Oasi di Cervara: La porta d’accesso di un mondo da proteggere - Oj Eventi

Oasi di Cervara: La porta d’accesso di un mondo da proteggere

Oasi di Cervara

L’Oasi di Cervara appartiene al Parco naturale regionale del fiume Sile che si estende da Piombino Dese a Quarto d’Altino, per un totale di 4152 ettari. L’Oasi ha la forma di un’isola compresa tra le acque del fiume Sile e del torrente Piovega. Tuttavia può essere facilmente raggiunta in auto, grazie alla sua posizione lungo la Strada Provinciale 17.

Per diverso tempo la palude di Cervara è stata definita un’area protetta, ma fu riconosciuta come parco naturale regionale solo nel 1991. Da allora sono stati molti i visitatori che hanno mostrato interesse nel voler conoscere meglio questo ambiente.

Qui la natura e i suoi animali sono i veri protagonisti di uno spettacolo a cui l’umanità non può fare a meno di assistere, costituisce un’imperdibile occasione di poter conoscere meglio gli ambienti della palude e del bosco, visitabile solo in barca.

Ad oggi l’Oasi di Cervara è anche teatro di diverse iniziative artistiche e culturali, come “Oasi in notte”, “Teatro in villa” e “Parlando di natura”.

Alla scoperta dell’Oasi di Cervara

La natura è la vera padrona dell’Oasi di Cervara, tanto che si pensa che il suo nome derivi dalla parola “cervo”, quasi a voler sottolineare la ricca presenza di fauna che ancora oggi circola in queste terre. Inoltre, l’Oasi di Cervara è solo uno dei centri di visita del Parco naturale regionale del fiume Sile, insieme a

  • “Centro di Educazione ambientale Airone di Portegrandi;
  • “Oasi Naturale di Trepalade” di Portegrandi;
  • “La Porta dell’Acqua”.

Il terreno dell’Oasi comprende due ambienti: la palude a canneto e il bosco umido. La palude è un’area umida dove non si sono mai attuati interventi di bonifica, di conseguenza è diventata una zona di rifugio per determinate specie di piante e animali.

Nel 2009 è stato infatti attuato un importante progetto di valorizzazione faunistica per il ritorno della cicogna bianca, grazie a una serie di misure per l’allevamento in condizioni controllate. L’Oasi è riuscita a completare il suo progetto di ricolonizzazione e adesso questi magnifici esemplari possono essere osservati da centinaia di visitatori.

È possibile visitare il bosco dell’Oasi grazie ai sentieri pedonali, lungo questi percorsi si estendono alberi di ontano, pioppo e salice bianco e cenerino, senza dimenticare la presenza di felci sempre più rare in queste zone. Così come gli animali della palude, la riserva naturale si prende cura anche delle piante del bosco, infatti grazie all’intervento di determinate associazioni sono state effettuate delle azioni di rimboschimento.

Viste le sue dimensioni, il Parco naturale regionale del fiume Sile si estende per ben undici comuni tra cui Casale sul Sile, il luogo perfetto per chi vuole conoscere queste zone in modo più emozionante con attività all’aria aperta come il ciclismo o il trekking.

Il Mulino di Cervara

Il Mulino di Cervara si trova all’ingresso dell’Oasi e accoglie i suoi visitatori. Si tratta di un mulino con ben sette secoli di storia alle spalle, infatti alcune fonti storiche attestano che fosse già in funzione dal 1325.

Tra il XV e il XVI secolo, il Mulino apparteneva al Convento San Paolo di Treviso e grazie alla sua posizione vicino al Piovega, divenne un luogo di fondamentale importanza commerciale. La pescheria annessa alla struttura infatti riusciva a raccogliere una grande quantità di pesce.

Nonostante la sua influenza nella storia di quei luoghi, il lungo periodo di attività del mulino si concluse agli inizi del ‘900 con un progressivo abbandono che comportò anche la distruzione di varie attrezzature interne. Negli anni ’80, però, l’intervento del Comune di Quinto diede inizio ad una serie di lavori di ristrutturazione con l’obiettivo di riportare il mulino ai suoi antichi fasti, visto che era stato convertito in magazzino e stalla.

Una volta che si attraversa l’ingresso dell’oasi, è meglio prendersi un istante per soffermarsi ad ammirare la poesia delle fresche acque del fiume che sospingono con delicatezza la ruota di legno.

Imparare divertendosi

Come se tutto ciò che offre spontaneamente questo luogo non bastasse, bisogna sottolineare che l’Oasi di Cervara riserva una particolare attenzione all’intento educativo, per questo motivo ci sono diverse attività rivolte ai più piccoli e alle scolaresche. Ad esempio, nel fine settimana, la visita al parco si arricchisce di animazione e attività per conoscere meglio chi abita questo luogo, come racconti animati o incontri con gli animali.

Ci sono anche diversi laboratori che permetteranno ai giovani visitatori di rivelare i segreti nascosti di quest’area protetta, dal momento che, a prescindere del tipo di visita scelto, i punti focali di tutte le attività saranno la natura, la scienza e gli animali. Per esempio, i bambini potranno individuare e analizzare i piccoli organismi che circondano le piante di palude, oppure impareranno di più sulla vita dei gufi e sulle diverse specie che vivono nella regione Veneto.

Non si può negare che il punto forte di queste visite sia la possibilità per i bambini di vedere da vicino i veri abitanti dell’oasi. Magari mentre osservano i gufi nell’arena o percorrono le passerelle del Paludarium, dove potrebbero scorgere aironi o testuggini.

Ricordi indelebili dell’Oasi

Se la fotografia è una passione irrinunciabile, all’Oasi di Cervara non saranno pochi i momenti in cui immortalare il prezioso patrimonio naturale che custodisce. Chi preferisce invece un’esperienza più intensa, di sicuro non potrà rinunciare alla possibilità di accedere ai quattro capanni che l’Oasi mette a disposizione. Si tratta di strutture disponibili solo in certi periodi dell’anno, dotate dei confort necessari per un’esperienza piacevole, come il riscaldamento nelle stagioni invernali o accessori utili per l’attrezzatura fotografica.

Grazie alla posizione appartata dei capanni, chi ne usufruisce potrà immergersi appieno nella natura e attendere il giusto istante per scattare foto irripetibili delle specie che affollano le mangiatoie dell’oasi. Come ad esempio il Martin pescatore.

Se è ancora forte il desiderio di immergersi nella natura e voler dedicarsi a rilassanti escursioni, visitare il Piave potrebbe essere una destinazione da tenere a mente per il prossimo fine settimana in Veneto.

Quali attività dell’Oasi di Cervara ti hanno colpito di più? Faccelo sapere nei commenti!

Articolo di Ada Cavasino

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