
La Reggia di Rivalta si trova a Rivalta, una località del comune di Reggio Emilia, dove la Pianura comincia a salire verso le colline. È noto anche come Palazzo Ducale di Rivalta o Villa Ducale: ogni nome ne identifica una sfumatura del suo utilizzo. Un altro nome interessante della Reggia di Rivalta è “la Versailles reggiana”.
E chi ha scelto questo nome ha davvero ragione! Il progettista della Reggia, infatti, si ispirò alla vicina Reggia di Colorno e alla regale Reggia di Versailles per rendere felice la padrona di casa.
Ma ora addentriamoci nella storia della Reggia di Rivalta, dai suoi fasti all’oblio, fino alla rinascita.
La Reggia di Rivalta: dai fasti all’abbandono
La Reggia di Rivalta divenne parte delle proprietà degli estensi nel 1641. Dopo dei lavori di ristrutturazione e ampliamento, venne prima abitato da Borso d’Este, poi da Foresto d’Este. Ma è nel 1724, con il passaggio di proprietà a Francesco III d’Este, principe ereditario e futuro duca di Modena e Reggio, che il Palazzo diventa una vera e propria Reggia.
La nuova delizia estense
La moglie di Francesco III d’Este era la Mademoiselle de Valois, Carlotta Aglaé d’Orléans, terza e prediletta figlia del Duca d’Orléans e Reggente di Francia, Filippo II di Borbone-Orléans. A Carlotta mancavano i fasti della corte parigina, la belle vie di Versailles; si annoiava nelle terre del ducato del marito, e volle la sua Francia nelle province di Modena e Reggio.
Così quella che per la famiglia d’Este era una tenuta secondaria nella campagna reggiana, divenne la sua piccola Versailles. Il palazzo era composto da un corpo centrale, due ali secondarie a nord e sud e due torri ai lati. L’interno era riccamente arredato in stile barocco, e decorato da importanti opere d’arte di artisti dell’epoca. Venne, inoltre, realizzato un parco immenso ricco di fontane, con il Giardino estivo, il Giardino invernale e il Giardino segreto. Più di 26 ettari di arte topiaria tra cui passeggiare e godere della natura. Quanto sono 26 ettari di terreno? Immagina qualcosa come 36 campi da calcio regolamentari e aggiungine ancora un po’!
La residenza di campagna diventa così una vera e propria Reggia che, per bellezza, può entrare di diritto tra le cosiddette Delizie estensi, abitazioni principesche allo scopo di svago e piacere. E infatti, tra il 1740 e il 1760 la Reggia di Rivalta vive il suo periodo d’oro, fatto di feste e ricevimenti fastosi, proprio come quelli di Versailles.
Nel 1788 la Reggia di Rivalta venne collegata alla città di Reggio Emilia e il suo Palazzo Ducale con una splendido viale costellato di alberi di varie specie, obelischi e altre bellezze per il piacere degli occhi.
Ma, quindi, cos’ha portato al declino di questo fantastico palazzo che sembrava uscito da una favola?
Occupazione militare e abbandono
Si era creata un’atmosfera da favola tra le mura della Reggia di Rivalta, ma la realtà là fuori era molto diversa. Le guerre e la politica tennero Francesco III d’Este spesso lontano dal palazzo. Nel 1765 venne nominato Signore di Varese dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria. Così l’anno seguente, Francesco, già vedovo di Carlotta, si trasferì presso Villa Orrigoni di Varese, oggi conosciuto come Palazzo Estense di Varese.
Nel 1796 l’Armata d’Italia, condotta da un giovane generale francese alla sua prima campagna militare, occupò la Reggia di Rivalta. Il nome del generale? Niente meno che Napoleone Bonaparte, nel pieno delle conquiste nella campagna d’Italia lungo la Pianura Padana. Rivalta divenne così il presidio militare di zona, e il palazzo, da splendido centro di feste e sfarzo si trasformò in una sorta di caserma, dove alloggiavano gli ufficiali e i soldati a controllo del territorio.
Durante l’occupazione i militari demolirono parte della villa e la depredarono dalle opere d’arte di maggiore interesse. Ma il colpo di grazia alla Reggia di Rivalta arrivò nel 1807 quando l’esercito napoleonico si ritirò, consegnando l’edificio e il parco alla comunità locale. Per ricostruire un paese dopo una guerra occorrono materiali, e per sfamarlo terra da coltivare.
La Reggia di Rivalta divenne niente più che un magazzino di materiale edile. Vennero demoliti il blocco centrale e l’ala nord, le parti dove vivevano e si divertivano i nobili. Pietre e mattoni vennero usati per sistemare le case dei dintorni, le decorazioni in legno e il mobilio rimasto divennero legna da ardere per scaldare le famiglie nel lungo inverno. E il parco? Divenne terreno agricolo da coltivare. Dopo la guerra non c’è spazio per certe cose: si deve essere pratici e rimettere in piedi una comunità.
Cominciano così circa 200 anni di vuoto e desolazione per quella che un tempo fu una meraviglia. Ma la sua storia non era ancora finita.
La rinascita della Reggia di Rivalta
Nel 2004 il Comune di Reggio Emilia ricompra l’area della ex reggia per rivalorizzarla: è una parte splendida e importante della storia locale. Ma non è il solo a voler ridare vita e bellezza a questa opera d’arte di progettazione edile, idraulica e paesaggistica.
Il progetto Ducato Estense
Come abbiamo visto, le vicende storiche di questo Palazzone (altro nome della Reggia di Rivalta) sono strettamente legate alla famiglia d’Este. E proprio a questo è legato il progetto Ducato Estense, un progetto del Ministero della Cultura che punta a riportare all’antico splendore e valorizzare i luoghi legati agli antichi Stati estensi nelle province di Ferrara, Modena, Reggio Emilia e nell’area della Garfagnana.
Nella provincia di Reggio Emilia il progetto include la Reggia di Rivalta, la Passeggiata Settecentesca che collega la Reggia al Palazzo Ducale nel centro di Reggio Emilia e il complesso del Mauriziano, tutti siti del FAI.
La Reggia di Rivalta: come una regina si rialza dalla polvere
La restaurazione del palazzo e del parco hanno richiesto circa 10 anni, ma ne è valsa l’attesa.
Durante la restaurazione della parte di edificio rimasta, sono stati riportati alla luce gli affreschi e i trompe-l’oeil del pittore modenese Giacinto Venturi, che si era occupato della decorazione dell’intero palazzo.
L’edificio è stato consolidato e restaurato sia all’interno che all’esterno, riqualificando gli spazi e rendendo accessibile anche il piano rialzato. Il motivo è legato alla volontà di ridare al palazzo il suo antico scopo: essere un luogo di aggregazione, dove ci si possa divertire insieme e godere di arte e musica. Infatti, ora ospita esposizioni, incontri e iniziative legate alla storia estense e alla vita culturale di Reggio Emilia.
E il parco? I suoi 26 ettari sono tornati a essere un luogo piacevole e curato, come era in origine. Per questo, durante i lavori i progettisti si sono ispirati alla planimetria di Alfonso Tacoli del 1751, ricca di geometrie barocche create con siepi di carpino bianco che racchiudono tappeti erbosi e disegni di sempreverdi. Il progetto ha previsto oltre 500 nuove piantumazioni tra pioppi neri, aceri campestri e olmi, con la conservazione e valorizzazione degli alberi esistenti, in particolare i filari di gelsi storici. Inoltre, sono stati creati giardini estivi e invernali, quattro fontane che richiamano la scenografia settecentesca, percorsi pedonali e boulevard, pergole, aree di gioco e spazi per attività culturali e di spettacolo.
E così, il 28 giugno 2025 la Regina si è rialzata ed è tornata più generosa di prima: ora concede liberamente il suo parco a chiunque lo voglia apprezzare e, di tanto in tanto, apre anche le porte della casa.
Reggia di Rivalta: come raggiungerla e altre info utili per una visita
La Reggia di Rivalta si trova nel comune di Reggio Emilia, nella frazione di Rivalta, in Via Dei Combattenti.
Il parco è aperto gratuitamente tutti i giorni dalle 7 del mattino fino alle 24:00 da maggio a settembre, e fino alle 20 da ottobre ad aprile. Per visitare il parco considera di riservare circa un’ora e mezza. Il palazzo, invece, è aperto e visitabile con una guida solo in occasione di eventi culturali.
Come raggiungere la Reggia di Rivalta
- In auto: Autostrada A1, uscita Reggio Emilia. Poi percorrere la SS63 in direzione Rivalta. Vicino alla Reggia si trovano due ampi parcheggi a pagamento dove poter parcheggiare l’auto.
- In bus: Linee 5 o 6 e scendere alla fermata Rivalta Palazzone.
- A piedi: se sei a Reggio hai voglia di farti una camminata di un’oretta abbondante puoi scegliere due percorsi. Il primo è la Passeggiata Settecentesca, anch’essa oggetto del restauro, l’antico percorso di collegamento tra il Palazzo ducale nel centro storico di Reggio Emilia, e la Reggia di Rivalta: una vera passeggiata nella tra storia e arte! Se, invece, sei più amante della natura e dei panorami bucolici, puoi raggiungere la Reggia seguendo la Passeggiata del Crostolo, il torrente che fornisce anche l’acqua per le fontane.
OJ Eventi ti apre le porte della Reggia di Rivalta
Questa meraviglia delle delizie estensi, con una storia tanto fantastica quanto travagliata, merita senza dubbio una visita. È storia, cultura, rinascita, è Reggio Emilia.
Oj Eventi crede fortemente nel valore del territorio e delle bellezze naturali e architettoniche locali. Ed è per questo motivo che ti apre le porte della Reggia di Rivalta con una visita guidata! Potrai così visitare gli interni del palazzo e lasciarti stupire dalla loro bellezza. La visita dura circa un’ora e mezza, poi potrai visitare il parco in libertà. Considera, quindi, circa 3 ore per visitare gli interni e l’esterno.
Ora ti basta un clic per prenotare il tuo posto e vivere una giornata meravigliosa!



