere facilmente, grazie a una bella passeggiata che parte dal centro città e porta fino all’estremità del colle.
Si sale al cospetto delle antiche mura che proteggevano la città, tipiche di tante città murate del Veneto. Come ad esempio Treviso, Cittadella, Bassano del Grappa, Marostica e altre ancora.
Salendo troveremo, sulla sinistra, l’oratorio di Madonna della Neve, fino ad arrivare alla sommità del colle con il Castello di Conegliano, in cui si trova la sede il Museo Civico.
Nel centro storico cittadino troviamo la piazza più importante del paese, Piazza Giovanni Battista Cima, situata proprio sulla sommità del colle.
Sui lati della piazza troviamo l’imponente edificio del Teatro Accademia, custodito da due sue sfingi, e l’edificio del Municipio di Conegliano.
La cittadina… frizza come il suo Prosecco
La via principale di Conegliano è Viale XX settembre.
Nella splendida Piazza Cima, si svolge, la Dama Castellana, suggestiva partita di Dama Vivente che rievoca un evento legato alla storia locale.
Lo spettacolo avviene in un’atmosfera rinascimentale, con spettacoli di assoluta eccellenza e l’esibizione del famoso gruppo di casa “Tamburi e Sbandieratori” e di altre figure professionali.
Un evento per far rivivere le origini storiche e culturali della città attraverso la rivisitazione di fatti storici. La storia infatti derica dal Rinascimento e viene narrata attraverso le mosse di una partita a dama.
La Dama Vivente è la rievocazione storica per eccellenza di Conegliano, lo testimonia la fama che ha in Italia e all’estero.
Ma chi rende noto Conegliano in tutto il mondo è il vino Prosecco, un bianco frizzante, che presenta tutte le caratteristiche, gli aromi e i profumi di queste colline nelle quali viene prodotto secondo riti secolari che si tramandano di padre in figlio.
Un Territorio, da vedere e degustare
Da Conegliano a Valdobbiadene seguendo la Strada del Prosecco, fra abbazie, borghi rurali e centri medievali, dove la coltivazione della vite è “eroica”.
Nel 2019 il sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Sono stati i paesaggi e la cultura, dove anche l’opera dei viticoltori ha contribuito, a creare uno scenario unico.
Inanzitutto un territorio di ripidi versanti alternati a dolci declivi su cui domina incontrastato il reticolo dei vigneti.
I filari di viti hanno disegnato in modo indelebile il profilo, il sapore e la vita di queste terre.
L’antica tradizione enologica ha plasmato l’ambiente con la comparsa di case coloniche, rustici, pievi, monasteri, borghi, castelli e ville nobiliari. Questi edifici, conservati in perfetta sintonia con il contesto rurale, regalano davvero un bel colpo d’occhio.
Anche la stessa pratica agricola è inusuale, condotta quasi interamente a mano su appezzamenti che a volte rasentano il verticale, in condizioni da “viticoltura eroica”, con grande dispendio di fatica e di ore di lavoro.
Le colline terrazzate sono disegnate nel versante a sud dalle geometrie imperfette dei vigneti, in attesa dei baci del sole, mentre a nord sono ricoperte dai boschi.
La Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene è un percorso di oltre 90 chilometri.
Si svolge ogni anno un evento turistico-sportivo, la Centomiglia sulla Strada del Conegliano Valdobbiadene.
Questo evento è riservato ad auto d’epoca e ogni anno celebra la nascita della Strada del Prosecco nel 1966: la più antica strada del vino d’Italia.
La viticoltura diffusa nel Conegliano Valdobbiadene
Una stele funeraria ricorda le parole di un centurione romano citando i vendemmiales, celebrazioni in occasione della vendemmia. Questo ci riporta alla più antica tradizione enologica di Conegliano.
In seguito San Venanzio Fortunato, vescovo di Poitiers dal 530, descrive Valdobbiadene, sua terra d’origine, così:
“Luogo dove germoglia la vite sotto l’alta montagna, nella quale il verde lussureggiante protegge le zone più brulle”.
Il 9 luglio 1876 a Conegliano viene fondata la prima scuola enologica d’Italia e nel 1923 l’istituto sperimentale per la viticoltura.
Intitolata nel settembre 1936 a Giovanni Battista Cerletti, suo fondatore e primo direttore, è una delle dieci scuole medie superiori pubbliche d´Italia nella quale si studia l´arte della vinificazione.
L’Istituto, originariamente progettato dall’Ing. Bernardo Carpenè, fu inaugurato il 24 settembre 1924 e ancora oggi, ristrutturato ed arricchito, è un punto di riferimento per l’enologia nazionale.
La Scuola Enologica di Conegliano, si trova inserita nel particolare anfiteatro collinare antistante le Prealpi e le imponenti Dolomiti venete. Le stesse che ritroviamo mirabilmente rappresentate nei paesaggi dipinti da Giovanni Battista Cima, artista coneglianese.
La Comunità Israelitica
Non tutti sanno che la città di Conegliano ha ospitato per secoli una fiorente Comunità Israelitica: la presenza di Ebrei è attestata sin dal XIV secolo.
Attualmente, a Conegliano restano scarse tracce della presenza Ebraica.
Conegliano, città dinamica dal punto di vista economico, ma anche al centro di guerre, saccheggi e carestie. Specialmente nel 1300 doveva far fronte spesso a gravi crisi, che vennero risolte con l’istituzione di banchi di prestito.
Dopo un periodo di libertà e tolleranza, le famiglie Ebree furono costrette, nel 1629, a stabilirsi nella zona del Siletto (l’attuale Via Beato Ongaro) e nel 1675 nella contrada Ruio, fuori dalla cinta muraria.
Il Ghetto così istituito ebbe una sinagoga (1701), una scuola talmudica e numerose botteghe (soprattutto di straccivendoli, pasticceri e macellai). Vi abitavano allora appena 14 famiglie.
Con la conquista napoleonica agli ebrei furono concesse tutte le libertà civili.
Molti si trasferirono nella nuova zona attorno alla stazione, sede di sontuosi palazzi.
Marco Grassini, esponente di una delle famiglie più importanti della comunità Ebraica, fu sindaco della città.
Nell’Ottocento la comunità finì per estinguersi, causa il trasferimento della maggior parte degli ebrei a Padova e Venezia.
Dell’antico ghetto non resta nulla se non qualche foto; tuttavia rimane il cimitero ebraico su un colle Cabalan a est del centro storico (presente sin dal 1545).
Le bellissime colline del prosecco di Conegliano e valdobbiadene ti aspettano! Andrai a visitarle? Scrivicelo nei commenti!
Articolo di Enrico Rossi
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