
L’overtourism è un fenomeno globale sempre più frequente che compromette l’ambiente, la qualità della vita delle persone e rappresenta una delle sfide più urgenti per il settore turistico moderno.
Questa circostanza si verifica quando il numero di visitatori in una determinata destinazione supera la sua capacità di sostenere un turismo equilibrato, causando effetti negativi sull’ambiente, sulla comunità locale e sull’esperienza stessa dei turisti.
In questo articolo troverete tutto quello che c’è da sapere sull’overtourism: cosa significa, come è nato, i problemi che causa, le possibili soluzioni per contrastarlo e qualche curioso esempio!
Che significa overtourism?
Il termine, traducibile in italiano come “sovraffollamento“, descrive una situazione di congestione turistica, dovuta ad una eccessiva concentrazione di grandi flussi di viaggiatori in destinazioni popolari.
Questo fenomeno crea disagi significativi per le mete turistiche colpite ed è causato dal turismo di massa, emerso nell’era moderna e post-industriale e favorito dalla globalizzazione.
Quando il numero di visitatori supera la capacità infrastrutturale e ambientale della destinazione, si verificano problemi come l’aumento del costo della vita per i residenti, la perdita di identità culturale e il degrado degli ecosistemi. Il turismo di massa rischia di compromettere la qualità della vita delle comunità ospitanti e la bellezza naturale dei luoghi.
La mancanza di posti letto, la scarsità di luoghi di ristoro e le file chilometriche sotto al sole, sono solo alcuni dei disagi che i turisti moderni sono ormai abituati a dover gestire durante le visite a note mete turistiche.
Un altro aspetto critico dell’overtourism è la sensazione di invasione che i residenti percepiscono. Questo porta spesso a tensioni tra locali e turisti, creando un clima di ostilità che può compromettere l’immagine della destinazione stessa.
Come è nato l’overtourism?
L’overtourism è il risultato di una serie di fattori che hanno reso i viaggi più accessibili. Uno dei principali motori di questo fenomeno è la globalizzazione, che ha semplificato i trasporti e ridotto i costi di viaggio. Con l’avvento delle compagnie aeree low-cost e delle piattaforme di prenotazione online, viaggiare è diventato più economico e veloce che mai.
Anche i social media hanno giocato un ruolo cruciale. Infatti foto e video virali incentivano il desiderio di visitare luoghi specifici, spesso senza considerare l’impatto che questi flussi turistici possono avere sulle destinazioni. La combinazione di accessibilità economica, promozione digitale e mancanza di regolamentazioni ha portato ad una crescita incontrollata del turismo.
La crescita demografica e l’aumento del reddito medio globale hanno ulteriormente alimentato il fenomeno, permettendo a sempre più persone di viaggiare. Tuttavia, questa democratizzazione del turismo non è stata accompagnata da politiche adeguate a gestire il flusso turistico, generando squilibri e impatti negativi.
Che problemi causano l’overtourism e il turismo di massa?
Gli effetti dell’overtourism sono profondi e multidimensionali. Tra i principali problemi troviamo:
- Degrado ambientale: Ecosistemi fragili, come spiagge e riserve naturali, vengono distrutti dal sovraffollamento e dalla mancata gestione dei rifiuti. Questo danneggia flora e fauna locali, compromettendo la biodiversità e l’equilibrio naturale.
- Sovraccarico delle infrastrutture: Strade, trasporti pubblici e attrazioni turistiche diventano congestionati, compromettendo la fruibilità dei servizi e causando disagi tanto per i turisti quanto per i residenti.
- Inquinamento e cambiamento climatico: L’incremento dei voli aerei, l’uso intensivo di mezzi privati e l’eccessivo consumo di risorse locali contribuiscono al cambiamento climatico, aggravando ulteriormente la situazione globale.
- Perdita di identità culturale: Tradizioni e stili di vita locali vengono spesso sacrificati per soddisfare le aspettative dei turisti, trasformando le destinazioni in “parchi tematici” artificiali. Inoltre, in molte città, il turismo di massa ha portato alla chiusura di negozi tradizionali, sostituiti da catene internazionali pensate esclusivamente per i visitatori.
- Rischi per la sicurezza: Strutture ed attrezzature sovraccariche dai turisti aumentano il rischio di crolli, rotture e difficoltà nella gestione delle emergenze.
- Disagi per i residenti: L’aumento del costo della vita, la gentrificazione e l’inquinamento acustico rendono la vita difficile per le comunità locali, costringendo molti a trasferirsi lontano dai centri più visitati.
Questi problemi evidenziano la necessità di ripensare al modo in cui si gestisce il turismo, promuovendo un turismo sostenibile che possa contrastare e combattere il turismo di massa.
Turismo Invasivo: Storie di Sovraffollamento Estremo
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Isole Greche
Il 23 luglio del 2024, l’isola di Santorini ha dovuto fare i conti con l’arrivo di 17.000 visitatori. Il sindaco del capoluogo Fira, ha dunque emesso una circolare che invitava i residenti a rimanere in casa e limitare i propri spostamenti, provocando l’indignazione dei cittadini. A Creta invece, per preservare l’ambiente naturale, i traghetti non sono autorizzati ad attraccare direttamente sulla celebre spiaggia di Balos. Questo ha portato ad una situazione surreale: i turisti hanno raggiunto la spiaggia camminando con l’acqua fino al petto, portando bagagli e zaini in equilibrio sulla testa.
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Venezia
La città lagunare è tra le destinazioni italiane più a rischio di sovraffollamento turistico, con più 85.000 turisti al giorno. Questo afflusso estremo ha portato all’introduzione di un ticket per limitare gli accessi alla città da parte dei turisti. Inoltre, durante l’estate del 2024, un’ondata di caldo ha spinto alcuni turisti a tuffarsi nei canali per cercare refrigerio, un comportamento solitamente vietato. Questi episodi evidenziano come l’overtourism, unito a condizioni climatiche estreme, possa esasperare le tensioni tra le normative locali e le esigenze quotidiane dei turisti.
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Barcellona
Nel luglio 2024, a Barcellona, un gruppo di residenti armati di pistole ad acqua, hanno spruzzato e bagnato decine di turisti seduti ai tavoli all’aperto di ristoranti e bar lungo La Rambla. Esponendo cartelli con scritte come “Barcelona is not for sale” e “Tourists go home”. Questo gesto simbolico ha attirato l’attenzione internazionale sul malcontento dei residenti riguardo all’impatto dell’overtourism sulla loro città.
Come risolvere l’overtourism?
Combattere l’overtourism richiede un approccio strategico e multidisciplinare. Ecco alcune delle soluzioni più efficaci per contrastare questo fenomeno:
- Regolamentazione e pianificazione: Limitare il numero di visitatori giornalieri in luoghi sensibili, come parchi nazionali o siti storici, è una misura fondamentale. Anche l’introduzione di ticket d’ingresso può aiutare a gestire meglio i flussi, riducendo il sovraffollamento e garantendo una maggiore sostenibilità.
- Educazione e sensibilizzazione: Informare i turisti sull’importanza di rispettare le culture locali e preservare l’ambiente può fare una grande differenza. Campagne di sensibilizzazione mirate possono promuovere comportamenti più responsabili, come il rispetto dei luoghi visitati e l’uso corretto delle risorse naturali.
- Promozione di destinazioni alternative: Incentivare il turismo in aree meno conosciute per distribuire meglio i flussi turistici e ridurre la pressione sulle località più popolari. Questo approccio può anche favorire lo sviluppo economico di zone meno centrali.
- Uso della tecnologia: Sistemi di monitoraggio in tempo reale possono aiutare a gestire i flussi turistici, riducendo il sovraffollamento in aree critiche.
- Sviluppo di politiche sostenibili: Investire in infrastrutture eco-compatibili, come impianti di energia rinnovabile e sistemi di gestione dei rifiuti, è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale dell’overtourism.
L’overtourism è un problema complesso che richiede un impegno condiviso. Oggi più che mai, è fondamentale proteggere le destinazioni più iconiche e garantire che possano essere godute anche dalle generazioni future.
In un’epoca in cui il turismo è accessibile a molti, la responsabilità di preservare le bellezze del nostro pianeta ricade su ciascuno di noi.
Overtourism: una parola che non dovrebbe definire il nostro futuro…
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Articolo di Giuditta Motturi



