
Il risotto alle ortiche è una pietanza squisita, uno dei piatti più interessanti e facili da cucinare, anche per i meno esperti, poiché i risotti danno la possibilità di sperimentare molteplici preparazioni con differenti ingredienti, in tal modo vi è il vantaggio di assaporare più gusti diversi ogni volta. Si possono aggiungere tra le innumerevoli ricette, per esempio delle ortiche ed i fiori di calendula.
Esse sono piante molto comuni in natura, che solitamente si trovano in cespugli ai lati di strade o sentieri, inoltre questi ingredienti sono tipici delle ricette campestri. L’ortica in particolare possiede numerosi benefici e viene utilizzata non solo in gastronomia, ma anche in erboristeria, come rimedio naturale a tanti malanni. Il suo gusto leggermente amaro la rende molto particolare e nel complesso, è ottima insieme ai petali dei pepati fiori di calendula e al formaggio di stracchino, con un risultato per il palato superlativo!
Ricetta risotto alle ortiche con calendula e stracchino
Ingredienti per due persone
– 180 g di riso Vialone Nano;
– 300 g di ortiche;
– formaggio di stracchino;
– fiori di calendula;
– una noce di burro;
– grana grattugiato.
Preparazione
Una volta indossati un paio di guanti, raccogli ortiche e fiori di calendula. Lava le ortiche, avendo cura di continuare ad indossare i guanti, poiché il gambo punge! Sbollentale per alcuni minuti, dopodiché frullale insieme con un mestolo di acqua di cottura, fino ad ottenere una crema omogenea. Nel frattempo, cuoci il riso: ti consigliamo di farlo in acqua, pari al doppio della sua quantità.
Quando mancano circa 4/5 minuti alla cottura inizia ad aggiungere gli ingredienti: per primo il composto di ortiche e verso la fine lo stracchino. Mescola fino al completamento della cottura. A fuoco spento manteca con una noce di burro e un poco di grana grattugiato. Alla fine, cospargi di petali di calendula. Ed ecco pronto il tuo risotto alle ortiche, fiori di calendula e stracchino! L’hai mai provato accompagnato da un buon calice di vino bianco che ne esalti i sapori?
Risotto alle ortiche, alcuni consigli
Per preparare il risotto alle ortiche, prima di tutto, come abbiamo già accennato, ricordati di indossare dei guanti in lattice, perché conserveranno il proprio potere urticante fino alla bollitura. Anche la scelta del riso è importante, bisogna sceglierne uno superfino dal chicco grosso e allungato. Questa qualità a cui appartengono Carnaroli, Arborio, Roma e Baldo, mantiene la cottura molto meglio e rimane al dente. Sempre rimanendo in tema di cottura, aggiungere il brodo bollente gradualmente e lasciarlo assorbire. In questo modo i chicchi rilasceranno l’amido e il risultato sarà più cremoso, ma non solo, per avere un effetto ancora più soft aggiungi ortiche sbollentate e frullate a metà cottura. Se non ami il burro, puoi usare in alternativa un formaggio morbido per mantecare, come ad esempio:
- Taleggio
- Gorgonzola
- Robiola
Infine, se vuoi ottenere un risultato più sfizioso, puoi aggiungere: cubetti di speck, prosciutto crudo, pancetta, gherigli di noci o pinoli tostati.
Risotto alle ortiche, le proprietà nutritive
Il risotto alle ortiche, grazie al suo ingrediente principale, ha molte proprietà medicinali, tra cui quella antianemica. Questo piatto è molto indicato a chi soffre di anemia quindi, ma non solo, perché l’ortica è anche ricca di:
- Ferro e acido folico, indicati per le donne in gravidanza
- Proprietà vasocostrittrici ed emostatiche
- Sali minerali: silicio, fosforo, magnesio, calcio, manganese e potassio
- Vitamine A, C e K che lo rendono rimineralizzante, ricostituente e tonificante
- Proprietà depurative, diuretiche e alcalinizzanti: disintossicanti naturali che favoriscono anche l’attività digestiva.
Origini del risotto alle ortiche
Ma da dove nasce il risotto alle ortiche? È un piatto tipico della tradizione milanese, proveniente dalla cucina popolare e contadina. Le ortiche, infatti sono un’erba facile da trovare in campagna. Un tempo la Lombardia era sgombra dalle industrie e nei prati gli scaltri contadini raccoglievano questa materia prima intravedendone il potenziale culinario, nonostante sia apparentemente inadatto. Era ed è tutt’oggi, un piatto legato alla bella stagione, periodo in cui la natura rinasce rigogliosa. Col tempo il risotto alle ortiche è diventato un must per i regimi alimentari equilibrati, le diete light e la cucina healthy per via delle sue proprietà nutritive.
Quale vino abbinare
Con quale vino possiamo abbinare il nostro risotto alle ortiche? Te lo diciamo subito.
Sicuramente, per via della sua delicatezza pungente, è bene affiancarlo a un vino bianco, fermo e leggero. Si sposano molto bene infatti i vini liguri, ma in realtà anche un secco può essere la scelta giusta. Vediamo insieme un po’ di vini DOC da abbinare alle varie preparazioni del risotto alle ortiche:
- Colli Amerini Bianco DOC: Il Colli Amerini Bianco Doc fanno parte dei vini bianchi e sono prodotti essenzialmente in Umbria, dove il Trebbiano ha trovato condizioni molto favorevoli per la sua maturazione. Esso viene fatto non solo tramite il Trebbiano ma anche da Grechetto, Garganega, Verdello, Malvasia Toscana ed è considerato un tipo di vino DOC.
- Colli Berici Pinot Bianco DOC: L’area di produzione consentita dal disciplinare della denominazione d’origine controllata, si estende sul territorio di 28 comuni compresi tra le province di Vicenza e Verona. Specificamente, la zona di coltivazione è quella delle creste collinari di origine vulcanica, che si estende lungo il confine tra le due province, comprendendo tra gli altri i comuni di Altavilla, Barbarano Vicentino, Longare, Lonigo e Brendola.
- Pomino Bianco DOC: Siamo a Est di Firenze, con gli Appennini come cornice naturale. In questo luogo magico i vigneti possono godere di un terroir unico, grazie anche alla loro leggera elevazione che li rende tra i più alti di tutta la Toscana, beneficiando così di un microclima fresco e ventilato.
- Val Polcevera Bianco DOC: Il territorio della Denominazione di Origine Val Polcevera DOC, ricade nella parte occidentale della provincia di Genova. I vini della Val Polcevera DOC si distinguono per il fatto di possedere un buon grado di acidità, colori vivaci, profumi delicati in prevalenza fruttati, con una sapidità al gusto.
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Articolo di Silla e Pepe
Aggiornato il 19/01/2024



