Toano: Storia, Cultura ed Escursioni - Oj Eventi

Toano: Storia, Cultura ed Escursioni

Toano

Il posto giusto per assaporare il miglior Parmigiano Reggiano? Toano! Luogo assai caro alla contessa Matilde di Canossa, questo iridescente paesello con scenari appenninici curati in maniera virtuosa è una delle tappe più affascinanti della Via Matildica del Volto Santo, il sentiero della fede che parte da Mantova e si conclude a Lucca. Paese accogliente dalle mille sfaccettature storico-culturali, situato al centro di un territorio immacolato, ricchissimo di prodotti locali come il Parmigiano e il Tartufo.

Storia

I primi attestati con riferimenti a Toano risalgono al 900. Furono rilasciati da Berengario I, durante l’anarchia feudale, nella quale si cita la “corte di Toano”, e da Ottone II con un manoscritto imperiale nel quale menziona la “Plebem de Toano”, tra le più importanti pievi rurali di quel periodo. Per difendersi dalle continue invasioni Barbariche alla fine del IX secolo, la Pieve fu resa un castello sotto il dominio di Bonifacio, padre della contessa Matilde di Canossa.  Il castello, in seguito, fu cinto d’ assedio nella seconda metà del XII secolo, dopo le continue e acerrime lotte tra ghibellini reggiani e guelfi modenesi. Il dominio dei Fogliani durò fino al 1427 per poi passare agli estensi, successivamente al marchese Testi e come ultimo feudatario a Guerra Coccopieri Torretta. Nel 1800, Toano fu eretto a comune, e durante la Seconda Guerra Mondiale il paese subì notevoli danni e ingenti distruzioni nella battaglia di Ca’ Marastoni, nell’ eccidio di Manno e nell’ incendio del 1944. Sempre nel 1944, il comune entrò a far parte della Repubblica Partigiana di Montefiorino.

Pieve Matildica di Santa Maria Assunta

Pieve di Toano

Pieve di Toano

La millenaria Pieve di Santa Maria Assunta, immersa nella mite e rilassante valle di Toano è considerata da Alcide Spaggiari, il monumento perfetto dell’arte canusina sull’ Appennino. Le solenni linee architettoniche in stile romanico, con pietra arenaria conferiscono al tempio una semplicità e, allo stesso tempo, un mistico fascino antico. L’ interno ha 3 navate, scandite da colonne con capitelli splendidamente decorati, che costituiscono il fiore all’ occhiello della struttura. I rilievi richiamano motivi bizantino-ravennati, figure primitive, intrecci canusini e motivi con foglie stilizzate di acanto e tralci d’uva. Queste decorazioni appartengono ad un particolare simbolismo religioso e liturgico, tipico dello stile romanico e riscontrabile in altre chiese reggiane risalenti allo stesso periodo. Per la realizzazione di questa pieve sono ipotizzabili collegamenti con i modelli e le strutture delle più rilevanti cattedrali italiane del XI secolo come quelle di Modena  e di Parma.

Borghi antichi di Stiano e Manno

Incastonato tra boschi di querce e castagni, il borgo di Stiano conserva edifici secolari, tra cui la cosiddetta “Casa dei Ceccati”, un particolare esempio di casa-torre appenninica risalente al XIV-XV secolo. Decorata con rilievi simbolici di origine medievale, fungeva da abitazione e da bottega per i Ceccati, una famiglia di illustri scultori e intagliatori. A Manno, è situata la Corte Ghiradini, emblematico esempio di dimora signorile. Il portale di ingresso, realizzato sempre dai Ceccati, presenta un arco a tutto sesto, egregiamente abbellito da decorazioni in arenaria raffiguranti i santi Paolo e Prospero.

Castagno del Partigiano

A Toano è presente un monumento del tutto naturale, si tratta di un castagno, il nobile e maestoso “Castagno del Partigiano”. Questo imponente albero, ancora in buono stato vegetativo, è situato in un bosco dove si trovano all’ interno diversi alberi antichissimi, a circa 900 metri di altitudine e a meno di un chilometro dalla Pieve. La peculiarità di questo tronco è di essere totalmente cavo all’ interno, per questo motivo costituisce una meta di visite turistiche su questo territorio. Infatti, La Resistenza utilizzò questa cavità per ripararsi o per custodirvi armi nella lotta contro i nazifascisti. La struttura cava veniva impiegata anche come ricovero per gli animali da cortile, soprattutto per i conigli.

Nei dintorni

Un tortuoso scenario collinare è offerto dalle Balze di Malpasso, un geosito ricco di rocce di arenaria con diversi sentieri, tra cui due ponti tibetani sospesi, che permettono di raggiungere la cima di Castel Pizzigolo, un sito archeologico medievale da cui si può godere di una incantevole vista sulla valle del Dolo. A Quara si trovano sorgenti termali con acque curative, a temperatura costante di 24,4°. Per chi volesse ammirare, invece, il “cuore” artigianale e industriale del territorio toanese, Cavola è il posto giusto. Questa località, particolarmente attiva, anche dal punto di vista agricolo, è nota anche per i suoi pregiatissimi tartufi e per ospitare la tradizionale festa popolare ad essi dedicata. Un’ attività artigianale di grande interesse è la lavorazione del legno ad intarsio, eredità di un’antica tradizione, e l’accurato restauro di mobili antichi. Inoltre, Cavola ospita moderne infrastrutture ricettive per il tempo libero: campi sportivi, ristoranti e locali per la gioventù.

Sentieri per trekking e mountain bike

Carpineti

Carpineti

Per tutti gli sportivi avventurieri e non solo, il paesaggio è ricco di percorsi naturali. Tra i più celebri rientra il Sentiero Matilde, così chiamato perché ripercorre i posti visitati da Matilde di Canossa, il quale è ricco di itinerari per trekking e mountain bike che collegano le località dell’Appenino Modenese, Lunigiano e Reggiano. Altri percorsi permettono di raggiungere l’incantevole Castello di Carpineti o il Rifugio del Monte Orsaro. Per chi non ama spostarsi, invece, il paese offre l’opportunità di svolgere attività sportiva all’ aria aperta, infatti sono presenti piscina, campo da tennis, campo da calcio, campi da ruzzola e tutto ciò che serve per trascorrere una piacevole e rilassante vacanza.

Ora sta soltanto a te decidere di trascorrere una vacanza diversa dalle solite mete trite e ritrite per immergerti in un connubio tra natura, gastronomia ed elementi di un passato lontano ma dal fascino innegabile, in grado di trasformare la piccola e ridente Toano nel tuo luogo d’elezione per rompere con la routine. Come al solito, la tua vacanza è targata OJ e per dirla col dialetto locale: “a te spetòm”!

E tu hai mai visitato Toano? Ti è piaciuta? Faccelo sapere nei commenti!

Articolo di Michele Labellarte

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