Parco Hemingway a Lignano Sabbiadoro: la storia e cosa fare - Oj Eventi

Parco Hemingway a Lignano Sabbiadoro: la storia e cosa fare

Parco Hemingway

Non c’è dubbio che Parco Hemingway è il connubio perfetto tra natura e artefatto, tra spirito e corpo. La famosa citazione latina del poeta romano Decimo Giunio Giovenale esprime perfettamente questo concetto: mens sana in corpore sano.

Quest’area verde è situata nel simbolico quartiere a spirale della penisola lagunare. Progettato nel 1953 dall’architetto Marcello d’Olivo, Lignano Pineta con la sua struttura a spire è la zona dove ozio, cultura, attività fisica e natura, si incontrano. In un considerevole centro di turismo balneare come Lignano Sabbiadoro nascono dei posti incantevoli come il suddetto parco.

Ma prima di tutto è bene che tu conosca a chi hanno dedicato questo spazio verde.

Chi era Ernest Hemingway?

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway

Ernest Miller Hemingway (1899 – 1961) è considerato uno dei romanzieri americani più importanti del XX secolo. Insignito con il premio Pulitzer nel 1953, per il romanzo Il vecchio e il mare, l’anno seguente riceve il premio Nobel alla letteratura per la sua opera narrativa completa. Giornalista e scrittore originario dell’Illinois, Hemingway si contraddistinse, fin dall’infanzia, anche per il suo temperamento e carattere ribelle. Queste due caratteristiche sono, con probabilità, tra i moventi che lo portarono a condurre un’esistenza avventurosa, spericolata e un tantino smodata. Tra le peripezie e vicissitudini più rilevanti, tra quelle che hanno ispirato i suoi migliori racconti, senz’altro bisogna menzionare la sua partecipazione come inviato di stampa nella guerra civile spagnola (Per chi suona la campana), e come volontario della Croce Rossa nella prima guerra mondiale (Addio alle armi).

E proprio su quest’ultimo vissuto è dove bisogna indagare per capire la nascita di Parco Hemingway.

Quindi perché gli hanno dedicato un parco a Lignano Sabbiadoro?

Lignano Sabbiadoro

Lignano Sabbiadoro

Come stavamo dicendo, Hemingway partecipò attivamente nel conflitto globale del ‘15-’18 e fu inviato a prestare servizio nel Triveneto, uno dei terreni di battaglia più accesi della Grande Guerra. Detto questo, visto il coraggio e l’eroicità dimostrati sul campo dal novellista, che fu ferito da un mortaio austriaco, il Regno d’Italia gli conferì la Medaglia d’Argento al Valore.

L’esperienza del fronte, come per tutti i giovani che la sperimentano in prima persona, cambiò totalmente la visione della vita e il pensiero dello scrittore. Questa sua nuova concezione esistenziale è chiaramente riflessa nei suoi testi che parlano direttamente o indirettamente della belligeranza. Parliamo di racconti come Grande fiume dai due cuori o Il ritorno del soldato, o di libri come Fiesta (Il sole sorgerà ancora), Di là dal fiume e tra gli alberi o il già citato Addio alle armi.

Proprio questi due ultimi romanzi, a parte illustrare il suo vissuto in prima persona, in quanto a fatti e conseguenze della prima guerra mondiale, usano come sfondo città e ambientazioni del Nord-Est italiano. Queste sono zone a cui lo scrittore era particolarmente legato anche per la sua stretta amicizia con il barone Raimondo Nanuk Franchetti, e con i nobili Federico Kechler e la moglie Maria Luisa Kechler.

Proprio questi coniugi, che Hemingway conobbe nel 1948 a Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno, lo ospitarono varie volte nelle loro proprietà friulane e gli fecero conoscere in dettaglio la regione.

Con tanto di foto a testimonianza dei fatti, nel 1954 lo scrittore visita la ancora sconosciuta e selvaggia penisola di Lignano Sabbiadoro, dove la famiglia Kechler stava investendo in turismo ed immobili. Durante questa gita, Hemingway stringerà la mano e conoscerà in prima persona il geniale progettista urbanistico della struttura a chiocciola della pineta, Marcello d’Olivo.

Frase memorabile a ricordo di quella giornata, resta quella citata dallo stesso premio Nobel, che esclamò: “Ma questa è la Florida, anzi è la Florida d’Italia!” Impressionato dalla bellezza dei canneti, dei pini marittimi e delle isolette, che gli ricordarono l’ecosistema delle Everglades.

Per tutte queste ragioni la città in provincia di Udine non solo, nel 1984, inaugurò un parco in suo onore, ma anche un concorso letterario, che è ormai giunto a più di 30 edizioni. Stiamo parlando del Premio Hemingway.

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Perché è speciale il Parco Hemingway di Lignano?

Riprendendo il filo dall’introduzione, come dicevamo, Parco Hemingway è un luogo dove anima e corpo trovano benessere, dove natura e cultura si fondono insieme. Ed è proprio da questa unione che scaturisce la sua unicità.

Questo parco è situato tra via Garibaldi e via XXV Aprile nella frazione di Lignano Pineta. L’area conta con un un circuito di passeggiate tra i pini, un parco giochi e un’arena con palco sopraelevato. Inoltre, c’è anche una zona dedicata alla vita dell’autore, che gode di perenni esposizioni di foto e citazioni sul letterato.

Come ormai è chiaro, questo polmone verde racchiude in sé non solo la tradizionale flora silvestre della zona, ma anche esperienze culturali e di divertimento.

Non a caso lo scenario del Parco Hemingway si è convertito in uno dei principali poli di spettacolo e sapere della cittadina.

Lignano Sabbiadoro: cosa fare

Lignano è sole, mare, passeggiate, aperitivi e tanto divertimento, ma una menzione speciale, sicuramente va fatta alla festa dei fiori: Lignano in Fiore, che dal 1987 trasforma il parco in un gioioso rito di benvenuto alla bella stagione.

Questo evento solidale, organizzato dall’omonima onlus e da associazioni locali, tutte le primavere cerca di raccogliere fondi per i vari progetti. E la primavera si fa ancora più colorata.

Durante i giorni in cui si svolge, nel parco arrivano stand di fiori e piante di tutti i tipi. Questi uniranno il 100% del ricavato per donarlo in beneficenza. Sulla stessa linea si dispongono le bancarelle di giocattoli e libri, donati dai lignanesi, per poter aiutare i bambini più bisognosi. Ad accompagnare queste iniziative piene di umanità non può mancare la gastronomia tipica del Nord-Est peninsulare. Oltre a questo, anche gli spettacoli teatrali,  performativi o di danza, insieme a esibizioni sportive, laboratori e workshop.

Insomma, ormai dovresti aver chiaro che se vuoi andare in vacanza da quelle parti, questo parco è una tappa indispensabile. Come disse Hemingway: “Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno è di dargli fiducia.”

Con la speranza che ora, tu, riponga in noi la tua, ci auguriamo che tu possa visitare presto questo magnifico posto.

Sei mai stato in un parco pieno di cultura e natura come Parco Hemingway? Conosci altri parchi speciali come questo? Scrivici e facci sapere le tue opinioni e suggerimenti!

Articolo di Giovanni Turco

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