Villa Pisani: l'evento Giardinity fa rifiorire la storia - Oj Eventi

Villa Pisani: l’evento Giardinity fa rifiorire la storia

villa pisani

Villa Pisani: l’evento Giardinity fa rifiorire la storia

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Ci troviamo in un piccolo paese di campagna, uno dei tanti che passa inosservato nel vasto paesaggio della Pianura Padana. Vescovana infatti è un paesino immerso nei campi verdi e dorati, a nord del fiume Adige, circa 40 km a sud di Padova. Questo paese tuttavia, è tappa fissa nei mesi primaverili per molti italiani che desiderano partecipare all’evento Giardinity a Villa Pisani Bolognesi Scalabrin.

La storia di Villa Pisani è antica e straordinaria. La passione per i tulipani di una delle ultime proprietarie, ancora oggi, è una realtà portata avanti in questo luogo, testimonianza di un lungo e remoto passato. Per poter capire come il celebre evento Giardinity abbia avuto origine e successo, dobbiamo fare un salto a ritroso nel tempo. Capiremo così la storia di questo posto e la famiglia che lo fece fiorire.

 

La storia di Villa Pisani 

La storia di Vescovana e la costruzione di Villa Pisani hanno inizio, come per molti altri eventi, da una guerra e da un matrimonio.

Siamo intorno all’anno 1000 e Cunizza, figlia del duca Baviera e Sassonia, si sposa con Azzo II d’Este. Il feudo di Cunizza, la “Corte Elisina”, comprendeva Solesino, altri villaggi circostanti e Vescovana. La Corte Elisina, grazie al matrimonio, si fonde con la Marca Estense. Dall’unione dei due nobili, nasce Welf, italianizzato in Guelfo, che sarà proprio il fondatore dei Guelfi, la fazione opposta ai Ghibellini. Le due fazioni e i loro conflitti sono i protagonisti di questo periodo non solo in Italia, ma anche in altre parti d’Europa. Celebre è infatti la guerra tra i Guelfi che appoggiavano il papato, ed i Ghibellini che supportavano l’Impero. 

I Marchesi d’Este nel frattempo divennero Duchi di Ferrara, Modena e Reggio e ovviamente si schierarono con i Guelfi. A Vescovana, come altri villaggi, sorsero così torri di vedetta e la rocca di difesa. Nonostante le fortificazioni, il borgo venne distrutto dalle truppe ghibelline a metà 1200.

Sul finire del 1200 le proprietà estensi passarono sotto il dominio padovano prima, e della Serenissima poi. Sulle macerie di castelli e roccaforti vennero costruite ville e i vasti territori circostanti furono sottoposti a interventi di bonifica.

Al tempo i terreni erano affidati alle nobili famiglie veneziane affinché se ne prendessero cura e li rendessero luoghi fertili. Nel 1468 dunque, la famiglia Pisani ottenne il vasto territorio dell’antica Marca Estense. A metà ‘500, come ogni famiglia che diveniva sovrana di un feudo, costruì un grande palazzo: Villa Pisani di Vescovana.

 

I primi proprietari: la famiglia Pisani

Questa famiglia in origine rispondeva al nome di Conti Bassi di Murena ed erano Governatori di Pisa. Cacciati però dal figlio di Carlo Magno si stanziarono a Venezia dove vennero ribattezzati Pisani.

Nel 1800 i Pisani iniziarono a divenire mercanti, banchieri e condottieri di fama, tanto da rivestire le più alte cariche della Repubblica, diventando una delle famiglie veneziane più nobili e ricche

Dogi, Generali, Ambasciatori e Cardinali della Serenissima: per tutta la durata della prosperità della Serenissima, i Pisani ricoprirono i massimi ruoli politici, amministrativi e religiosi.

Grazie alle opere di bonifica nel territorio di Vescovana, i Pisani trasformarono un paesaggio paludoso in una campagna fiorente e prospera. Qui venivano coltivati grano, tabacco, agrumi, assicurando un’importante ricchezza.

Con l’arrivo dell’ultima Contessa Pisani, Evelina van Millingen, Villa Pisani si impreziosì ancora di più grazie allo splendido giardino e all’imponente parco, che anni dopo sarebbe diventato il protagonista di Giardinity. L’affascinante signora divenne l’anima della villa, soprattutto dopo la scomparsa della famiglia Pisani sul finire dell’800, quando il marito di Evelina morì.

 

Evelina: la leggenda che si tramanda ancora oggi

Evelyn, intalianizzato in Evelina, rimane nella memoria degli anziani di Vescovana, tramandata da generazioni

Evelina nacque a Istanbul, Turchia, nel 1830. Aveva origini anglo-olandesi dal lato paterno, mentre da quello materno acquisì discendenze francesi, greche e armene. 

Il matrimonio dei genitori di Evelina non durò molto. Le culture così diverse e le abitudini altrettanto differenti resero difficili i compromessi su come crescere i figli. La madre se ne andò di casa, senza mai più rivedere la figlia, ed Evelina venne mandata a Roma per abitare con la nonna, dove ricevette un’educazione sulle maniere della buona società.

Negli anni in cui Evelina si recò a Venezia, ovvero a metà ‘800, arrivarono anche i Curtis, una facoltosa famiglia americana che aveva acquistato una proprietà dei Pisani.

Evelina, grazie alla sua bellezza e grazie ai suoi vestiti in stile turco, fu subito notata e presto venne invitata ad altre feste della buona società europea. Durante una di queste serate, è ospite dei Curtis e conosce Almorò III Pisani, ultimo discendente della famiglia.

I Pisani ormai erano arrivati ad un punto di non ritorno. Le loro proprietà si restrinsero notevolmente fino a ridursi ai pochi terreni attorno a Villa Pisani.

Nonostante i problemi di famiglia, lo stato di Almorò – che pare non fosse troppo gradevole – e i 15 anni di differenza, i due si innamorano e si sposano nel 1852. Andarono a vivere proprio nella Villa Pisani di Vescovana.

 

La prima rinascita di Villa Pisani

Al tempo, Villa Pisani era ben diversa da quella che si può visitare oggi. All’esterno vi era solo una grande distesa di campi di granturco ed erba medica, interrotti da fossati e canali. All’interno di Villa Pisani invece, solo il piano terra era abitabile, poiché i piani superiori erano adibiti a granai.

Villa Pisani insomma assomigliava più ad una fattoria che non a una sontuosa casa signorile.

Evelina però, mentre Almorò passava gli anni a saldare i debiti, si fece carico delle gestioni del palazzo, del giardino e di tutta la proprietà dei Pisani.

All’età di 50 anni, vedova e senza figli, Evelina aveva stravolto la sorte di quelle proprietà.

Villa Pisani diventa meta di illustri e colti visitatori da Venezia e Padova. Il parco, che era una semplice aia campagnola, divenne lo splendido giardino che si può vedere ora, curato ed elegante. La proprietà vantava 500 capi di bestiame per l’aratura, le fattorie meglio tenute e i contadini meglio nutriti, macchine inglesi importate apposta per la trebbiatura, le stalle più moderne dell’epoca. Non esistevano eguali in quasi tutta la regione.

Ogni giorno Evelina visitava a turno le fattorie e le stalle, per controllare che tutto procedesse a dovere. Tanta ricchezza significava anche tanta invidia: numerose erano le persone che non vedevano di buon occhio la “Contessa”, come venne battezzata. 

Il giardino era l’oasi di Evelina. Il suo paradiso personale per rifugiarsi e trovare la pace da occhi indiscreti.

Evelina Pisani morì nel 1902 a 72 anni, dopo aver speso la maggior parte della sua vita dedicandosi a quelle terre e al giardino di Villa Pisani. 

 

La fine dei Pisani e la loro eredità

Così, con la morte dell’ultimo dei Pisani e della sua sposa, la proprietà passa in mano ai Nani Mocenigo.

Ormai i tempi dei grandi feudi e dei signori Veneziani era terminato, dunque i terreni vennero suddivisi e venduti ai vari agricoltori. Purtroppo, anche Villa Pisani entrò in uno stato di decadenza dovuto all’incuria. Tuttavia, il giardino di Evelina non venne totalmente abbandonato e anzi fu in parte mantenuto. Come se il suo spirito fosse rimasto a sorvegliare e proteggere.

Villa Pisani sopravvisse alle Guerre Mondiali e negli anni ’60 i Mocenigo cedettero la proprietà a Mario e Mariella Bolognesi Scalabrin.

La signora Mariella si prende ancora cura del giardino, mantenendolo il più possibile curato, proprio come avrebbe fatto Evelina. Infatti, come segno di rispetto e ammirazione, nasce l’evento annuale a Villa Pisani: Giardinity – I bulbi di Evelina.

Ora Villa Pisani ospita un Bed & Breakfast e vengono organizzati ricevimenti, matrimoni, convegni e altre manifestazioni.

La storia di Evelina comunque, di anno in anno, è stata contornata di racconti fantasiosi tanto da diventare una leggenda. Si dice che in settembre, sul finire del parco di Villa Pisani, lo spirito di Evelina si aggiri tra i prati. Si sente un lieve scalpiccio delle foglie che si preparano all’autunno, un suono che ricorda il fruscio dei suoi abiti di seta.

 

L’evento Giardinity di Villa Pisani

Giardinity è nato come un omaggio e una dedica alla contessa Evelina van Millingen Pisani, che ha sapientemente ridato vita al giardino e a Villa Pisani stessa. L’evento Giardinity è un modo per tenere viva la memoria e condividere con gli altri la storia di un luogo così magnifico. 

Evelina amava i tulipani, e tramite queste fioriture a cui tutti possono assistere, la sua anima, il suo sapere, il suo amore, hanno modo di rivivere.

Il giardino di Villa Pisani si presenta in questa occasione colorato, ricolmo di tulipani e fiori di campo nati spontaneamente. Sono presenti 90 differenti varietà e colori di bulbo: tra petali piumati, frangiati o lisci, potrai ammirare un incredibile un arcobaleno di tonalità.

Un gruppo di vivaisti specializzati sono invitati ogni anno Giardinity per presentare la loro produzione e per vendere piante inusuali e rare ai giardinieri amatoriali. Numerosi artigiani inoltre, espongono i loro prodotti a Giardinity. 

Giardinity è un’iniziativa che serve a valorizzare il territorio e tutte quelle persone, giardinieri e artigiani ad esempio, che tramite il loro sapere e la loro passione sanno modellare e dare vita a cose nuove, proprio come Evelina.

Un’opportunità per incontrare esperti e studiosi oltreché per rivivere la storia legata a questo incantevole luogo.

 

L’appuntamento annuale Giardinity a Villa Pisani è assolutamente da non perdere per tutti coloro che amano l’arte e la natura!

Articolo di Asia Colonna

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