Sui ciottoli dell’antica via Aurelia: Resana - Oj Eventi

Sui ciottoli dell’antica via Aurelia: Resana

“Viaggiare e scoprire nuove terre, significa pensare nuovi pensieri e formulare nuove fantasie. […] Colui che ha pensieri più originali e profondi è anche colui che ha viaggiato di più”

Henry D. Thoreau

Resana, il cui nome deriva da quello di un tipo di proprietà terriera d’epoca romana, il prediale, è un vivace comune in provincia di Treviso, nella regione del Veneto. Conta poco meno di 10.000 abitanti e il suo territorio si estende per circa 25 km2. Appartengono al comune le località di Castelminio e San Marco. La prima era detta fino alla metà degli anni cinquanta del XX secolo Brusaporco, cioè “brucia porco”. Tante le supposizioni sull’origine del nome. La principale afferma che proverrebbe dall’immagine dello stemma di una nobile famiglia che ritraeva un maiale arrosto. La famiglia in questione era quella dei Marta, che discese dalla Germania intorno all’anno Mille e governò a lungo la zona. L’attuale denominazione sembrerebbe derivare dai Minio, una famiglia patrizia veneziana. Castelminio conta circa 3.000 abitanti, mentre San Marco poco più di 1.000.

La via che collegava le città del Nord Italia

Nei tempi più remoti il torrente Muson – l’attuale Resana si sviluppa alla sua sinistra – e svariate sorgenti di acqua dolce avranno probabilmente spinto l’uomo a stabilirsi nei pressi del territorio. Nella zona settentrionale del borgo è situata l’origine di numerosi corsi d’acqua, come il Dese. Vicino Castelminio sono stati rinvenuti alcuni manufatti riconducibili alla civiltà dei Venetici. Affascinanti sono le cosiddette motte, ovvero masse di terra rialzata ove con ogni probabilità si stanziarono i Venetici. Diversi altri reperti risalgono al periodo romano. Un’orma importante si trova in via Antica Loreggia, in cui sono stati trovati ciottoli dell’antica strada romana via Aurelia, la quale attraversava il Veneto collegando Padova con Asolo. Resti romani sono ubicati lungo certuni viottoli di campagna del territorio. Sono state individuate inoltre tracce di centuriazione, vale a dire il modo in cui la civiltà romana regolava il suolo agricolo. Dall’epoca romana al Medioevo, dunque, il borgo prese a definirsi sempre meglio.

Nel Medioevo fu possedimento dei vescovi di Treviso. Castelminio, tramite un avogaro, era sotto il governo dei Tempesta, nobile famiglia veneta anch’essa, come i Marta, proveniente dalla Germania. Rimangono i resti di un castello dei Tempesta, distrutto nel 1325. Nel XIV secolo il borgo cadde sotto il dominio veneziano. Dal 1866 fu infine comune del Regno d’Italia.

All’inizio del 1900, così come nel primo e nel secondo dopoguerra, molti resanesi emigrarono, soprattutto in America Latina e Europa occidentale. L’economia del centro iniziò a incrementarsi intorno agli anni settanta grazie all’attività imprenditoriale. Questo pose fine all’emigrazione e la popolazione, fra il 1960 e il 2011, crebbe da circa 5.000 a 9.000 abitanti. La vocazione del borgo è da sempre di tipo agricola: si coltivano cereali, ortaggi, frutta e altro. L’allevamento riguarda principalmente bovini e suini.

Gli edifici di culto

Il maggior edificio di culto della cittadina è la settecentesca Chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Opera in stile neoclassico dell’architetto Giorgio Massari, ampliata alla metà e alla fine del 1900.

A Castelminio si trova una chiesa con due statue, forse opera di Antonio Diedo. Molto apprezzata dai visitatori è casa Marta, residenza della nobile famiglia di cui abbiamo accennato, risalente al 1400. Suggeriamo di far visita al sacello di Santa Brigida, che apparteneva a un complesso molto più vasto.

A San Marco si trova la Chiesa parrocchiale, innalzata nel 1500, dotata di un splendido battistero. In frazione inoltre conquista l’apprezzamento il Capitello di San Marco, con all’interno un ciclo di affreschi di Bruno Gherri Moro e di Angelo Gatto. Vicino la Chiesa parrocchiale sorge la degna di ammirazione villa Barea-Toscan-Dolcetta. Dopo i nobili Barea, la residenza signorile fu ceduta ai Corner e poi ancora agli Zen, due ricche famiglie patrizie della Serenissima. Notevole anche la villa Loredan-Morosini, e senz’altro curiosi i numerosi rustici del territorio.

Poco fa conoscere un luogo come un itinerario, e delle volte pare che la natura abbia messo tutto ciò che aveva di più bello in Veneto, così come nel resto d’Italia. A sud del borgo si trova il percorso naturalistico il Sentiero degli Ezzelini, che passa lungo il torrente del Muson, per il Castello di Godego, Castelfranco Veneto e altre località. Non lasciatevi scappare inoltre il percorso ciclopedonale Ciclabile Ostiglia, ricavato dal tracciato di una ex ferrovia militare.

Emozionante scrigno della natura, ove regna il silenzio se non per il gloglottio dell’acqua, sono le Sorgenti del Sile Porta dell’Acqua, dove è possibile praticare trekking o andare in bicicletta. Ricordate che il Sile è un considerevole simbolo del territorio. Godibilissima è sia pure la riserva naturale Gran Bosco dei Fontanassi, con numerosi ponticelli e cristalline polle d’acqua risorgiva.

Fausti eventi in borgo

Per l’agostana Festa di san Bartolomeo, patrono del paese, il borghetto allestisce una sagra con stuzzichini, musica e balli. Ogni due anni sono poi organizzate due manifestazioni dedicate all’arte: un concorso di fotografia, e un concorso di poesia, vale a dire il Premio Lectura-Città di Resana. Il Centro Culturale del paese inoltre da diversi anni a questa parte allestisce molteplici esposizioni di pittura e scultura.

In settembre, a Castelminio, simile alla Festa di san Bartolomeo, è la festa dei patroni, i santi Vittore e Corona, lungo la quale è svolto un palio e la Festa dea poenta. Nella frazione di San Marco è programmata ogni anno una mostra di presepi sotto il periodo natalizio, mentre in aprile si celebra la Festa del bruscandolo.

Non lontano dal paese si trova il pittoresco Lago di Boscalto. Persino chi non è un fanatico di wakeboard  verrebbe attratto dal Veneto Clabe Park, vicino allo specchio d’acqua. La struttura offre piacevoli attività all’aperto adatte a ogni fascia di età. Non si parla solo di sci nautico, ma pure di andare in acquascooter e praticare tanti altri sport acquatici. Nella struttura si trova anche una green area con un affascinante panorama, ideale per offrire a spirito e corpo momenti di rilassamento immersi nella natura. Se poi i morsi della fame si fanno sentire si può fare un salto all’annesso Veneto Grill House, che offre tutto ciò che fa venire l’acquolina in bocca. La specialità è la carne grigliata. Qui è possibile godersi anche buona musica dal vivo, ed è data l’opportunità di organizzare feste a tema, addii al celibato e nubilato, e altro.

Infine, per chi fosse interessato, non lontano dal borgo si trova un mercatino dell’usato, dove è possibile scovare sempre qualcosina di utile, dai vestiti ai libri a svariati e insoliti oggettini. Insomma, pur essendo un borghetto, Resana risulta essere alquanto dinamico. Ciò nondimeno, se per voi non è abbastanza, OJ Eventi organizza tante iniziative nella provincia di Treviso, non rimane che scegliere l’evento che vi stuzzica di più e andare a trarne un gran beneficio!

Siete già stati a Resana? Raccontateci perché avete scelto di visitarla e che cosa avete fatto di bello! Se volete proporci un borgo veneto che per voi merita di essere raccontato, fatevi senz’altro avanti!

Articolo di Giuliano Monteneri

 

 

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