Tempio Canoviano: il più grande dono di Canova alla sua patria - Oj Eventi

Tempio Canoviano: il più grande dono di Canova alla sua patria

Tempio Canoviano

Tempio Canoviano: il più grande dono di Canova alla sua patria

Tempio Canoviano

Tempio Canoviano

Percorrendo qualsiasi strada per raggiungere il magnifico paese pedemontano di Possagno, è visibile l’enorme tempio che i possagnesi tanto amano: sto parlando del celebre Tempio Canoviano. I Possagnesi lo proteggono come una sacra reliquia e rappresenta l’emblema del paese. Il tempio si erge dominante ai piedi del Col Draga, presso la profonda valle di San Rocco a ben 342 metri sul livello del mare e a 350 metri dal Museo Gypsotheca Antonio Canova. Ci troviamo nella provincia di Treviso ed è la chiesa parrocchiale del paese donato dal mastro Antonio Canova. Come mai Canova decise di regalarlo a Possagno? Vediamolo insieme.

 

La storia del Tempio di Possagno: l’amore di Canova per la patria

Antonio Canova è il più grande scultore italiano del Neoclassicismo. Ricevette commissioni di ogni genere dai più potenti della storia. Oltre all’esecuzione di sculture e di dipinti, ricevette una lettera dal parroco del paese. Gli fu chiesto di ricostruire la vecchia chiesa parrocchiale perché necessitava di restauri. Canova rispose che non voleva sistemare il monumento ammalorato, ma voleva costruire un tempio completamente nuovo. Iniziarono, così, i lavori per la costruzione di questo importante monumento su progettazione del Canova con i disegni di Pietro Bosio. Le spese del tempio furono tutte a carico dello scultore ed ai lavori partecipò anche tutta la comunità di Possagno e lavoranti del circondario. È il più grande dono che Canova fece alla sua patria: simbolo di forte attaccamento al suo paese natale ed opera di bene per la comunità. Possiamo comprendere la forte fede dello scultore. L’11 Luglio 1819 ci fu la posa della prima pietra. Fu un evento estremamente importante per il paese, tutt’ora lo è, e si celebrarono grandi feste con la partecipazione del Canova e di altre autorità. Purtroppo, nel 1822 il maestrò morì e non vide mai il completamento dell’opera. Però, lui aveva già pensato a tutto! Nel suo lascito testamentario incaricò come suo unico erede universale dei suoi beni il fratellastro Giovanni Battista Sartori Canova, obbligandolo a portare a termine il progetto. Sartori realizzò i desideri del defunto fratellastro ed essendo lui abate lo consacrò alla Santissima Trinità.

 

Il Tempio Canoviano: a struttura dell’edificio Neoclassico

A pochi metri di distanza dal celebre Museo Canova, mediante uno stradone, si giunge all’imponente Tempio Canoviano. Nonostante siano passati ben 204 anni dalla sua realizzazione, il tempio è perfettamente conservato. Vi posso assicurare che l’ho visitato più volte e sembra un monumento del giorno d’oggi! Fateci caso. Vi invito ad osservare in primis l’atrio, nello specifico la sua pavimentazione. Questo perché il Tempio del Canova poggia su tre ampie gradinate, poste su più livelli, e su un vasto acciottolato di “cogoli” bianchi e nerastri, direttamente raccolti sul Piave. Da osservare l’innovativa disposizione artistica con forme geometriche. Il Tempio si distingue in tre elementi architettonici: il colonnato ispirato al Partenone di Atene, il corpo centrale che riprende il Pantheon di Roma e, infine, l’abside dell’altare maggiore. Visibile richiamo alle civiltà: greca, romana e cristiana. L’atrio si compone di un doppio colonnato in pietra di lumachella, ovvero, materiale con gusci di conchiglia proveniente dalle cave della zona, di otto colonne doriche. Osservate prima di effettuare una visita all’interno, il frontone che porta scolpito le parole latine: DEO OPT MAX UNI AC TRINO, “Tempio dedicato a Dio ottimo e massimo, uno e trino”. Questo perché il tempio è dedicato alla Santissima Trinità. Il meraviglioso tesoro neoclassico dà testimonianza della morte di Canova durante la realizzazione del tempio, in quanto sopra la scritta, vi sono le celebri sette metope. Con il Neoclassicismo si esige la simmetria, qui non vi è. Le metope rappresentano le storie del Vecchio e Nuovo Testamento. Per i più piccini e per chi ama le cose un po’ bizzarre, fate caso alla cupola che sembra un pesciolino perché ricoperta con pietre a forma di squame! Vi elenco le opere più importanti che potete trovare una volta entrati al tempio.

 

Qui sono deposte le reliquie di Canova

All’interno del Tempio Canoviano, la prima cosa che potrete osservare è la tomba posta sulla sinistra. Un imponente sarcofago che fu commissionato al Canova per un ricco nobile napoletano. In seguito alla morte del grande maestro, il Sartori decise di trasformare il sarcofago nella tomba di famiglia. Infatti, al suo interno, sono presenti le reliquie di Sartori ed Antonio Canova. Ed è possibile osservare anche le due sculture che ritraggono il genio del neoclassicismo e l’abate. Vi svelo una curiosità. Nell’Ottocento la tradizione prevedeva che i corpi dei defunti di ricchi potenti, papi ed artisti fossero smembrati. Infatti, per Antonio Canova possiamo trovare il suo cuore all’interno della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia, la mano è presente presso l’Accademia delle Belle Arti a Venezia simbolo della creatività.

 

La Pala d’altare ed il rapporto speciale di Canova per la sua Patria

Nell’abside dell’altare maggiore domina la celebre pala dedicata alla Deposizione realizzata da Canova. Svolgendo una lettura dall’alto verso il basso troviamo Dio Padre a braccia tese rappresentato come un sole raggiante contro le tenebre. Dal quale discende lo Spirito Santo che congiunge il cielo alla terra. Nella parte inferiore della tela, al centro della scena, vi è la Madonna anche lei a braccia aperte con lo sguardo rivolto verso l’alto. Ella simboleggia l’umiltà. Accanto a lei, vi è Cristo attorniato dalla Maddalena, Nicodemo, l’apostolo Giovanni e Maria di Cleofa. Quest’opera è la più significativa per i possagnesi in quanto testimonia il forte attaccamento di Canova al suo paese natale. Questo perché la pala presenta la dedica firmata: “In segno di attaccamento per la patria – Antonio Canova dipingeva – Possagno 1799”. Fu realizzata dal maestro proprio a Possagno, nella torretta della sua casa attualmente visitabile, durante la sosta mentre Napoleone faceva razzia in Italia.

 

La pietà: l’opera incompiuta del maestro

In una delle nicchie degli altari laterali è presente la Pietà. Un tema caro alla religione cristiana. Essa è una fusione in bronzo di B. Ferrari ripresa dal modello in gesso del Canova in quanto fu l’ultima opera da lui realizzata prima di morire, mai tradotta in marmo. Il gesso è attualmente conservato all’interno del Museo Canova. Si compone di tre figure di grandezza naturale: la Vergina seduta, Gesù deposto dalla croce con il capo reclinato sulle ginocchia di sua madre e, infine, Maria Maddalena avvolta dalla disperazione. Quest’ultima è la vera novità del nostro Canova in quanto siamo soliti vedere quest’opera priva di questa figura, ma Canova decise di introdurla in quanto simboleggia la Speranza che nella religione cristiana è sinonimo di certezza.

 

Quanto siamo fortunati ad avere un dono così grande di Canova? Il Tempio Canoviano è uno delle miriadi di capolavori artistico-culturali presenti nel nostro Bel Paese! Commenta e condividi l’articolo se ti è piciuto!

Articolo di Giulia Forleri

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