Museo della Corte: alla scoperta della cultura contadina veneta - Oj Eventi

Museo della Corte: alla scoperta della cultura contadina veneta

Museo della Corte

Museo della Corte: alla scoperta della cultura contadina veneta

Museo della Corte

Museo della Corte

Il Museo della Corte , situato in pieno Parco Regionale del Veneto del Delta del Po , sulla riva destra del Po di Levante, si mostra in tutta la sua rustica magnificenza.  Situato a Porto Viro, a due passi da Rovigo, questo luogo raccoglie ed amplia la bellezza di tutto il luogo circostante.  Scopriamola assieme!

Cos’è il Museo della Corte

Il Museo della Corte, il cui nome completo è Museo della Corte di Ca’ Cappello, è una raccolta etnografico-naturalistica che si prefigge di mantenere intatte la cultura e la memoria storica del Polesine. Il museo è di proprietà del comune di Porto Viro (RO) ed è inserito nelle reti del CeDi, Centro per la Didattica dei Beni Culturali e Ambientali.
Uno degli svariati obiettivi del Museo è quello di riproporre le caratteristiche della cultura contadina locale. Per favorire lo scopo, molti dettagli si nascondono dietro questa semplice struttura.
Ma prima, un po’ di storia!

La Corte nel tempo: da villa a Museo

Dalla prima metà del Cinquecento è attestata la presenza di uno sparuto nucleo di persone nella terra detta “Polesine dei Cappello”, dove sorge l’odierna Corte.  La terra era di proprietà di un certo abate Trevisan.
La figlia dell’abate,  Maria, venne data in matrimonio a Paolo Cappello. Tra i possedimenti di Paolo vi era anche la Corte, che portò in dote alla famiglia della sposa. La famiglia si diede da fare bonificando la zone.
Molte terre emersero da depositi alluvionali dell’allora palude e vennero tutte quante acquistate dalla nobile famiglia veneta.

S’intrapresero col tempo anche diverse attività commerciali mentre le bonifiche continuarono fino all’Ottocento. La stragrande maggioranza del territorio fu bonificata per essere adibita a spazio agricolo. Quest’ultimo prese subito la classica configurazione a campi rettangolari, la quale è visibile tutt’oggi.

Fin dall’Ottocento ad oggi la corte ha visto succedersi diversi proprietari sparsi fra le famiglie nobili locali. L’istituzione del Museo prese il via come promozione per un’intervento di restauro del piccolo borgo veneto di Porto Viro, gravemente danneggiato dopo le scosse del terremoto del 1976 e venne ufficialmente inaugurato nell’agosto del 1998.

La struttura del Museo della Corte

Prima di tutto, la sua locazione è funzionale per circoscrivere e valorizzare l’ambiente astante.
La corte in sé è rimasta praticamente invariata dal Novecento, salvo modifiche apportate dai proprietari succedutisi nel tempo. La sua sede si trova in due case coloniche del primo Ottocento poste ai lati di un cancello d’ingresso alla corte. Quest’ultimo ha ancora inciso lo stemma della casata dei Cappello, originari proprietari della villa cinquecentesca.

Varcata la soglia, troviamo la chiesa esterna gli edifici, risalente circa al XVII secolo. Superata quest’ultima, vi sono poi le due case coloniche: la struttura a destra ospita la sezione naturalistica, mentre la struttura a sinistra ha al suo interno la sezione etnografica .
Al lato sud-ovest è invece visibile la barchessa eretta nell’Ottocento, comprendente il rudere di una torre adibita probabilmente come rifugio per i piccioni viaggiatori o come bastione. Oltre la barchessa vi è la cinta muraria antica, la quale delimita la corte in questo quadro che ben si sposa con la fauna adiacente.

Il museo, infatti, posto tra lagune, pinete, golene e valli, diventa parte integrante del panorama.
Esso riesce a proiettare il visitatore in un contesto più semplice e ameno sfruttando le molteplici verdi sfumature della natura circostante.

La sezione naturalistica dell’Avifauna

L’edificio a destra del complesso ospita la sezione naturalistica insieme alla storia dei Cappello.
Nella sala di ingresso si viene accolti da diversi pannelli esplicativi i quali narrano la storia del luogo: la conformazione del territorio ai tempi della glaciazione, i primi nuclei abitativi, l’insediamento della nobile famiglia veneziana e l’evoluzione della corte sino ad oggi. Il visitatore viene altresì introdotto al mondo degli uccelli che popolano il Delta mediante altri pannelli che ne illustrano le caratteristiche generali.
La ricostruzione a grandezza naturale di uno Pteranodonte, con i suoi 8 metri di apertura alare, conclude l’introduzione alla mostra.

Nelle tre sale successive vi sono più dettagli sulla fauna locale. In questa sezione del museo sono presenti oltre duecento specie fra stanziali e migratrici, ordinati in modo da evidenziare l’aspetto evolutivo e le loro peculiarità. Per ognuno è fornita una breve descrizione, unita alla nominazione comune e quella scientifica.

Nella seconda stanza è stata allestita la riproduzione di una coegia, detta anche coveglia, il tipico riparo in canna costruito dai cacciatori fra le lagune del Delta del Po.

La sezione Etnografica

L’edificio a sinistra del complesso ospita invece la ricostruzione di una casa di campagna e di un’osteria di metà Novecento, con locali cucina annessi. Gli ambienti sono quelli della tipica casa contadina del Polesine. Al piano superiore  si trovano la camera da letto e la soffitta.  Una nutrita schiera di oggetti quotidiani, suppellettili,  e giochi per bambini contribuiscono a far respirare a pieni polmoni l’atmosfera contadina. Fotografie e stampe dell’epoca sono appese a testimoniare mestiere locali tipici.

Questa sezione, come il complesso museale in sé,  si sta ampliando con memorabilia e ricordi donati dagli abitanti della zona. L’obiettivo è quello di rendere la corte uno spazio sempre più ricco. Una manifestazione del legame sempre più vivo tra presente e futuro.

Cosa fare e perché visitare il Museo della Corte

Cosa fare al Museo della Corte? Innanzitutto questa piccola perla nel vasto oceano verde del Parco del Delta è d’obbligo per gli amanti della natura. È caldamente consigliato munirsi di binocolo per il birdwatching, data la presenza massiccia di volatili molto rari.

A seconda della stagione si possono trovare diversi uccelli. In inverno vi è una massiccia presenza di anatidi migratrici o della volpoca, animale stanziale molto più raro da osservare. Nella stagione primaverile si notano perlopiù coppie di fraticelli insieme alla nidificazione del gabbiano corallino. Non è atipico trovare queste magnifiche creature nei pressi del museo.
Il ritorno di specie particolarmente care, come il fenicottero rosa, dà fiducia. Ci dice che la salvaguardia degli animali è una realtà concreta. La mostra riguardante l’avifauna è nata anche per ricordare a tutti l’importanza di questi animali, specialmente per la storia recente del Delta.

Visitare il museo offre altresì un’occasione di affacciarsi alla vita di un tempo con nuovi occhi. Portandoci in un contesto neanche così lontano, ci permette di  uscire dalle consuete prospettive che abbiamo della nostra quotidianità. Nulla vieta di goderci una bella gita e, perché no, uscirne un po’ diversi rispetto a prima!

 E tu cosa ne pensi del Museo della Corte? Andrai a visitarlo? Dicci la tua nei commenti e se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sui social!

Articolo di Gianguido Tridente

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