
Trieste Trasporti offre ogni giorno, a cittadini e turisti, un servizio impeccabile via terra e via mare. Questo tipo di servizio risulta essere fondamentale per una città come Trieste, città di porto e capoluogo della regione Friuli Venezia Giulia, nel nord-est d’Italia. La città occupa una sottile striscia di terra tra l’Adriatico e il confine sloveno, che corre lungo l’altipiano del Carso, caratterizzato da roccia calcarea. Le influenze italiane, austro-ungariche e slovene sono evidenti in tutta la città, che comprende un centro storico medievale e un quartiere neoclassico di epoca austriaca.
Tra le cose da fare a Trieste
Parlando d’arte e storia non poteva mancare qualche suggerimento interessante.
- Piazza Unità d’Italia
Uno degli esempi architettonici più significativi di Trieste. Oggi sede del Municipio, della Prefettura e della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, la Piazza Unità d’Italia si chiama così solo dal 1955, dopo la fine dell’esperienza storica del Territorio libero di Trieste. Al di là dei singoli episodi e di tutta l’aneddotica collegata, questa è solitamente la prima tappa di quasi tutti quelli che mettono piede a Trieste per la prima volta. Consigliatissima!
- I caffè
Quello di Trieste con il caffè è un rapporto antico e complesso. Da anni, il suo porto è il più importante per la commercializzazione del prodotto. Giornalmente arrivano qui chicchi e macine provenienti da ogni angolo del pianeta, destinate alla successiva commercializzazione in tutta Europa. Non stupisce perciò che a Trieste sia nata un’industria legata all’importazione, alla lavorazione e all’esportazione del caffè. Ma “caffè” a Trieste significa anche locali storici che sarebbe riduttivo definire semplici bar. Luoghi di incontro per scrittori e poeti. Solo per dirne alcuni, Italo Svevo, Umberto Saba Claudio Magris e Paolo Rumiz, ma in passato anche luoghi di incubazione dell’irredentismo triestino. Infine, caffè a Trieste significa anche ordinare un “capo in b tanta” o un “goccia“. Con la prima ordinazione si intende un caffè espresso macchiato in bicchiere, mentre con la seconda, un caffè con una goccia di schiuma. E non è certo finita perchè poi ci sono il “nero”, espresso in tazzina, il “nero in b”, caffé espresso in bicchiere e tante, tante altre varianti tutte da provare.
E parlando di Trieste Trasporti:
Tram di opicina
Il tram di Opicina non è un semplice mezzo pubblico di trasporto, ma una gita fuori porta suggestiva e panoramica. È così anche per i triestini che se ne servono giornalmente, figurarsi per un turista che a un certo punto si trova “appeso” – è proprio il caso di dirlo – su una pendenza del 26%. E già, perchè questa antica linea tranviaria, risalente alla fine del XIX secolo fu inaugurata per collegare il piccolo centro abitato di Opicina con il centro città. Con gli anni, ovviamente, questo servizio ha favorito l’espansione edilizia collinare e così le fermate sono diventate via via di più. La linea 2 del tram parte da Piazza Oberdan, nel centro, e termina a Villa Opicina, a 329 metri sul livello del mare. Cinque chilometri di percorrenza, tra cui i famosi 800 metri in pendenza e 12 fermate.
Cenni storici
30marzo 1876, la prima “ferrovia a cavalli” urbana entra in servizio a Trieste. Pensate, un solo anno dopo Parigi ma in anticipo di un anno rispetto a Roma e Bologna e sei anni rispetto a Milano.
L’esercizio di trasporti viene assegnato in concessione alla Società Triestina Tramway che ne istituisce le prime linee. Nel 1921 nasce l’Azienda Comunale Tranvie Municipali. Da questa data e fino ai giorni nostri la storia dei trasporti urbani è la storia dello sviluppo dell’azienda pubblica. Nasce la Trieste Trasporti Spa.
Tra i servizi proposti, le linee autobus urbane ed extra urbane e i servizi marittimi. Non solo, c’è anche la possibilità di pianificare il proprio viaggio online, consultare gli orari ed acquistare i biglietti o gli abbonamenti. E per i più esigenti, nasce SmartBus il nuovo servizio sperimentale di bus a chiamata per l’altopiano di Trieste.
Bhè, direi che l’unica cosa che rimane da definire ora è la data di partenza. Trieste, we are coming!
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Articolo di Daiana Ongari

