
Sant’Ilario d’Enza è un caratteristico paesino di 11 mila abitanti in provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna. Sorge sulla via Emilia, antica via cruciale per il traffico in epoca romana, ed è segnato dal passaggio del fiume Enza. Posizionato in un territorio pianeggiante, offre anche una vista sulla fascia collinare e sull’Appenino Tosco-Emiliano. Insomma, come territorio se ne ha di tutti i colori. Anticamente chiamato Sant’Eulalia, in onore della chiesa parrocchiale, in seguito fu cambiato in Sant’Ilario probabilmente per la presenza dell’ospedale S.Hilarii.
Come nasce Sant’Ilario d’Enza
Nato probabilmente come un borgo della città romana di Tannetum, come testimoniato dalla presenza delle numerose tombe romane, fu l’unica parte della città a non divenire un reperto archeologico. Dopo la caduta dell’Impero Romano, il territorio fu di dominio barbaro, come testimonia la Tomba di Mavarta, in seguito fu conquistato dai longobardi, poi dai franchi e dalle popolazioni ungare. In quel periodo la cittadina fu più attiva, ma lo divenne ulteriormente tra il XI e il XII secolo, in cui si vede aumentare i traffici e vengono costruiti vari ospedali, tra cui quello che dà il nome a Sant’Ilario D’Enza. Seguirono varie dominazioni, tra cui quella dei Visconti e degli Estensi, fino a finire a far parte del Dipartimento del Crostolo della Repubblica Cispadana, con cui si ebbe l’invasione napoleonica. Questa instituì la Repubblica italiana, fino alla creazione poi del Regno d’Italia. La storia della nostra repubblica è poi visitabile nella vicina Sala del Tricolore a Reggio Emilia. Sant’Ilario D’Enza fu un comune autonomo, anche quando tornarono gli Estensi. Nel 1859 divenne parte del Regno di Sardegna, finché il dittatore Farini lo dichiarò ulteriormente comune autonomo. Nel 1862, sotto l’ordine del Consiglio Comunale assunse il nome attuale.
Tra sport, paesaggi e storia

Torrente Enza
Sant’Ilario d’Enza offre attività variegate, spaziando tra l’incontaminata natura alle suggestive costruzioni di epoca medievale, dalle ville in stile liberty alle rovine romane e barbare.
Partendo dalla natura incontaminata il paese sorge sulle sponde del torrente Enza, intorno a cui un’area di 42 mila metri quadrati di vegetazione autoctona offre un paesaggio splendido, facilmente raggiungibile a piedi o in bici partendo dal centro storico.
Procedendo nella storia e passeggiando per la Via Emilia, di origine romana, possiamo trovare numerose tombe e resti della città di Tannetum. Qui è stata rinvenuta la lapide di Mavarta, una giovane donna barbara sepolta sotto l’attuale campanile. Traducendo questa lapide si può scoprire i primi reperti che attestano la cristianità delle popolazioni barbariche.
Seguendo la storia troveremo la Chiesa di Sant’Eulalia, da cui deriva il vecchio nome del paese. I primi cenni sulle condizioni della chiesa si hanno nell’anno 1693. Della prima chiesa, costruita in epoca medievale, rimangono solo due capitelli delle colonne. Osservando la loro struttura si ipotizza che la chiesa avesse la struttura basilicale come l’attuale. Fino al 1902 sorgeva un vecchio torrazzo di origine medievale, successivamente sostituito dalla costruzione del nuovo campanile nel 1914. Ora la chiesa si mostra in stile rinascimentale, stile che ha dato origine a vicini paesi come Guastalla.
Altra costruzione degna di nota è la Villa Valcavi, costruita in stile liberty. La villa si sviluppa su due livelli che si articolano nella parte orientale in una torretta con trifora superiore.
Sant’Ilario d’Enza, sede dello scavo della via Emilia

Chiesa di Sant’Eulalia
Fin dall’Ottocento nella zona di Sant’Ilario d’Enza si riportano ritrovamenti di ciottoli di strade romane risalenti dall’antica città Tannetum, ma gli scavi del 2018 hanno portato alla luce un via di oltre 4m che reca ancora i passaggi dei vari carri. Inoltre, la strada ha una straordinaria fattura, segno che non era una strada di collegamento, ma una vera e propria strada di città. Da allora numerosi sono gli studi e gli scavi che si stanno svolgendo sulla zona, alcuni dei quali hanno portato alla luce una torre risalente al 800 d.C. Ancora più sconvolgente è il fatto che questa torre dovrebbe essere una di otto che dovevano far parte di un antico castello, che se riportato alla luce si rivelerebbe uno dei “castelli” più antichi in assoluto! Sotto la torre sono, inoltre, stati scoperti centri abitativi con all’interno frammenti di vasi, perline, una moneta d’argento dell’epoca di Ottone III, armi e pedine da gioco.
Eventi da non perdere e specialità del territorio
Nel paese rinomate sono la Fiera di Primavera e la Fiera d’Ottobre. La prima si svolge la terza domenica di maggio, in cui un incantevole mercato offre opere di artigianato artistico e mostre d’arte, oltre a degli stands gastronomici e agli immancabili giochi per i più piccini, oltre a varie attrazioni in piazza. La Fiera d’Ottobre di svolge la seconda domenica di ottobre, in cui caratteristico è il Mercato dell’antiquariato e il mercato straordinario della fiera, con altre opere di artigianato artistico e gli stands gastronomici. Inoltre, per l’occasione viene montato un luna park per i bambini.
Potrete visitare il paese accompagnati da una variegata cucina tipica. Da non perdere sono i Tortellini alla crema di verdure e finferli o i Tortellini di castagne reggiane. Come secondi non si sa quale provare prima! Piatti tipici della zona sono, infatti, il vitello con carciofi, la trippa Bolognese, il timballo ferrarese, la focaccia di vitello e la faraona alla cacciatora alla bolognese. Per finire, perché non prendere il dolce di miele di Ferrara, con un bicchierino di Saba, uno sciroppo concentrato d’uva che si ottiene dal mosto appena pronto, aggiungendo cannella, chiodi di garofano e scorza di limone.
Ci siete mai stati a Sant’Ilario d’Enza? Ci vorreste andare in questo paese immerso nel verde, ma allo stesso tempo ricco di storia? Fatecelo sapere nei commenti!
Articolo scritto da Matteo Francesco Pino
