
Il Teatro Verdi di Trieste, capoluogo della regione del Friuli Venezia Giulia, si trova in Via Riva Tre Novembre, vicino al mare, e vi si accede dalla Piazza Giuseppe Verdi.
Alcune pillole di storia: l’edificio e il nome
Fra i più antichi teatri lirici in attività, il Teatro Verdi di Trieste fu costruito dal 1798 al 1801, e inaugurato il 21 aprile. Degli interni si occupò l’architetto Giannantonio Selva, progettista del Grande Teatro La Fenice di Venezia. La responsabilità delle facciate, abbellite da un porticato in possesso di arcate a tutto sesto, ricadde sull’architetto Matteo Pertsch. Costui si ispirò allo stile cautamente classicista del Teatro alla Scala di Milano, il cui progettista era, non a caso, l’insegnate di Pertsch, Giuseppe Piermarini. Alla fine del 1800 l’architetto Eugenio Geiringer lo perfezionò, soprattutto per quel che riguarda la facciata posteriore dell’edificio.
Tre sono i più importanti restauri effettuati: nel 1881, nel 1889 con la sostituzione dell’illuminazione a gas con quella elettrica, e l’ultimo dal 1991 al 1997. Infine, nel 2004, con un concerto di Uto Ughi, il comune ha inaugurato la Sala del Ridotto intitolata a Victor De Sabata. Costruita nel 1800, la sala era sede di balli nobili e altre iniziative della città. Grazie al restauro, oggi possiede 225 posti, e offre episodi musicali, svariati eventi culturali e istituzionali, nonché mostre d’arte.
Il reparto di scenografia cominciò a crescere negli anni Settanta del 1900. Si parla di scenografi per la maggior parte foggiati presso l’Istituto d’Arte di Trieste. Una scuola che ha dato all’Italia nomi importanti della scenografia teatrale, a esempio Lauro Crisman della Fenice di Venezia.
Il teatro ebbe vari nomi. Teatro Nuovo, Teatro Grande. Poi ancora Teatro Comunale, essendo il comune divenuto il proprietario. Esso, infine, volle dedicarlo al compositore Giuseppe Verdi quando questi morì. L’ultimo nome assegnato, nel 1900, fu dunque Teatro Comunale Giuseppe Verdi. Costui fra l’altro considerava le decorazioni sceniche parte integrante del melodramma, in linea dunque con la filosofia teatrale triestina.
Quanti posti ha il Teatro Verdi di Trieste?
Possiede una capienza di 1.300 posti e possiede il golfo mistico. Oggi si prendono cura dell’edificio il sovrintendente Giuliano Polo, il direttore Antonio Tasca e il direttore artistico Paolo Rodda. Conosciuto a livello internazionale grazie al Festival dell’Operetta, che andò dal 1950 al 2011, il teatro gode di un’orchestra capace di eseguire un vasto repertorio. Nata nel 1944, ed esibitasi più volte all’estero, l’orchestra, la Filarmonica Triestina, prese il nome dello stesso edificio alla metà degli anni Sessanta. Il coro, attualmente diretto da Paolo Longo, è molto conosciuto nel mondo della musica. Esso è suddiviso in 8 registri, e vanta numerose esibizioni in Italia e nel mondo.
Le première storiche e i grandi eventi
La prima rappresentazione al Teatro Verdi di Trieste fu il dramma eroico Ginevra di Scozia di Simon Mayr. L’edificio ha inoltre ospitato numerose importanti première. La sacerdotessa d’Irminsul e I crociati a Tolemaide di Giovanni Pacini. Il divorzio persiano di Pietro Generali e Ricciarda di Edimburgo di Cesare Pugni. La prigione di Edimburgo e Isabella de’ Medici di Federico Ricci. Enrico II di Otto Nicolai e Pittore e duca di Michael Balfe. Il corsaro e Stiffelio di Giuseppe Verdi. Maria di Brabante di Achille Graffigna e Romeo e Giulietta di Filippo Marchetti. Marion de Lorme di Carlo Pedrotti e Gustavo Wasa di Giuseppe Apolloni. E ancora, Nozze istriane e Pittori fiamminghi di Antonio Smareglia. Medea di Vincenzo Tommasini e Fanfulla di Attilio Parelli. La monacella della fontana di Giuseppe Mulè e Scampolo di Ezio Camussi. Il revisore di Amilcare Zanella, La giacca dannata di Giulio Viozzi e La speranza di Franco Mannino.
L’evento più importante fu indubbiamente la stagione lirica 1843-1844, con il Nabucco. Si tratta della terza opera lirica di Giuseppe Verdi, con la celebre cavatina D’Egitto là sui lidi e il coro Va, pensiero, sull’ali dorate.
Rappresentazioni più recenti degne di nota sono state la tetralogia wagneriana diretta da Anton Seidl nel 1883. Il dramma epico Boris Godunov di Modest Musorgskij diretto da Antonino Votto nel 1951. Infine la tragedia Norma di Vincenzo Bellini diretta sempre da Votto nel 1953, con Maria Callas.
Le due stagioni, i concerti di Natale e Capodanno
Sempre con cartelloni interessanti, al giorno d’oggi il teatro organizza una stagione Lirica e di Balletto e una stagione di musica sinfonica e da camera.
La stagione Lirica e di Balletto va da novembre a maggio. Per un’idea di che cosa è messo in atto, si può considerare l’ultima stagione, 2022-2023. Si è aperta con l’Otello di Giuseppe Verdi diretta da Daniel Oren e proseguirà, sotto il periodo natalizio con La Bohème di Giacomo Puccini diretta Christopher Franklin. Seguirà Macbeth di Giuseppe Verdi diretta da Fabrizio Carminati. I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini diretta da Enrico Calesso. Il balletto di Renato Zanella con Romeo e Gulietta di Sergej Prokof’ev. E ancora, Orfeo ed Euridice di Christoph Gluck diretta da Enrico Pagano. Terminerà con la Turandot di Giacomo Puccini, diretta da Jordi Bernàcer.
Per avere informazioni sulla stagione di musica sinfonica e da camera, così come sui concerti di Natale, sugli abbonamenti o per conoscere gli orari dell’edificio basta visitare il sito web. Va considerato che un abbonamento in loggione non richiede mai un prezzo proibitivo.
Ogni anno è atteso in città il concerto di Fine Anno. Quest’anno è diretto da Pietro Rizzo, con il maestro del Coro Paolo Longo. Saranno interpretati Giuseppe Verdi, Georges Bizet, Giacomo Puccini, Petr Cajkovskij, Sergej Rachmaninov, Richard Strauss e tanti altri, con biglietti appena sopra i 10 euro.
Cosa si può visitare a Trieste?
Volendo acuire la storia teatrale e musicale di Trieste degli ultimi secoli, è doverosa una visita al Civico museo teatrale Carlo Schmidl. Istituito nel 1924, il museo mette in mostra raccolte di locandine, fotografie, costumi di scena, raccolte di strumenti musicali, manifesti e programmi, e altro ancora. Ogni visitatore, se si reca a Trieste, dovrebbe includere nella propria visita il teatro, che sia prima o dopo l’altrettanto notevole faro della Vittoria, e altri luoghi.
Da un lato per l’edificio storico in sé, architettonicamente fratello del Teatro alla Scala di Milano. È possibile prenotare una visita guidata dove ascoltare nei dettagli la storia della struttura. Oltre a poter girare per la sala prove del coro, la sartoria, il backstage, la platea, le gallerie e così di seguito. Dall’altro lato per godersi almeno una volta la scenotecnica, l’acustica, e sicuramente l’opera grazie a artisti di grandissimo calibro. Ricordate che l’opera secondo molti gli studiosi, tra cui Bianconi, sarebbe proprio nata in Veneto, precisamente a Venezia, nel 1637 o nel 1641-42. Tuttavia è possibile assistere a svariati tipi di spettacoli.
Il bello del teatro è che andati una volta non significa che la seconda volta sarà uguale. Uno spettacolo possiede la caratteristica dell’unicità. Per usare un’antica espressione hic et nunc (qui e mai ripetibile) possiamo indicare un evento che si svolge in un luogo preciso e in un momento preciso. Tale momento dipende da molteplici circostanze come il tempo, la platea, il modo di suonare dell’orchestra, molte cose che mai si ripetono. Lo spettacolo è un’arte effimera, che può essere vissuta per la prima volta ogni volta.
Se non siete ancora andati a visitare il Teatro Verdi di Trieste dovreste proprio rimediare! Se l’avete fatto, o avete assistito a uno spettacolo, che cosa aspettate a parlarcene lasciando un commento!
Articolo di Giuliano Monteneri


