Teatro Alfieri, spettacoli d’eccellenza e storia massonica a Torino

teatro alfieri torino

 

Tra i teatri di Torino, l’Alfieri, con i suoi 1500 posti a sedere, è uno dei maggiori insieme al teatro Regio e al Carignano.

La storia di questo luogo è caratterizzata da un susseguirsi di tragedie, successi e misteri che ne alimentano il prestigio, richiamando l’attenzione anche di chi non è appassionato di teatro.

Situato in piazza Solferino, a pochi passi dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, il Teatro Alfieri è un punto di riferimento per l’arte e la cultura torinese dal giorno della sua prima inaugurazione nel 1855.

Non è quindi un caso se sul palco del Teatro Alfieri di Torino si sono esibiti artisti di ogni genere e calibro che ne hanno sancito una grandezza e un’importanza che dura tuttora.

 

Teatro Alfieri e Piazza Solferino tra storia e leggenda

Sia il Teatro Alfieri che Piazza Solferino, dove è ubicato, hanno due storie: una canonica e una esoterica. Quando si parla della storia di Torino spesso si incontrano miti avvolti nel mistero. A questi si può credere o meno, ma di certo non si può rimanerne indifferenti. 

Uno dei motivi che hanno contribuito alla creazione del mito della Torino esoterica è sicuramente la componente massonica.

Nel periodo delle guerre d’indipendenza dall’Austria la massoneria in Italia giocò un ruolo fondamentale. È il periodo del Risorgimento, l’alba di una nuova vita per il nostro paese, finalmente avviato verso l’unità e la cui capitale inizialmente fu istituita proprio a Torino.

Il Teatro Alfieri deve la sua creazione all’architetto Barnaba Panizza. Inaugurato per la prima volta nel 1855, venne colpito da un violento incendio nel 1858 che ne richiese la ricostruzione. Fu di nuovo Panizza a dirigere la ristrutturazione immediata, che portò alla riapertura nello stesso anno. Seguirono altri tre incendi, a cui seguirono altrettante ricostruzioni, che riprendevano, per quanto possibile, la costruzione originale. 

 

Un curioso caso

Uno degli elementi che non cambiò mai il proprio aspetto è la facciata, sormontata da un enorme frontone triangolare in cui è incastonato un rosone centrale.

Per gli amanti del mistero quell’elemento architettonico è palesemente la raffigurazione del triangolo massonico, per altri è un puro elemento decorativo.

Inoltre in quegli anni gli incendi nei teatri erano più frequenti rispetto ai giorni nostri per svariati motivi: come il sovraffollamento o l’illuminazione a fiamme libere. 

Tuttavia questa versione non mette tutti d’accordo. La storia non ufficiale indica piazza Solferino come uno dei luoghi magici di Torino e fa ricadere proprio su questo la sventura che aleggia sopra il teatro Alfieri. In seguito, durante la Seconda Guerra Mondiale fu poi colpito da due bombardamenti, che lo distrussero nuovamente. 

Ma nonostante tutte queste tragedie, il Teatro Alfieri è sempre rinato dalle proprie ceneri, senza mai perdere il proprio prestigio. Sarà anche questo un parallelismo con i riti iniziatici massonici? Non ci è dato saperlo, ma è innegabile il fascino che questo teatro infonde anche grazie a questo genere di storie.

L’elemento più importante, che rende Piazza Solferino uno dei punti dove si esprime la massoneria torinese, è la Fontana Angelica. Sono molti i significati esoterici nascosti in questa scultura di bronzo e pietra, ma quella che la lega al teatro è la formazione con cui le statue sono disposte. Esse formano un rettangolo perfetto, che si pensa possa richiamare la forma del palcoscenico del teatro Alfieri, il varco che divide il mondo reale da quello del sogno, a cui si accede tramite la catarsi.   

 

Teatro Alfieri: Opera, teatro, musica e TV

Ai giorni nostri è il teatro di prosa a dominare il palcoscenico del Teatro Alfieri, che negli anni ha rivoluzionato la sua programmazione, spostandosi verso spettacoli più popolari.

All’inizio erano le opere liriche a riempire la scena, anche grazie al fermento generato dai grandi compositori dell’epoca.

Nomi del calibro di Verdi e Puccini producono le loro opere più famose proprio nella seconda metà dell’800, periodo il Teatro Alfieri nasce e prospera.

Passate le due grandi guerre è Giuseppe Erba a prendere le redini della gestione dei programmi teatrali. Con una grande intuizione, degna del genio imprenditoriale che lo caratterizzava, capì l’importanza di variare la programmazione, seguendo le novità del momento.

Fu così che accanto alle grandi opere liriche comparvero sulle locandine performances di musica Jazz, operette e teatro di prosa, considerato più pop.

Inutile dire che con l’apertura delle platee ad un pubblico più variegato e non più elitario il Teatro Alfieri conquistò definitivamente il ruolo che merita nel circuito teatrale torinese.

Ma il talento di Erba non si ferma qui, negli stessi anni in cui ridisegnava il palinsesto del teatro, in Italia la gente iniziava a riunirsi intorno alle televisioni.

Sono gli anni della canzone “Volare!” di Modugno, di Mike Bongiorno e del Carosello. È proprio dopo il programma televisivo pubblicitario che il 2 agosto 1958 va in onda per la prima volta il nuovo spettacolo musicale girato proprio al Teatro Alfieri. Durante il periodo estivo infatti, dal momento che il luogo rimase inutilizzato per la pausa stagionale, venne trasformato nel televisivo di “Refrain”, ovvero il sostituto estivo de “Il Musichiere”. Sfortunatamente lo spettacolo durò soltanto una stagione.

Ad oggi è gestito dalla compagnia Torino Spettacoli insieme al Teatro Erba e il Teatro Gioiello.

 

Cosa rende un teatro importante?

La storia e l’architettura del Teatro Alfieri sono sicuramente due componenti importanti della sua eccellenza. Ma ciò che rende veramente importante un teatro sono gli spettacoli che vengono messi in scena sul suo palco.

Negli anni d’oro della lirica italiana sono state diverse le prime delle Opere più famose ad andare in scena sul palco dell’Alfieri, dirette da grandi nomi della musica come De Fabritiis e Ghione.

Per citare le più importanti: “La Traviata”, “Il Simon Boccanegra” e “La forza del destino” di Giuseppe Verdi. “Il sortilegio” di Andrea Scontrino, che qui vede la sua prima assoluta. “La bohème” di Giacomo Puccini.

Con l’arrivo di Giuseppe Erba cambiano gli interpreti, ma non la qualità. I nuovi volti della cultura popolare sono meno monumentali, ma non smentiscono il prestigio che il Teatro Alfieri ha guadagnato col tempo. Così la musica Jazz si prende parte della scena ed ecco esibirsi sul palco torinese Louis Armstrong, Miles Davis e Duke Ellington. 

Sempre Erba inizia poi una fortunata collaborazione con Vittorio Gassman tornando al teatro classico. Questa sinergia regalerà al pubblico del Teatro Alfieri spettacoli eccezionali, tra i cui protagonisti compaiono: Raimondo e Sandra Vianello, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Giorgio Gaber, Gigi Proietti e Gino Bramieri.

 

Conoscevi l’incredibile storia del Teatro Alfieri? Raccontacelo su Oj Eventi. Dove puoi trovare tutto ciò che riguarda la tua città.  

Articolo di Renato M.G. Sarlo

Iscriviti per ricevere news su Torino

Scopri gli eventi su Torino

Entra nella nostra chat telegram

[the_ad id=”80262″]

Condividi questo post