
SEO: se ne parla un sacco quando ci si avvicina al mondo di internet e, soprattutto, si desidera entrarvi con un proprio sito web. Sì, perché se hai una tua attività non basta più avere una bella vetrina sulla strada principale della città.
Il modo in cui la gente cerca dove servirsi è cambiato. Una persona prima di uscire di casa e venire da te vuole sapere cosa hai da offrirle di differente o migliore degli altri. E dove cerchiamo tutti? Principalmente su Google, ma ci sono anche Bing, Yahoo e altri. E quindi devi essere online per avere la possibilità di essere trovato, ma lo devi fare bene se vuoi essere notato.
Con l’AI Overview di Google poi c’è uno step in più: devi essere veramente diverso dagli altri per essere citato come fonte attendibile di informazioni. E qui BOOM! Sei veramente al top.
La scalata verso questa cima richiede davvero impegno, precisione e un lavoro di cura costante dei tuoi contenuti per mantenere autorevolezza.
Che cos’è la SEO? Definizione, storia e acronimi
SEO è l’acronimo inglese per Search Engine Optimization, cioè ottimizzazione per i motori di ricerca. Il principale motore di ricerca che tutti conosciamo è Google, vale a dire il portale da cui facciamo partire le nostre ricerche. L’obiettivo della SEO, all’interno di un piano di web marketing strategico, è quello di migliorare le pagine web in modo che siano ritenute affidabili, originali e informative dal motore di ricerca.
In origine Google utilizzava anche un sistema chiamato PageRank, basato soprattutto sui link in ingresso, cioè quei link che partivano da altri siti verso quello in esame. Oggi la posizione dipende da centinaia di fattori diversi, ma il principio resta lo stesso: qualità, affidabilità e utilità dei contenuti.
Io ho una definizione un po’ mia della SEO: comunicare bene con le persone, parlando anche agli spider. No, non quelli di Stan Lee: nel 1962 non esisteva nemmeno internet!
Quando è nata e come si è sviluppata la SEO?
La SEO nasce a metà degli anni ’90, quando si inizia a capire che per essere trovati sui motori di ricerca non basta “esserci”, ma bisogna anche sapersi posizionare. Nel 1997 compare per la prima volta l’espressione Search Engine Optimization in un documento tecnico, e poco dopo arriva Google, che cambia radicalmente il modo di valutare le pagine web, mettendo al centro la qualità dei contenuti.
Dal 2000 in poi la SEO evolve continuamente: aumentano i formati di contenuto, cambiano i dispositivi (come gli smartphone) e l’esperienza utente diventa sempre più importante. Dal 2015 l’usabilità mobile entra ufficialmente tra i fattori di valutazione di un sito.
Tra il 2018 e il 2022 Google rafforza l’attenzione sull’intento di ricerca, passando cioè dall’analizzare il cosa si cerca al perché lo si cerca, privilegiando il significato delle parole. rispetto alle singole keyword. L’utente diventa il vero fulcro della SEO.
Con l’arrivo dell’AI Overview tra il 2024 e il 2025, questa evoluzione accelera: oggi la SEO e i contenuti devono dimostrare in modo chiaro esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità (E-E-A-T) per essere considerati davvero rilevanti. Come profetizzò già nel 1996 Bill Gates: “Content is King”.
Qualche definizione per una lettura più scorrevole
Preferisco dare da subito alcune definizioni, in modo che poi la lettura dell’articolo sia più scorrevole, senza continue interruzioni con spiegoni che spezzerebbero il ragionamento.
Se le sai già tutte, “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”…sì, perché se già li conosci, puoi evitarti l’Inferno degli acronimi! Se Dante avesse scritto la Divina Commedia oggi, avrebbe certamente dedicato un girone anche a chi ha inventato certi acronimi!
- Spider: uno spider (o bot, o crawler) è un programma dei motori di ricerca che scansiona continuamente la rete, alla ricerca di nuovi contenuti caricati sul web. La SEO fatta bene serve ad attirarli e “sfamarli”.
- Indicizzazione: è il lavoro degli spider. Quando uno spider trova nuove pagine le inserisce in una sorta di indice che permette al motore di ricerca di trovarla e mostrarla nei risultati di una ricerca inerente all’argomento della pagina.
- Query: la o le parole che utilizziamo per fare una ricerca su un motore di ricerca, e che nella SEO sono le…
- Keywords: o parole chiave, per cui vogliamo che il nostro sito venga mostrato nella…
- SERP: da Search Engine Results Page. È la pagina con la lista dei risultati della ricerca. Sì, qui è dove puoi essere notato se, con un buon lavoro di SEO, riesci a raggiungere la prima pagina dei motori di ricerca.
- SEA: da Search Engine Advertising. Si tratta di campagne a pagamento su Google, tramite la piattaforma Google Ads.
- SEM: da Search Engine Marketing. È la combinazione strategica di SEO e SEA. Può essere particolarmente utile al lancio del sito o nel caso si voglia presentare un nuovo prodotto o servizio.
- Ottimizzazione: rendere il lavoro degli spider sul proprio sito il più semplice possibile con la SEO. Loro sono contenti, e dopo lo sei anche tu perché ottieni un buon…
- Posizionamento: ovvero dove si trova il tuo sito all’interno della SERP. Con una buona SEO si punta a migliorare la posizione in modo organico.
- AEO: da Answer Engine Optimization. È quello che vediamo quando facciamo una ricerca su Google con l’AI Overview, introdotta progressivamente tra il 2024 e il 2025, che compare sopra o all’interno della SERP tradizionale. È una risposta diretta alla Query. Trovare il testo del tuo sito citato qui e, quindi, anche il link al tuo sito come fonte, è diventato di fatto il nuovo primo posto su Google. È come se ci fosse un podio con i classici 3 posti, ma il primo posto avesse un soppalco. Ma gli altri chi se li fila più? Battute a parte, l’AEO ha portato a una vera e propria evoluzione (e rivoluzione) nel mondo della SEO, portandola a un nuovo livello.
- GEO: Generative Engine Optimization. Termine nuovissimo per indicare l’evoluzione della SEO, per cercare di portare il tuo sito sul “soppalco” del primo posto.
Direi che per ora ti ho indicato le principali. Quando le userò nel testo, metterò questa freccetta ↥, così, se non ti ricordi subito cosa vuol dire quell’accozzaglia di lettere, saprai che qui sopra c’è la definizione. Continuiamo?
La SEO: utilità e applicazioni pratiche
Oggi ancora più di prima! Un professionista della SEO serio e corretto non ti darà mai la certezza assoluta di essere il primo su Google, ma con un buon lavoro si può arrivare in prima pagina. Questo perché le variabili in gioco sono davvero tantissime, tra cui anche chi paga direttamente Google per essere il primo.
Noi puntiamo ai risultati puri, organici, cioè a ottenere quella posizione↥ che ci si guadagna con un sito ottimizzato↥ bene per il motore di ricerca e per gli utenti e che si mantiene nel tempo. Perché quando si interrompe l’investimento pubblicitario, la posizione conquistata tramite advertising viene persa.
SEO: cosa si fa in pratica
Fare SEO significa svolgere prima un lavoro certosino di analisi e ricerca, e poi intervenire sul sito in modo strategico e tecnico, spesso in modo impercettibile per gli utenti quando è fatta bene. Poi capirai perché.
La strategia SEO si può suddividere principalmente in 3 fasi:
Fase 1 – Analisi e ricerca
Questa è la fase di studio: si analizzano il settore, i competitor, il pubblico di riferimento e le query↥ usate dagli utenti. L’obiettivo è capire cosa cercano le persone, perché lo cercano e come formulano le loro ricerche, lavorando sull’intento di ricerca prima ancora che sulle singole parole chiave.
Fase 2 – Ottimizzazione tecnica
Qui si lavora sulla struttura del sito per renderlo facilmente leggibile dai motori di ricerca: velocità di caricamento, usabilità da mobile, organizzazione delle pagine, indicizzazione, sicurezza e accessibilità per i crawler↥. È una parte spesso invisibile agli utenti, ma fondamentale per permettere ai contenuti di essere trovati e valutati correttamente.
Fase 3 – Creazione e ottimizzazione dei contenuti
In questa fase si creano o si migliorano i contenuti del sito, rendendoli utili, chiari e autorevoli per gli utenti. I contenuti devono rispondere in modo efficace alle domande delle persone, dimostrare competenza ed esperienza e aiutare il sito a distinguersi come fonte affidabile di informazioni.
Sono tutte fasi complesse, ed è per questo che richiedono l’intervento di diverse figure professionali.
Chi si occupa della SEO?
La SEO non è il lavoro di una sola persona, ma un’attività che coinvolge competenze diverse, dall’analisi strategica alla parte tecnica, fino alla creazione dei contenuti. In base alle dimensioni del progetto, queste attività possono essere seguite da professionisti diversi, tra cui:
- SEO strategist, che definisce la strategia complessiva e gli obiettivi;
- SEO tecnico, che si occupa degli aspetti strutturali e delle performance del sito;
- SEO copywriter, che crea e ottimizza i contenuti in ottica SEO, mantenendo al centro le esigenze degli utenti.
In questo processo l’intelligenza artificiale può essere una valida assistente, soprattutto per supportare le attività di analisi, ricerca e ottimizzazione. Tuttavia, da sola non è sufficiente: servono competenze umane per interpretare i dati, comprendere il contesto, prendere decisioni strategiche e creare contenuti davvero utili e autorevoli per le persone.
Ed è per questo che pensare di fare una SEO fai da te senza avere delle solide basi rischia di trasformarsi in una dispersione di tempo e denaro. Ma quindi, come fare?
Affidati all’esperienza di OJ Eventi!
OJ Eventi lavora nel campo dei servizi Web per le aziende dal 2017. Ci occupiamo non solo della creazione di siti web, ma anche di tutto quello che ci orbita intorno come, appunto la SEO.
Hai già un sito internet che, però, non sta decollando? Contattaci per un’analisi: potremo pianificare insieme una strategia per farti spiccare sulla concorrenza e farti trovare da nuovi clienti!
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Articolo di Rita Amboni



