Refrontolo: La terra del Refrontolo Passito

Refrontolo

Il comune di Refrontolo si trova nella provincia di Treviso posto sulle colline del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, in prossimità del Quartier del Piave e del Montello. Per merito della sua posizione sul belvedere collinare e per l’attività vinicola che vi si svolge, la zona è celebre per il vino Marzemino, da cui si ricava il Refrontolo Passito D.O.C.

Visitare Refrontolo è un modo per scoprire la produzione enologica del Veneto e partecipare alle diverse manifestazioni che vi si tengono, tra cui:

  • la Sagra del Prosecco di Refrontolo,
  • la Rassegna Nazionale dei Passiti
  • la Primavera del Prosecco Superiore.

Si può raggiungere questo comune in macchina all’uscita di Conegliano lungo l’autostrada A27. Inoltre è collegata ai tre aeroporti del Veneto: il Marco Polo di Venezia, l’Antonio Canova di Treviso e il Valerio Catullo di Verona.

La storia di luogo abitato tra i boschi

La sua posizione tra i boschi ha dato origine all’antico nome Ronco Frontulo, che probabilmente deriva dalle parole latine roncum “terreno disboscato, dissodato” e frontulum, ossia una zona boschiva.

Il primo documento ad attestare la presenza del villaggio è “Traditio Avasia“, in cui un Turingio donò la chiesa e quattro terreni di Ronco Frontolo al monastero dei Santi Candido e Corbiniano di Innichen e al vescovo di Frisinga. Secondo alcuni documenti medievali, il villaggio era indicato con altri nomi: Roncum Frontulum, Roncofrontolo e Refrontali. Quest’ultimo utilizzato nel 1266, quando tutti gli abitanti si riunirono per giurare fedeltà al podestà del comune di Treviso. La denominazione attuale, ovvero Refrontolo, verrà introdotta solo nel 1540.

Nell’età moderna e contemporanea, la storia di Refrontolo è stata motlo travagliata. Infatti, dopo la cessione del Veneto all’Austria da parte di Napoleone, nel 1807 perse il suo status di Comune autonomo. Nel 1928, il regime fascista aggregò Refrontolo a Pieve di Soligo, un comune definito una perla del fiume Piave, ma quando il comune riacquistò la sua autonomia nel 1946, dovette perdere la frazione di Barbisano.

La Chiesa di Santa Margherita

La chiesa di Santa Margherita di Refrontolo era un’antica cappella dipendente dalla pieve di San Pietro di Feletto. La facciata dell’edificio attuale è merito degli interventi degli architetti Stefano De Marchi da Stevenà e Giovanni Possamai da Solighetto.

Oltre agli elementi architettonici in stile classicista, impreziosiscono l’edificio le opere d’arte realizzate da sapienti artisti, tra queste ricordiamo:

  • la pala sull’altare maggiore della Madonna col Bambino in gloria tra i santi Margherita, Sebastiano e Rocco, realizzato dal pittore Pieter Mera.

  • La pala sull’altare della Madonna del Rosario realizzata dal pittore Pietro Dalle Ceste, in cui sono rappresentati la Madonna del Rosario tra i santi Domenico, Francesco, Caterina da Siena, Carlo, papa Pio V e il doge Alvise Mocenigo.

  • Gli affreschi parietali, che sono stati restaurati di recente, di Giocondo Protti, scienziato locale decorato con la Medaglia d’Oro per le sue ricerche sul cancro.

Ville Venete di Refrontolo

Le ville venete sono uno dei vanti del comune di Refrontolo, le principali sono:

  •  Villa Spada Battaglia Peretti (XVII secolo);
  • Villa Capretta Uberti Orlandi Colles-Lorenzon (XVI secolo);
  • Villa Ticozzi Aliprandi Meneghetti Pasinetti Ciardi Macari (XVII-XVIII secolo).

La Villa Spada ha una particolare storia alle spalle, tanto che nel corso della Grande Guerra divenne un comando militare austriaco. Nel Settecento, la famiglia Marzer iniziò la sua costruzione, anche se i lavori terminarono quasi un secolo dopo, quando il possesso passò alla famiglia Spada, di cui porta ancora il nome. Nel ‘900, l’edificio si presentava come una residenza signorile con sale destinate ad ogni funzione (come la sala delle biciclette o la sala scherma). Senza dimenticarsi dell’oratorio privato e del parco-giardino.

La villa mostra ancora alcuni elementi che testimoniano i lavori di costruzione realizzati nei secoli, ad esempio, la struttura ad “L” del corpo di fabbrica è legata al XVIII secolo. Mentre nell’Ottocento sono stati realizzati lavori di ampliamento sul lato orientale e di restauro della Barchessa.

Sfortunatamente, al giorno d’oggi Villa Spada non è del tutto fruibile a causa delle sue condizioni precarie e del fatto che alcune aree della fabbrica sono state a lungo abbandonate. Chi vuole però vedere da vicino il pregio di questo edifico, potrà visitare il piano terra del corpo Barchessa, un lato della Villa che appartiene al Comune e impiegato come area espositiva e sede della mostra di vini che si tiene ogni anno.

Molinetto della croda

L’antico mulino ad acqua è l’attrazione più nota di Refrontolo e ricopre un’importanza vitale per la natura e il paesaggio. La piccola costruzione in pietra e legno risale al 1630 e la sua macina funzionava grazie al torrente Lierza, un affluente del Soligo.

Quando il mulino cessò la sua attività nel 1953, la struttura comprendeva: un alloggio, una stalla e un granaio e dopo un lungo periodo di abbandono. Il Comune attuò una serie di lavori di restauro per riportarlo al suo antico splendore.

Al momento il mulino è aperto al pubblico e i visitatori possono sapere di più non solo delle famiglie che vi hanno vissuto, ma anche del processo della molitura grazie al museo. Il mulino ha sempre esercitato un gran fascino non solo per i turisti, ma anche per artisti come Angelo Lorenzon e Tiziano D’Agostin che l’hanno rappresentato nei loro dipinti. Inoltre insieme al paesaggio circostante è stato usato come location per il filmMogliamante” (1977).

I vini di Refrontolo

L’antica tradizione per la viticoltura dei Colli di Conegliano sopravvive ancora oggi per la produzione di vini bianchi e rossi, come i Colli di Conegliano Refrontolo: un vino rosso corposo e asciutto, prodotto con uve Marzemino. Esiste anche il Refrontolo passito, un vino dolce e profumato che si ottiene tramite il processo di appassimento naturale.

Sapendo ciò, una visita al comune di Refrontolo non può definirsi conclusa se non ci si sofferma ad assaggiare i vini locali, allora perché non prepararsi al meglio leggendo una guida sulla degustazione di vini?

Qual è la prima cosa che farai a Refrontolo: visiterai i monumenti o degusterai del buon vino? Faccelo sapere nei commenti.

Articolo di Ada Valeria Cavasino

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