Sistiana, località ideale per scoprire numerose grotte e Osmizze - Oj Eventi

Sistiana, località ideale per scoprire numerose grotte e Osmizze

Sistiana

Avete sentito parlare della cavernosa Sistiana? No? Strano, possiede un grande potenziale turistico. Si tratta della graziosa frazione del comune sparso di Duino-Aurisina. Il comune è situato nel nord della provincia di Trieste, nella regione del Friuli Venezia Giulia. Questo borghetto è frazionato a sua volta in due quartieri. Uno dove si concentra la maggior parte dei sistianesi, i quali ammontano a quasi 3.000. L’altro è il quartiere marittimo, che si affaccia per l’appunto su un mare cristallino dal fondale roccioso. Il nome della frazione sembrerebbe derivare da quello di una proprietà terriera appartenente a una famiglia della civiltà romana, cioè Sextillius. Lungo l’XI secolo, come attestano svariati documenti medievali, la denominazione cominciò a somigliare a quella attuale, fino a definirsi intorno al 1400.

La città-formaggio

Un po’ come l’emmental con i suoi fori, il territorio di Sistiana e quello limitrofo è caratterizzato da numerosissime grotte. Esse sono ricche di gallerie e camere, cortine, fessure, alveoli e nicchie, rimstones, stalattiti e stalagmiti ora simili a spaghetti ora a pile di piatti. Insomma, sculture della natura di una bellezza senza pari, non unicamente interessanti per il grossista ma anche per l’escursionista più indistinto. In queste regioni vi è la nota Grotta Gigante, che possiede la più ampia sala naturale al mondo. Difatti nel 1995 è stata inserita nel Guinness die primati. La Grotta del dio Mithra si è rivelata recentemente, nel 1963. In essa sono stati trovati reperti archeologici risalenti al Neolitico, all’Età del ferro, nonché all’epoca romana, tra cui vasellame, monete e un altare sacrificale. Altre cavità degne di nota sono la Grotta di Visogliano e la Grotta Caterina. La Grotta delle Torri di Silvia, addentrandosi nella terra per 100 metri, presenta stalagmiti rassomiglianti, come indica il nome, a torrioni. Non meno importante la Grotta del Pettirosso, sul fondo di una dolina, scoperta nel 1892, nella quale sono state rintracciate testimonianze anche qui dell’uomo dell’Età del ferro. Reperti interessanti possiede ugualmente la Grotta Pocala, profonda circa 30 metri, ovvero resti di animali del pleistocene, a esempio dell’orso speleo. Una natura lussureggiante rende ancor più suggestive queste caverne. Vi sono mirabili superfici boschive, a esempio la pineta Rilke. Non mancano doline rivestite di muschio, a esempio la Dolina Legisa e Pipan, a volte puntellate di bucaneve. Sicuramente da segnalare è la riserva naturale delle Falesie di Duino, un’area protetta, istituita nel 1996.

Istoriando il borgo

Gli studiosi assicurano che l’uomo dell’Età dalla pietra abitava le grotte del territorio, dunque all’incirca nel 8.000 a.C. All’Età del bronzo e del ferro risalgono inoltre interessanti insediamenti fortificati, i cosiddetti castellieri.

I Romani si servivano della pietra di una cava nelle vicinanze di Sistiana. Ancora oggi si estrae il marmo di Aurisinia, per il quale si è recentemente allestito un museo. I Romani, tuttavia, in particolare i patrizi dell’antica Tergestum, l’attuale Trieste, consideravano il territorio anche un luogo di villeggiatura. L’individuazione della rovina di una villa romana, una sorta di grande casa di campagna del tempo, rafforza tale ipotesi. L’uomo del 1800, anch’esso ispirato dalla bellezza del luogo, cominciò a costruire alcuni alberghi. L’economica del paese è oggi per l’appunto basata principalmente sul turismo, al di là del piccolo commercio.

Durante la prima guerra mondiale, un monumento importante per il piccolo borgo, cioè la chiesa di San Giuseppe, subì consistenti danni. L’edificio fu eretto lì dove sorgeva ancor prima una cappella del XVII secolo. Sapevate che finanche il diavolo contempla i magnetici scenari del borgo? I nazionalsocialisti, lungo la seconda guerra mondiale, scavarono certune gallerie nella roccia della falesia di cui abbiamo accennato. Lo scopo era di utilizzarle come deposito di armi. Tra esse, appunto, il cosiddetto Occhio del diavolo, oggi un trampolino di lancio per tuffarsi in acqua. In borgo sono stati infatti recuperati dei Molch danneggiati, e uno è ancora sotto l’acqua, non distante dalla baia.

Sport e svago

Sistiana è raggiungibile da Torino, Milano e Venezia con l’autostrada A4, detta Serenissima. Da Trieste è raggiungibile con il Raccordo autostradale 13, parte dell’infrastruttura autostradale Grande Viabilità Triestina. Il borgo è ben collegato alla provincia da mezzi pubblici di vario tipo, tra cui autobus e traghetto.

La zona marittima possiede un grazioso porticciolo turistico e stabilimenti balneari. La maggior parte delle spiagge sono ciottolose, come la piccola ma splendida Costa dei Barbari, ornata di vegetazione, raggiungibile per mezzo di un sentierino ripido. Gli stabilimenti offrono animazione, massaggi e sport come il pedalò, il windsurf, la canoa, e altre attività. Naturalmente sono incluse le gite in barca, ed è probabilmente possibile noleggiarle. Alla baia si trova un’antica società velica, la Pietas Julia. Nata nel 1886 a Pola, si trasferì tra i sistianesi nel 1961. Nel tempo crebbe tanto da ricevere dal CONI la Stella d’Oro e il Collare d’Oro al Merito Sportivo, rispettivamente nel 1989 e nel 2006. Per chi considera l’attività fisica fondamentale in paese troverà numerosi impianti sportivi, a esempio minigolf, campi di tennis, di calcio, di beach volley, di equitazione, ed è inoltre praticato il diving.

Il parco Caravella si trova non distante dalla baia. Qui si esibiscono e si sono esibiti ospiti di fama mondiale, come per esempio Bob Sinclair. All’interno si trovano chioschi, grill, tutto il necessario per accogliere e rendere allegri sia i giovani che le famiglie. In questo luogo è a volte possibile incontrare cigni che mangiano dalle vostre mani. Per concludere, alla baia del borgo si svolgono ogni anno eventi enogastronomici, show cooking, e quant’altro.

Esplorazioni e trekking

Fuor d’ogni dubbio vanno visitate le grotte di cui abbiamo parlato. Non si può perdere l’occasione di partecipare ai percorsi che esplorano queste cavità, organizzati da esperti speleologi.

Come le grotte, abbiamo anche citato la riserva naturale delle Falesie di Duino. Immergersi nel cuore di questo spazio naturale, di circa 107 ettari, è quasi come ricevere un secondo battesimo. L’area prospera su rocce di natura carsica, dalle forme a dir poco singolari. In altre parole una falesia lattescente a strapiombo sull’Alto Adriatico. Fra l’altro è possibile l’arrampicata su diverse pareti carsiche. La riserva naturale possiede una flora a metà fra quella illirica e quella mediterranea. Vi sono roverelle, castagni, faggi, ginepri, salici, pioppi. La fauna è caratterizzata da uccelli quali l’occhiocotto, il gabbiano reale, il corvo imperiale, il falco pellegrino, al di là di caprioli, tassi, volpi e lepri. È possibile attraversare l’area grazie al sentiero Rilke, intitolata proprio al noto poeta, come la pineta sopraccennata. Egli soggiornò e trovò ispirazione in queste zone. In precedenza era un sentiero abbandonato ma nel 1987 l’amministrazione provinciale volle recuperarlo. Il suo percorso serpeggia per circa 3 chilometri ora lungo il ciglione della falesia ora inselvandosi. Un luogo ideale per il trekking, da unire a tanti altri siti adatti a escursioni che si possono scoprire in regione. Il sentiero conduce fin nei pressi del Castello di Duino, aperto al pubblico dal 2003. Fu costruito nel 1389, su un ex avamposto romano. All’interno del castello si apre un elegante giardino. La proprietà appartenne a Federico III d’Asburgo. Oggi è di proprietà del casato Thurn und Taxis, nobile famiglia tedesca.

Cucina cosmopolita e osmizze

Se desiderate assaggiare quel che Sistiana offre di più buono, andate dritti allo scopo con lo squisito pesce fresco locale. Non dimenticate che Trieste è la porta per la Mitteleuropa. Pertanto la cultura slava, austriaca, nonché veneta hanno influenzato la sua cucina. Si può parlare di cucina internazionale, caratterizzata, al di là del pesce, dalla selvaggina. Piatti tipici sono la jota, una ministra di verdure e cotenna di maiale, le sarde in savor, o la pasta fatta in casa, detta blecs.

Bed and Breakfast e hotel non mancano, si è già detto che il borgo è storicamente legato al turismo. Di conseguenza, vi sono numerose enoteche e ristoranti. Tuttavia, se siete stanchi dei soliti formali ristoranti, le osmizze fanno al caso vostro.

Si tratta di villerecci locali diffusi in provincia di Trieste e nel Litorale sloveno. La loro nascita risale al tempo di Carlo Magno. Qui principalmente si beve del buon vino. Salumi, formaggi e soprattutto uova sode lo accompagnano. Sono presenti dei mucchietti di frasche, ai margini delle stradine, che segnalano la posizione delle osmizze. Infatti è comune sentir dire ai triestini di “andare per frasche” che significa andare a bere in questi caratteristici locali. A proposito di vino, va detto che nel 2022 il comune di Duino Aurisina è stato dichiarato Città Italiana del Vino.

Vogliamo infine lasciarvi con un’altra espressione tipica del luogo, e non dite che non vi avevamo avvertiti! Non spaventatevi se in estate, visitando il borghetto e facendo conoscenza con dei locali, questi vi domanderanno di andare al bagno insieme. I sistianesi sono persone accoglienti e calorose, e sicuramente amano condividere, ma non il water. L’espressione indica naturalmente di andare a mare.

Dunque, che cosa ne pensate di Sistiana? La visiterete? L’avete già visitata? Lasciate un commento descrivendoci la vostra esperienza fin nei minimi dettagli!

Articolo di Giuliano Monteneri

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