
Conosciuta anche come Villa di Maser, Villa Barbaro è un edificio nel Veneto Settentrionale e uno dei capolavori del celebre architetto Antonio Palladio. Tale è il suo valore artistico che nel 1996 l’UNESCO l’ha inclusa nella lista del patrimonio dell’umanità.
La Villa ricopre una particolare importanza non solo dal punto di vista architettonico, ma anche economico. Sin dalla sua costruzione nel XVI secolo, l’edificio prevedeva presso le logge la presenza di quello che Palladio aveva indicato come “luoghi per fare i vini”. Ancora adesso la produzione vinicola è al centro della vita di questo luogo, infatti visitatori di tutto il mondo non perdono l’occasione per assaporare la ricca cantina della Villa con i suoi vini banchi e rossi o di assaporare gli squisiti menù degustazione.
Visitare Villa Barbaro offre anche la possibilità di vedere il Tempietto Barbaro, la Collezione di Carrozze e, ovviamente, la Cantina Storica.
La storia e chi sono stati i proprietari di Villa Maser?
Le ville venete sono una delle attrazioni che meglio caratterizzano il territorio in cui si trovano, come ad esempio Villa Lippomanno di San Vendemiano. Tra queste si distingue un gruppo di ville cosiddette “palladiane”, perché realizzate porprio da Andrea Palladio, e che erano destinate non solo a dimore ma anche a complessi produttivi.
Villa Barbaro è stata edificata tra il 1550 e il 1560 per i fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro. Durante questo periodo, Palladio trasformò il vecchio palazzo medievale di Maser appartenente alla famiglia in un luogo ideale per lo studio e per le arti. Attorno a questo periodo, furono aggiunte le decorazioni della struttura, infatti Paolo Veronese realizzò un ciclo di affreschi, mentre Alessandro Vittoria si concentrò sulle rifiniture a stucco. Di pregevole fattura sono anche le statue dei quattro giganti presenti nell’area dell’emiciclo de Il Ninfeo, questi sono attribuiti a Marcantonio Barbaro.
In seguito, la Villa vide diversi proprietari, tra cui il Doge della Repubblica di Venezia, Ludovico Manin, il quale poi la vendette a Gian Battista Colferai. Gli eredi di quest’ultimo, però, lasciarono che la Villa andasse in rovina.
Quando Sante Giacomelli la acquistò nel 1850, realizzò diversi lavori di ristrutturazione e, approfittando dell’ottima posizione tra le colline asolani, decise di intensificare la produzione di vino e costruire una cantina.
Al giorno d’oggi la Villa appartiene alla famiglia di Giuseppe Volpi di Misurata, che da quasi un secolo continua prendersene cura e a viverci.
Quale parte di Villa Barbaro ospita gli affreschi eseguiti da Paolo Veronese?
Tra il 1560 e il 1561, Paolo Veronese realizzò un ciclo di affreschi a tema allegorico-mitologico. Sembra però che vi siano stati dei conflitti tra lui e Palladio, il quale non lo citò nelle didascalie di Villa Barbaro nella sua opera Quattro Libri.
Secondo gli studiosi, la prima sala ad essere affrescata fu la Sala dell’Olimpo. Questa deve il suo nome alle divinità della mitologia greca che animano la volta a botte, poi disposte attorno a una figura femminile identificata come la Sapienza Divina. Le lunette della volta presentano, invece, le allegorie delle quattro stagioni. In questo spazio è possibile notare la presenza di alcune figure che si affacciano da una balaustra. Si crede che le persone rappresentate siano i membri della famiglia Barbaro, nello specifico la moglie di Marcantonio, Giustina Giustiniani con la serva e i due figli Francesco e Almorò.
Un altro affresco degno di nota è la Stanza di Bacco con la scena in cui il dio del vino svela agli uomini il segreto della sua bevanda. Sulla parete ovest, proprio di fronte alla porta, si trova il camino di Alessandro Vittoria con l’iscrizione “Ignem in sinu ne abscondas”, sormontato dalle allegorie dell’Avarizia e dell’Abbondanza.
La cantina di Villa Barbaro
La Villa venne edificata da Palladio con il chiaro obiettivo di concentrarsi sulla produzione vinicola, non si trattava solo di una semplice idea, ma un modo per sfruttare la ricchezza dei Colli Asolani e quelli a sud delle Dolomiti.
I vigneti si estendono per un totale di 230 ettari e la coltivazione dell’uva avviene nel più grande rispetto verso il prodotto. Per questo motivo, la raccolta viene fatta a mano e poi i frutti sono selezionati con accuratezza perché il vino raggiunga la massima qualità.
La produzione include una ricca varietà di vini bianchi, rossi e spumanti, tra i quali non si può fare a meno di citare:
- Chardonnay DOC: un vino proveniente dall’uva del Montello, dal sapore fruttato.
- Tempietto IGT: un vino elegante e fresco, adatto ad accompagnare pasti a base di carne e formaggi stagionati.
- Asolo Prosecco Superiore DOCG Millesimato Extra dry: un prosecco intenso ed equilibrato, perfetto per accompagnare antipasti e dolci dal sapore delicato.
Gli altri tesori di Villa Barbaro
Il Tempietto Barbaro (conosciuto anche come Tempietto di Villa Maser o del Palladio) appartiene al ciclo delle ultime opere dell’architetto Palladio e si trova ai piedi della collina. Si tratta di un’opera commissionata da Marcantonio Barbaro, il quale voleva realizzare una struttura che svolgesse sia il compito di cappella che di chiesa parrocchiale.
La particolarità di questo tempio consiste proprio nella sua pianta circolare, una forma che rimanda al concetto di infinito e quindi è la rappresentazione più vicina a Dio. Per la sua costruzione, Palladio fu fortemente influenzato da altri celebri monumenti, i cui elementi caratteristici si ritrovano anche in altre opere del Palladio.
All’interno del Tempietto sono presenti le sculture di S. Paolo e S. Andrea, ossia i santi ai quali era dedicata la vecchia parrocchia di Maser. A queste figure si aggiungono anche le statue in stucco dei santi protettori della famiglia Barbaro (San Marco, San Antonio Abate, San Giovanni Battista, San Francesco da Paola e Sant’Elena).
Il Museo delle Carrozze, situato dopo un percorso sferrato sulla collina, è una collezione di trenta veicoli a trazione animale. Tra questi sono degne di nota le celebri carrozze della diligenza postale e brougham. È però importante sapere che è possibile ammirare la collezione solo da Aprile ad Ottobre.
Il Veneto offre non poche occasioni per provare le specialità locali, soprattutto i vini. Se è forte il desiderio di conoscere meglio questo aspetto, visitare (e gustare) ciò che offre Refrontolo potrebbe essere un’opportunità imperdibile.
Hai già avuto modo di conoscere la meravigliosa architettura di Villa Barbaro o gli eleganti vini che vi si producono? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!
Articolo di Ada Valeria Cavasino


