Museo Navale di Pegli a Genova: scopriamo l’ arte della navigazione

museo navale di pegli

 

museo navale di pegli

La città di Genova è da sempre legata al mare, al commercio e alla vita marittima, il Museo Navale di Pegli ne è l’eredità culturale. Genova è il capoluogo e il cuore della Liguria e, passeggiando per la città, sono continui i riferimenti alla cultura di un’antica repubblica marinara. In particolare, nel quartiere di Pegli troviamo il Museo Navale nella villa rinascimentale di Giovanni Andrea Doria. Qui potrete ammirare dipinti, disegni, modelli navali, carte geografiche e tutto ciò che riguarda la navigazione. Vedrete infatti esposte le collezioni marittime di Genova e delle Riviere, provenienti dal XV al XIX secolo e non solo.

La storia del museo

Il porto di Genova è il più esteso d’Italia ed è ancora uno dei più importanti addirittura a livello europeo. A fine Ottocento, gli studiosi di navigazione cominciarono ad avvertire l’esigenza di un punto di riferimento per tutto ciò che concerneva la vita marittima. Così si iniziò a pensare alla costituzione di un luogo che potesse racchiudere il sapere dell’arte della navigazione, fra carte nautiche, portolani e modelli. 

La collezione, in principio, era modesta e consisteva in cimeli marinari di proprietà della Repubblica di Genova che vennero esposti nel museo civico del Palazzo Bianco. Il museo navale di Pegli vero e proprio invece, venne costituito dal 1922 grazie all’ingegnere Fabio Garelli, il quale fece un importante dono al comune ligure: dipinti, libri, disegni di navi, provenienti dalla sua collezione privata.  Nel 1925, questi cimeli vennero esposti nella Villa Giustiniani-Cambiaso, dove al tempo era situata la Regia Scuola di Ingegneria Navale.

In seguito, però, lo spazio di questa villa divenne insufficiente in quanto la collezione era ormai cresciuta, così la mostra si trasferì presso l’attuale sede del Museo navale di Pegli, ovvero nella Villa Doria Centurione. Fino a quel momento, il museo non era aperto a tutti, cosa che avvenne solo nel 1930, anno in cui la mostra venne arricchita ulteriormente. Finalmente il pubblico aveva la possibilità di visitare il Museo navale di Pegli.

Cosa vedere nel Museo Navale di Pegli?

Dalla sua apertura fino ai giorni nostri, le collezioni e le mostre presenti nel museo, hanno subito cambiamenti e rinnovamenti. Oggi il percorso espositivo si estende attraverso otto sale e descrive la storia delle attività marittime di Genova, a partire dal Medioevo. All’interno del Museo Navale di Pegli potrete osservare come il porto di Genova si sia evoluto e con esso, come sono cambiate le costruzioni navali, attraverso dipinti, stampe, incisioni e acquerelli. Una sezione del museo è dedicata anche al borgo di Pegli, raccontato attraverso immagini storiche d’epoca. Immancabili le numerose cartografie e i modelli di navi, originali e non, fra i quali potrete ammirare anche le tre caravelle di Cristoforo Colombo.

Sono presenti anche strumenti navali di varia natura, utilizzati dall’inizio dell’età moderna, e cimeli che testimoniano l’evolversi delle tecnologie, in campo navale.

Il Mu.MA.

Il Museo Navale di Pegli fa parte del Mu.MA, ovvero l’Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni. Questa è nata nel 2005 grazie al sindaco Beppe Pericu con la speranza di creare un polo culturale legato ai temi del mare, ma non solo. Infatti, il mare da sempre è stato veicolo di scambi, correlato al tema del viaggio e al dialogo fra i popoli. Il Mu.Ma è tutto questo. E beh il sindaco del tempo… Ci è riuscito! Il Mu.MA racchiude quattro realtà museali, ovvero il Museo Navale di Pegli, il Galata Museo del Mare, la Commenda di Prè e il Complesso Monumentale della Lanterna.

Il Galata Museo del Mare

Il Mu.Ma nel corso degli anni ha seguito delle precise linee guida che lo hanno portato a diventare l’anima culturale di un sistema mare da valorizzare. Questo, anche attraverso la collaborazione con altre realtà istituzionali, economiche, turistiche e culturali.
Il più importante per il Mu.Ma è senz’altro il Galata Museo del Mare, che è il più grande Museo del Mare addirittura nel Mar Mediterraneo! Il Galata si rinnova continuamente ed è senz’altro un punto di riferimento in tutto il mondo, nel suo settore.

La Commenda di Prè

La Commenda di Prè invece ha una storia ben più antica rispetto ai suoi “colleghi”. La sua costruzione, infatti, risale addirittura al 1180 d.C.
Nel corso degli anni però, venne chiusa e riaperta solo in anni recenti, ovvero nel 2009. Attualmente però è stata di nuovo chiusa per permettere i lavori di realizzazione del Mei, ovvero il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. Vi consigliamo di seguire i loro canali ufficiali per saperne di più riguardo la sua riapertura. Ma per quale motivo si chiama “Commenda“?

Questo termine ricorda il convento e ospedale-ostello che i Cavalieri Gerosolomitani hanno fatto edificare nel 11180. Questi erano un ordine religioso militare che si occupava di offrire un riparo ai pellegrini e di aiutarli. Accoglievano non solo pellegrini, ma anche mercanti che si recavano nella Terrasanta.

La seconda parte del nome invece, “Prè” significa “prati” in dialetto, infatti in passato in quest’area c’era un borgo agricolo. La Commenda di Prè era stata edificata qui perché il luogo si trovava vicino al porto ed era non solo una zona comoda, ma anche sacra in quanto dal 636 d.C. sorgeva qui la chiesa del Santo Sepolcro, sito dove erano state deposte le ceneri di Giovanni Battista.

Col tempo la Commenda di Prè fu non solo un ostello, ma iniziò ad assolvere anche la funzione di ospedale per i malati della città e anche per i vagabondi.

Il Complesso Monumentale della Lanterna

Il Complesso Monumentale della Lanterna comprende il faro, il parco e il museo. Si può considerare fra i simboli di Genova, a causa dell’identità prevalentemente marittima della città. Il faro del complesso è addirittura il faro più alto del Mar Mediterraneo e solamente secondo in Europa per altezza!

 

 E voi? Già avete visitato il Museo Navale di Genova? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti!

Articolo scritto da Teresa Medori

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