
Sant’Ambrogio e Milano sono strettamente legati uno all’altra da oltre 1600 anni. La città meneghina ricorda ogni anno il suo Santo Patrono legando alla data del 7 dicembre eventi diventati simbolo della città. Te ne parlerò in questo articolo, ma prima cominciamo a conoscere questo signor Ambrogio…no, non quello dei cioccolatini!
Come Ambrogio è diventato il Santo Patrono di Milano
Se dovessimo riassumere l’ascesa di Ambrogio Aurelio alla posizione di Vescovo di Milano usando il gergo “aziendalese”, potremmo dire che gli fu conferita una carica senior nonostante fosse un entry-level, senza nemmeno passare dalla mitologica figura dell’apprendista con esperienza. Ma andiamo con ordine.
Ambrogio Aurelio nacque nel 339 o 340 d.C. nella città tedesca oggi conosciuta come Treviri, allora sede della provincia romana Gallia Belga, dove il padre ricopriva la carica di prefetto del pretorio. Aurelio crebbe in una famiglia cristiana benestante. La sua vocazione era verso l’amministrazione e l’avvocatura.
Le sue doti di mediatore arrivarono alla corte dell’imperatore Valentiniano I che lo volle come governatore della regione Aemilia et Liguria. Dove? A Milano. Qui ebbe un ruolo di rilievo nel conciliare due gruppi cristiani in contrasto: si cominciava a delineare il suo futuro, ma lui ancora non lo sapeva e nemmeno lo immaginava.
Da governatore a vescovo di Milano
Alla morte del vescovo Aussenzio di Milano, i malumori tra i due gruppi religiosi si riaccesero. Nel tentativo di riportare l’ordine, la tradizione narra che Ambrogio si recò in chiesa e, un dolce e carino fanciullo che non aveva altro da fare, gridò “Ambrogio Vescovo!”, e tutte le altre persone presenti si unirono in questo gioioso coro. Mi immagino Ambrogio pensare “Dov’è un Erode quando serve?”. Perché?
Diciamo che Ambrogio non era esattamente dell’idea. Era sì di famiglia cattolica, ma non era nemmeno battezzato e non si riteneva preparato per un incarico del genere. E, sinceramente, non gli interessava perché preferiva i tribunali alle chiese.
Per cercare di dissuadere la gente di Milano dal farlo vescovo, Ambrogio cercò di rovinarsi la reputazione portandosi a casa delle prostitute e facendo torturare degli imputati. Ma niente, Milano vuole lui, quindi lui…scappa da Milano: forse credeva al detto “in amore vince chi fugge”?
La diplomazia gli riusciva meglio della strategia, e venne trovato. Il popolo portò la questione davanti all’imperatore Valentiniano I, sì, quello che lo chiamò a Milano come governatore della Liguria e dell’Emilia, eh sì, il suo capo supremo. E cosa fai se il capo supremo ti dice che è d’accordo con il popolo e vuole che diventi il Vescovo di Milano? In una settimana vieni battezzato e il 7 dicembre 374 diventi il nuovo Vescovo di Milano, senza nemmeno essere stato chierichetto. Sarà andato almeno al catechismo da piccolo?
Perché Ambrogio è diventato il patrono di Milano
Scherzi a parte, Ambrogio prese molto seriamente l’incarico. Si impegnò nello studio della Bibbia e della teologia. Si dedicò al popolo che lo aveva scelto, usando le sue ricchezze personali e quelle della chiesa per aiutare i bisognosi.
Fece costruire ben 4 basiliche a Milano, come a protezione della città: la basilica di San Nazaro, la basilica di San Simpliciano, la basilica di San Dionigi e la basilica di Sant’Ambrogio, chiamata originariamente Basilica Martyrum e che oggi accoglie le spoglie del santo.
A lui si deve la conversione di Sant’Agostino. Scrisse diversi trattati su vari libri biblici e introdusse alcuni cambiamenti nei rituali liturgici, creando così il “rituale ambrosiano”, ancora seguito soprattutto nelle diocesi milanesi.
Ebbe sempre un ruolo importante nei patteggiamenti, anche politici, della città. Milano deve davvero tanto ad Ambrogio, e, in segno di riconoscenza, l’ha scelto come patrono. Ma come viene festeggiata questa giornata a Milano?
Il 7 dicembre è Sant’Ambrogio: feste ed eventi a Milano
Il giorno in cui Ambrogio venne nominato vescovo è lo stesso giorno che Milano ha scelto per festeggiarlo, ed essendo il giorno del Santo Patrono questo vuole dire vacanza da scuola e lavoro. E diciamolo, se sei di Milano e il 7 dicembre cade di giovedì o lunedì…taaac: mi scatta il week end lungo.
E cosa si fa in questi giorni? Milano certo non manca di opportunità, e alcune sono proprio legate al giorno del Santo Patrono. Quali?
Il 7 dicembre, con l’accensione dell’albero di Natale in Piazza Duomo, si dà il via ufficiale ai festeggiamenti natalizi a Milano.
Il giorno del Santo Patrono al Teatro alla Scala si inaugura ufficialmente la nuova stagione lirica. Questa è la sera dei grandi nomi tra il pubblico.
Il giorno di Sant’Ambrogio viene anche dato il via ai tre giorni del mercatino natalizio degli Oh Bej! Oh Bej!, o Fiera Obei Obei, antica tradizione meneghina che arriva a noi dal Medioevo. Piazza Castello, sotto le torri del Castello Sforzesco, si riempie di bancarelle di artigianato dove poter acquistare oggetti e abiti originali, e dove trovare idee regalo diverse dal solito maglione che punge o la sciarpetta triste. Questo mercatino è così famoso che spesso vengono organizzate dei gite in pullman per poterlo visitare.
E poi lo sapevi che ai Giardini Pubblici Indro Montanelli da metà Novembre fino al 6 gennaio c’è “Il Villaggio delle Meraviglie“? Una pista di pattinaggio sul ghiaccio, giostre, street food e spettacoli per grandi e piccini.
Ma se volessi sfruttare questi giorni festivi per fare qualcosa di diverso? Si dice “Natale con i tuoi”, ma…
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Abbiamo visto che il 7 dicembre Milano offre eventi importanti come la prima al Teatro alla Scala e la Fiera Obei Obei. Ma se tu volessi fare qualcosa di diverso, magari lontano dalla ressa? Perché allora non scoprire Milano con Tour a enigmi, oppure con una visita guidata alla Pinacoteca Brera?
Non ti resta che scegliere come preferisci passare la giornata di Sant’Ambrogio a Milano, per vivere la giornata di festa meneghina, ma in modo alternativo.
Milano è una signora elegante, moderna, vivace: mica vorrai farla aspettare!
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