Villa Emo: architettura e biodiversità - Oj Eventi

Villa Emo: architettura e biodiversità

Villa Emo

Tra il 1557 e il 1559, l’architetto Andrea Palladio, realizza una delle sue più grandi opere: Villa Emo.

L’edificio è situato a Fanzolo di Vadelago, in provincia di Treviso.

Questa incantevole costruzione venne commissionata da Leonardo Emo, patrizio veneto proveniente da una famiglia di ricchi proprietari terrieri.

Dal 1996 è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità, insieme ad altre ville palladiane venete.

L’architettura di Villa Emo

Le ville palladiane erano vere e proprie aziende agricole, organizzate in un corpo centrale (dimora dei proprietari terrieri) e costruzioni di contorno dedicate alla produzione e alla conservazione di derrate alimentari.

Inserita in un contesto di campagna, esternamente Villa Emo appare essenziale e priva di ornamenti. Internamente invece, troviamo numerosi affreschi, realizzati dal pittore Giovanni Battista Zelotti.

Villa Emo si sviluppa su due direttrici perpendicolari: quella orizzontale, costituita appunto dalla villa, e quella verticale, costituita da un viale che un tempo era totalmente verdeggiante per la presenza dei pioppi, segnali stradali per i viaggiatori che passavano per le terre degli Emo.

Il vistoso corpo centrale è caratterizzato da quattro colonne decorate in stile dorico, e dal frontone, ornato da due Vittorie alate che sorreggono lo stemma della famiglia.

La dimora padronale è sopraelevata e collegata al suolo da una lunga rampa lastricata da pietre squadrate. L’elemento della rampa è tipico delle famiglie contadine perché rappresentava una superficie per l’essiccazione dei prodotti al sole, e anche una valida soluzione per trasportare carriole cariche di merce agricola destinata ai granai.

La facciata della villa con la sua struttura architettonica appare perfettamente simmetrica, grazie alle due barchesse a forma di parallelepipedo che vanno a formare una cornice intorno al blocco cubico centrale.

Il ciclo di affreschi di Zelotti

Alla regolare geometria solida dell’ambiente esterno si contrappone il ricco ciclo di affreschi che avvolge l’ambiente interno.

Dell’intero complesso, l’unica parte affrescata è il corpo padronale, probabilmente con lo scopo di evidenziare la sua maestosa nobiltà.

Le decorazioni sono organizzate nei tre registri principali: il basamento, la zona centrale e il fregio.

Il ciclo pittorico rappresenta:

  • immagini pagane tratte dalle Metamorfosi, poema epico-storico in cui Ovidio utilizza la mitologia per descrivere la natura umana, con i suoi tormenti e mutamenti interiori ed esteriori.
  • allegorie di eventi storici romani che esaltano alcune doti umane, come il controllo delle passioni e la pratica delle virtù coniugali.

Le trasformazioni del parco

Il giardino su cui si affaccia Villa Emo ha attraversato numerose rivisitazioni dal 1560 ad oggi.

Le testimonianze che abbiamo a disposizione, indicano la successione di 4 capitoli di evoluzione del parco fino alla conformazione attuale.

Originariamente sembra che fosse costituito da 80 campi Trevigiani, in mezzo ai quali scorreva ruscello.

Nel primo‘700 il parco della Villa venne rinnovato, restando però conforme alla funzione di azienda agricola. I suoi elementi mantengono una valenza sia funzionale che decorativa.

Durante la seconda metà 1800 emergono due caratteristiche tipiche dell’architettura di paesaggio di quell’epoca:

  • Il giardino simmetrico: ampio spazio aperto che circonda la Villa; il corpo nobile rappresenta l’asse di simmetria.
  • Il giardino paesaggistico: situato nella zona più a est; costituito da alcune particolarità tipiche del giardino romantico, come l’acqua, i viali, gli ampi spazi… con lo scopo di richiamare le bellezze naturali.

Negli anni ‘20 del 1900 avvenne l’ultima trasformazione del parco di Villa Emo.

Sorgono nel giardino degli elementi scultorei raffiguranti coppie mitologiche analoghe alla decorazione pittorica interna. Tali figure di marmo fungono da guide perimetrali alle aree verdi.

In questa attuale conformazione convivono vasti spazi erbosi e alberi d’alto fusto, che ricordano il giardino romantico ottocentesco.

Cura della biodiversità

Villa emo rappresenta il perfetto connubio fra arte e produttività. La bellezza di questa maestosa struttura incontra l’efficienza agricola, che garantiva prosperità al patriziato veneziano.

Il paesaggio rurale in cui è inserita la Villa, comprende, oltre ad elementi artistici, anche elementi ambientali e di biodiversità.

Un esempio è dato dal prezioso bene che da oltre 500 anni arriva dal fiume Piave per irrigare i campi: l’acqua. La sua abbondante affluenza conferiva prosperità ai frutti della terra, come mais, uva e cereali.

Oggi le aziende agricole aderiscono ai protocolli per il mantenimento degli spazi agro-ambientali, tralasciando la lavorazione di alcune zone per garantire cibo e rifugio ad insetti e piccoli mammiferi che risiedono nel parco.

Eventi a Villa Emo

Per 450 anni la villa è stata un possedimento della famiglia Emo. Nel 2005 la sua proprietà è passata al Credito Trevigiano, la banca delle Terre Venete, che continua a salvaguardare questo patrimonio artistico organizzando tutta una serie di eventi e mostre.

Oggi Villa Emo è lo scenario di svariate rappresentazioni artistiche: concerti di musica classica, opere teatrali, esibizioni di danza contemporanea e incontri con l’autore.

È possibile scegliere tra la grande varietà di spettacoli proposti, per trascorrere una serata all’insegna dell’arte e della cultura. Inoltre per chi volesse passeggiare fra i giardini naturali della Villa e ammirare le storie raccontate dal suo complesso di affreschi, vengono organizzate delle visite guidate con un operatore interno.

Il tour comincia dall’antica aia antistante la villa con la presentazione della struttura architettonica di Palladio, per poi spostarsi all’interno dei saloni costeggiati dai meravigliosi dipinti di Zelotti.

Esplorare i dintorni di villa emo

A pochi chilometri da Villa Emo è possibile visitare alcuni luoghi storici, caratteristici della cultura veneta.

Uno di questi è Castelfranco Veneto, comune della provincia di Treviso.

Cosa vedere a Castelfranco:

  • Il Castello del secolo XII: simbolo della città, conserva ancora le sue torri e le alte mura che cingono il borgo antico.
  • Il Duomo di San Liberale: il cui campanile fu ricavato da una torre muraria della città
  • Casa Pellizzari: dove visse il Giorgione, esponente della pittura italiana.

Un altro imperdibile borgo trevigiano è Resana, le cui principali attrazioni sono:

  • la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo: opera in stile neoclassica, considerata il maggior edificio di culto della cittadina.
  • il Capitello di San Marco: che presenta al suo interno un ciclo di affreschi di Bruno Moro e Angelo Gatto.

Per chi volesse immergersi in un angolo di natura incontaminata, un’ottima soluzione sono le Sorgenti del Sile, situate nel cuore della pianura veneta. In questa suggestiva atmosfera è possibile praticare trekking o fare una passeggiata in bicicletta.

Ora sai dove andare nel tempo libero: Villa Emo è il perfetto connubio fra armonia artistica e vita agricola. La visiterai? Faccelo sapere nei commenti!

Articolo di Sofia Tamborra

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