Val Rosandra: come raggiungerla e cosa esplorare - Oj Eventi

Val Rosandra: come raggiungerla e cosa esplorare

Val Rosandra

Val Rosandra è una gola in prossimità di Trieste. È caratterizzata da una natura incontaminata, dunque fortemente selvaggia. Pezzo forte di questa flora sono le numerosissime grotte. La zona è infatti una balena bianca per speleologi e grottisti. La grotta più interessante è probabilmente la Fessura del Vento. Il torrente Rosandra, che nasce presso San Pietro di Madrasso e sfocia nel mar Adriatico, è anch’esso un elemento importante di questo luogo. Può essere considerato, lì dove a un tratto si trasforma in cascata, il confine fra due mondi. Due ecosistemi differenti si trovano per l’appunto in questo territorio. Il primo gode di un clima continentale, formazioni di flysch e una propria fauna e flora. Il secondo possiede un clima mediterraneo, paesaggi carsici, e anch’esso un proprio complesso di specie animali e vegetali.

Perché gli esseri umani frequentano la val rosandra fin dalla preistoria?

L’uomo della fine dell’Età della pietra utilizzò le grotte della Val Rosandra. In particolare quelle orizzontali, e soprattutto come deposito per il cibo o ricovero per gli animali. Gli archeologi, infatti, hanno trovato reperti assai curiosi ma che non testimoniano insediamenti abitativi. Più in là nel tempo non potevano mancare i Romani. In loco si trova l’interessante rovina di un acquedotto. Doveva essere lungo quasi 20 chilometri, e consentire un buon flusso d’acqua verso Tergestum.

Presso la foce del torrente si trovavano delle saline naturali, motivo di ricchezza economica e dunque di guerra fra la Trieste e la Venezia del Medioevo. Finì che quest’ultima distrusse i depositi di sale e l’interesse per la foce sfumò. Lungo il Rosandra, che corre per 15 chilometri, si trovavano fino alla metà del XVIII secolo almeno 30 mulini che trattavano cereali e soprattutto spezie. Un castello svettava sull’altura di Moccò con lo scopo di controllare le vie commerciali, in seguito abbattuto quasi completamente dai capodistriani. Era un edificio slanciato, munito di tre torri. Benché un rudere, si offrì come riparo ai soldati ai soldati della Grande guerra. Oggi la zona è gestita dal comune di San Dorligo della Valle, poiché rientra nel suo territorio.

Nel 1996 la valle, di quasi 750 ettari, è stata dichiarata riserva naturale. Per la particolarità dell’ecosistema è stata inoltre dichiarata dall’Unione Europea sito di importanza comunitaria. La valle possiede più di 1.000 specie di funghi e di piante, e tanto altro fra muschi, licheni e alghe. Insomma, ancor più che per l’uomo, questo habitat, forse in virtù della quasi impervietà, fu ed è ancora oggi una casa per la natura, dove vive in tutta tranquillità.

Come raggiungere la cascata Val rosandra?

Val Rosandra si può raggiungere da Trieste in autobus o in macchina con l’autostrada A4. Per entrambi i mezzi la destinazione è San Dorligo della Valle, è da questo comune che si accede alla valle. A Bagnoli della Rosandra, frazione del comune sopradetto, si trova il Centro visite della riserva naturale della Val Rosandra. Farvi una capatina non sarebbe una cattiva idea, così da informarsi sia sugli aspetti storico-culturali e naturalistici sia per ottenere delucidazioni sulle escursioni, le visite guidate e le altre attività.

Che cosa vedere di bello? Sicuramente la lussureggiante natura, con le sue rupi, ghiaioni, pareti a strapiombo, boschi, grotte, nonché la cascata del torrente Rosandra, che compie un salto di quasi 40 metri. Abbiamo detto che qui la natura è pura e pertanto barbara. Di conseguenza vi troverete in un luogo come primitivo, si consegue per così dire la possibilità di osservare il mondo com’era da bambino. In un certo senso si tratta di compiere un viaggio nel tempo.

Da scovare e fotografare vi sono più di 130 specie di uccelli, e altri animali come cervi, volpi, linci, tassi, ermellini, nonché altre entità endemiche. Solitaria come una nuvola nel cielo siciliano d’agosto, svetta su una rupe la chiesetta di Santa Maria in Siaris. Si può raggiungere solo a piedi attraverso un sentierino lungo circa 30 minuti. Risale probabilmente al 1500 e per lungo tempo fu dimenticata, e recuperata in epoca contemporanea. Dallo sperono è offerto un colpo d’occhio imperdibile. Da ammirare sono indubbiamente anche i resti degli insediamenti protostorici e dell’acquedotto romano di cui abbiamo parlato. Nonché i ruderi del castello di Moccò, e ancora le ghiacciaie, costruzioni che si usavano per custodire il ghiaccio.

Le comunità e i suoi prodotti

Piacevole e interessante sarebbe far visita alle piccole comunità dei dintorni. Caresana, famosa per le sue ciliegie che il microclima contribuisce a rendere speciali. Qui si svolge infatti dal 1962 la Sagra delle ciliegie, con balli e canti. Tuttavia la più antica è forse la Majenca, a Dolina. È celebrata in maggio e vengono organizzate mostre e concorsi, con artisti e produttori locali. Bagnoli della Rosandra festeggia la Notte di Beltane, in cui i giovani di 16 anni si sottopongono a un rito di iniziazione, innalzando poi nella piazza del borgo un grande albero, al quale attaccano svariati agrumi, come per rappresentare la fertilità della primavera. Un’altra tradizione è la fantovske ure, o ancora il giorno di Santo Stefano in cui le fanciulle si lanciano addosso della frutta. In aprile invece si compie una marcia rituale che partendo dai confini del borgo raggiunge il centro.

Ad ogni modo praticamente ogni fine settimana c’è una sagra in qualche villaggio, con cibi tipici e musica tradizionale. Probabilmente troverete la sopa coada col piccione, la pevarada con fegati di pollo, e com’è ovvio pietanze a base del radicchio della zona.

Qui e là nel territorio si vedranno fare capolino le caratteristiche osmizze, rintracciabili grazie a mucchi di frasche che fungono da segnaletica. Qui è possibile rifocillarsi con vino, salumi e uova sode. Grazie alla geomorfologia e al clima, troverete vini squisiti, a esempio il Refosco. Anche l’olivicoltura locale è importante. L’ulivo autoctono è la Bianchera, che dà un olio molto apprezzato. Naturalmente vi sono altresì rifugi, bivacchi, ricoveri e tanti punti di ristoro. Si segnala sia pure la presenza di alberghetti e campeggi.

I sentieri

Innanzitutto, prima di agire, sarebbe assennato comprendere qual è l’escursione che fa al caso vostro e prepararsi per affrontarla. Per chi ama l’arrampicata dovrebbe vivere l’esperienza di scalare il costone I Falchi. Dopo che il territorio fu scoperto dai rocciatori, l’alpinista Emilio Comici, a cui è dedicato un cippo, aprì nel 1929 una scuola di roccia dove gli alpini insegnano l’arrampicata. Inoltre sono organizzate escursioni guidate per le grotte carsiche.

Nel 1841 l’Impero austro-ungarico fece costruire una ferrovia che collegava Vienna a Trieste. Tuttavia i contadini cominciarono a percorrerla e, in aggiunta a svariati problemi di costruzione,  finì che negli anni Sessanta del XX secolo i binari vennero rimossi. Oggi è pertanto una pista ciclo-pedonale di 12 chilometri dedicata al ciclista Giordano Cottur. Permette di raggiungere la valla partendo direttamente dal centro di Trieste.

In Val Rosandra si snodano numerosi sentieri da percorrere a piedi, in bicicletta o a cavallo, di diverse lunghezze e adatti a tutti. I sentieri più importanti sono lo Stena, circa 1 ora di cammino, che inizia dai pressi della chiesa di San Lorenzo e conduce al Monte Stena. Griža, circa 2 ore di cammino, che parte da Bagnoli della Rosandra e giunge dove sorgeva il castello di Moccò. Cocusso, un tratto di circa 3 ore di cammino, che conduce fino al Tumulo di monte Cocusso, una tomba dell’Età del bronzo. Vertikala, circa 5 ore di cammino, un po’ impegnativo, che passa vicino al confine italo-sloveno, e procede poi lungo il crinale del monte Carso. Infine il Sentiero dell’amicizia, circa 4 ore di cammino, che corrisponde all’antica via del sale, transitando fra boschi e territorio carsico.

Vi abbiamo convinti a vivere un’esperienza in Val Rosandra? Se ci siete già stati, lasciate un commento raccontandoci che cosa avete visto di meraviglioso!

Articolo di Giuliano Monteneri

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