
La Valle Soana è una delle valli francoprovenzali del Piemonte, situata prevalentemente nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico d’Italia. Soltanto queste informazioni dovrebbero spingervi a sceglierla come meta del vostro prossimo viaggio. Ma c’è dell’altro: un paesaggio mozzafiato, una storia fatta di rivolte contadine e antichi mestieri, percorsi alpini da esplorare e una cucina genuina e popolare da scoprire. Volete saperne di più? Allora seguitemi in questo breve itinerario.
Natura: una valle sana
Valle Soana. Sono numerose le ipotesi intorno alla derivazione del nome della valle. Tuttavia, coloro che la abitano sono dell’idea che Soana significhi sana. E non c’è da stupirsi. La “valle sana” è incastonata come una gemma di rara bellezza tra la Valchiusella e la Valle dell’Orco. Per essere più precisi è situata sul versante meridionale del massiccio del Gran Paradiso. La vetta del massiccio con i suoi 4.061 metri entra nel novero dei cosiddetti “Quattromila”, ovvero le vette alpine che superano i 4000 metri di altezza, mete di audaci scalatori. Ma non bisogna salire così in alto per godere delle bellezze offerte dalla valle.
A differenza del territorio circostante la Valle Soana presenta un paesaggio dagli aspetti particolari. La vallata è di origine fluviale, perciò, oltre ad essere piuttosto stretta, possiede una flora rigogliosa, con caratteristici boschi di latifoglie composti da castagni che, salendo di quota, lasciano spazio ai faggi. Inoltre, esplorando i numerosi sentieri non è raro incontrare animali selvatici come il camoscio. Ma che dire invece degli abitanti della valle e dei piccoli borghi che la caratterizzano?
Storia e cultura: tra rivolte popolari e antichi mestieri
Passeggiando per i borghi di Ronco Canavese e Valprato Soana, possiamo sentire parlare il patois, l’antico dialetto francoprovenzale e scorgere chi indossa ancora il costume tipico della valle, la cui storia è legata a un importante evento: il Tuchinaggio, la rivolta contadina scoppiata alla fine del XIV secolo nel Canavese. I tuchini, ribellatesi al giogo dei signori feudali Valperga e San Martino, organizzarono delle vere e proprie comunità libere e autonome, tra cui quella di Ronco Canavese.
Castellaro, frazione di Ronco, ci riporta invece la testimonianza dell’importante attività di artigianato metallurgico che ha segnato la storia della valle. Per capirne la rilevanza basti pensare che proprio in Val Soana vennero ricercati lavoratori da inserire nella nascente industria automobilistica torinese. Con le sue numerose attività didattiche, l’Ecomuseo del rame di Castellaro ci conduce così all’epoca dei sapienti “magnin”, artigiani itineranti che attraversavano i monti per vendere e riparare oggetti in rame.
Nel comune di Valprato ha poi sede il centro L’uomo e i coltivi che indaga il rapporto tra uomo e ambiente, ripercorrendo la storia dell’agricoltura e degli gli usi e costumi della zona.
Il panorama culturale della Valle Soana offre al visitatore anche numerose chiese e cappelle arroccate sui sentieri, tra cui spicca il Santuario di San Basso. Se volete invece trascorrere una giornata all’insegna dell’attività sportiva anche in questo caso la valle sana è il posto adatto a voi.
Sport: dallo scialpinismo al trekking in sentieri incontaminati
In Valle Soana si possono praticare numerosi sport, invernali e non. Per gli amanti dello scialpinismo spiccano svariate vette, tra cui il Colle Larissa (2584 m) e la Punta del Santanel (2721 m), gli appassionati di arrampicata possono recarsi invece alla palestra di roccia di Piamprato.
Se queste attività vi sembrano troppo estreme, non c’è da preoccuparsi: con i suoi paesaggi lussureggianti e incontaminati la Valle Soana offre tantissimi itinerari, per trekking brevi o da più giorni, adatti sia all’escursionista alle prime armi sia per quello più esigente. Un appunto importante, ricordatevi che gran parte di queste escursioni si svolgono nel territorio del Parco Nazionale più antico d’Italia, pertanto bisogna assolutamente rispettare l’ambiente, osservando le norme previste dal Parco stesso.
Tornando a noi, da Pont Canavese, dove tuttora sorgono le torri dei Valperga e dei San Martino partono ad esempio il Sentiero delle Case del Bosco, che attraversa i borghi abbandonati del Rio Bigio, e l’Antica Strada della Val Soana che porta alle rive della Stroba. Da Forzo si possono invece ripercorrere le tracce lasciate dai longobardi esplorando l’Antica strada dei Bardoni. Sono infine presenti molti sentieri che conducono a limpidi specchi d’acqua, come il lago Santanel e il lago La Reale, e diversi trekking che portano agli alpeggi e alle malghe dove tuttora si producono le famose tome piemotesi. A proposito di cibo, dopo una lunga camminata e una giornata all’insegna dello sport, sapete quello che ci vuole, no?
La cucina: l’abbondanza piemontese
La cucina della Valle Soana è quella tipica piemontese e canavesana: genuina e per stomaci da montagna. In qualsiasi ristorante e rifugio potrete assaggiare come antipasto i formaggi e i salumi della zona, e l’immancabile bagna càuda. Per seguire, potrete optare per un risotto ai bulé o per dei plin burro e salvia. Ovviamente non mancano mai le ottime carni di Fassona piemontese, e l’irrinunciabile polenta concia con lo spezzatino. Il tutto annaffiato magari con un buon Barbera.
Tra i ristoranti consigliati dall’ente del Parco Nazionale del Gran Paradiso c’è il Phoenix Chalet a Campiglia Soana. Dallo chalet si snodano numerosi sentieri escursionistici, e al vostro ritorno potrete scoprire la tradizionale merenda sinoira piemontese, momento mangereccio e bevereccio del tardo pomeriggio che affonda le radici in una lontana tradizione, ben prima che nel nostro dizionario entrassero parole come “apericena”. Insomma, dopo una giornata di lunghi cammini immersi nella natura potrete abbandonarvi alla generosa cucina valsoanese senza remore, scoprendo i gusti autentici delle valli piemontesi.
Se non conoscete la Valle Soana…
…credo che possa bastare quello che vi ho detto fin qua. Anzi, correte a esplorare questa valle fantastica. E magari, scrivetelo nei commenti il quinto motivo per cui vale davvero la pena visitare questa gemma del Piemonte.
Hai mai visitato la Valle Soana? Com’è stata la tua esperienza?
Articolo di Simone Kaev
