Monticelli d'Ongina: Tra Cultura e Sapori della Capitale dell'Aglio - Oj Eventi

Monticelli d’Ongina: Tra Cultura e Sapori della Capitale dell’Aglio

Monticelli d'Ongina

Situato in una zona antistante il Po’, Monticelli d’Ongina si presenta come un interessante posticino ricco di peculiarità, luoghi affascinanti, proposte culturali, e ambienti naturalistici dal fascino intramontabile. La parola “monticelli” è il diminutivo di monte ed è perfetta per delineare questo originale borgo posto a 40 metri sul livello del mare.  La bicicletta resta il mezzo di trasporto ideale per visitare e perlustrare questa zona. Il centro abitato, ricco di tradizioni, specie in ambito gastronomico, si è auto-dichiarato “la capitale dell’aglio”. La visita del centro storico è d’obbligo, caratterizzato da un perfetto stile rinascimentale e barocco con portici e palazzi nobiliari.

Pillole di storia

L’ origine di Monticelli risale all’epoca romana, visto che la zona rappresentava un punto strategico sul grande fiume Po’, il tutto testimoniato dai reperti trovati e conservati nel piccolo Museo Archeologico. Nel X secolo si trovava sotto la giurisdizione del vescovo di Cremona, in seguito passò nelle mani dei Da Dovara e dei Bonifaci de Unghinis. Alla fine del XIV secolo, i Visconti, duchi di Milano, assegnarono Monticelli in feudo alla famiglia Pallavicino, he nel corso del XV secolo fecero costruire la maestosa Rocca. Nel 1471 il vescovo di Lodi, Carlo Pallavicino, iniziò la costruzione della Collegiata, oggi nota come la Basilica di San Lorenzo, che attualmente conserva le spoglie del vescovo nell’abside. Dopo la morte dell’ultimo membro della famiglia Pallavicino, nel XVI secolo, il borgo passò alla famiglia Farnese di Parma. In questo periodo il paese fu concesso in feudo ai Casali, un’altra nobile famiglia piacentina, e nel 1797 divenne a far parte delle repubbliche napoleoniche. Nel 1814, sotto il Ducato di Maria Luigia, divenne capoluogo di Comune. Nel corso dell’Ottocento nacquero una serie di attività semi-industriali che si svilupparono durante tutto il Novecento.

Rocca Pallavicino-Casali – Fortezza inespugnabile

Rocca pallavicino

Rocca pallavicino

Il Castello di Monticelli d’Ongina o Rocca Pallavicino-Casali è uno dei complessi fortificati più imponenti esistente in pianura, ed è da sempre riconosciuta come simbolo e valore identitario indiscusso della comunità monticellese. Oltre ad essere un baluardo difensivo, i Pallavicino costituirono al suo interno una raffinata corte signorile. La struttura si presenta con una pianta quadrangolare con quattro possenti torri cilindriche ai vertici del perimetro. Costruito interamente in laterizio, nel mastio principale sono ben visibili i resti di un ponte levatoio oggi rimosso e sostituito da un ponte fisso in muratura. Particolarmente suggestivi sono gli affreschi presenti all’ interno degli appartamenti nobiliari della struttura. Di notevole caratura artistica si presenta la cappella quattrocentesca con soffitto a vela interamente affrescato dai cremonesi Bonifacio e Benedetto Bembo. Il maniero è spesso utilizzato come location per concerti, rassegne fotografiche e manifestazioni culturali e fieristiche come quella dell’aglio o del geranio. Negli ambienti del piano terra troviamo il Museo Etnografico del Po, il Museo Archeologico e l’Aquario del Po’.

Acquario – Museo del Grande Fiume

Il museo, situtato nella Rocca Pallavicino-Casali, fornisce una documentazione e conoscenza etnografica dell’ambiente fluviale a cui si collega l’acquario destinato ad illustrare la fauna ittica del medio Po’. I visitatori potranno osservare dal vivo le specie locali, catalogate da apposite schede con dati scientifici relativi alla diffusione e all’ ambiente. Nel tour espositivo rientrano anche due zone con mammiferi, rettili e uccelli. All’interno del museo troviamo anche una raccolta delle antiche attività praticate lungo il Po’, come le imbarcazioni, attrezzi dei pescatori e dei cavatori di ghiaia, reti, fiocine, e materiale iconografico. Di particolare bellezza in questa sezione è la piroga preistorica in ottimo stato di conservazione.

Fiera dell’aglio

Capitale dell'aglio

Capitale dell’aglio

Ogni prima domenica di ottobre, le vie del centro di Monticelli d’Ongina, ospitano il caloroso evento autunnale che promuove l’Aglio Bianco Piacentino. Il paese in questi giorni si trasforma nella capitale dell’aglio, con il tipico folklore piacentino ricco di musica, profumi e allegria. Si espongono negli stand gastronomici i prodotti tipici del territorio locale, che richiamano l’atmosfera del passato e della tradizione agricola. Protagonista indiscusso è senza ombra di dubbio l’aglio “piacentino bianco”, conosciuto e apprezzato nei principali mercati internazionali. L’ inconfondibile polpa bianca, profumata, carnosa, ricca di vitamine e sali minerali, rappresenta un’eccezionale finezza di aroma. Il clima e le caratteristiche ambientali favoriscono lo sviluppo di un prodotto tanto eccezionale in qualità sia per scopi gastronomici che curativi.

Raffinata tradizione culinaria

La cultura gastronomica monticellese è molto ricca e variegata, ai piatti di pianura si aggiungono quelli a base di pesce del grande fiume. I prodotti della zona particolarmente apprezzati sono i salumi ricavati dal maiale: salame, coppa, prosciutto, culatello, pancetta, lardo, ciccioli e sopressata. I “Marubèin” (Marubini)  costituiscono il primo piatto protagonista dei ristoranti locali, si tratta di anolini di pasta all’uovo, farciti con ripieno a base di uova, grana padano, noce moscata e pangrattato, cotti in un brodo di carne mista. Imperdibili i tradizionali Pisarei e fasò, gnocchetti di pangrattato e acqua, cotti in acqua e conditi col succulento sugo di pomodoro e fagioli borlotti. La Picula ‘d caval è un secondo piatto tipico di queste terre, si tratta di carne di cavallo macinata, cotta in umido con pomodoro e verdure. Nello Stracotto d’asino, invece, il muscolo di asino dopo una marinatura a base di vino e aromi, viene cotto a fuoco lento, per molte ore, nello stuòn, tipica casseruola di terracotta con il coperchio. Immancabili sono i pesci di acqua dolce, come anguilla, pesce gatto, storione, cucinati sia fritti che in umido, o gli stricc (o lasche), piccoli pesci di fiume che vengono fritti nell’ olio bollente.

Come arrivare

Percorrendo la strada provinciale, che collega Piacenza  a Cremona. Uscendo dall’ autostrada A21 (Piacenza-Brescia): all’ uscita Caorso, proseguire in direzione Cremona; all’ uscita Castelvetro Piacentino, proseguire in direzione Piacenza. Gli amanti delle escursioni ciclistiche, nella bella stagione, avranno la possibilità din raggiungere il paese in bicicletta lungo gli argini del Po’, percorrendo la riva del Po’, tra Piacenza e Cremona, utilizzando piacevoli piste ciclabili.

Rocca Pallavicino e l’aglio piacentino da leccarsi i baffi sono gli ingredienti giusti per una escursione in luoghi unici, condita dai sapori autentici e genuini del nostro bel paese. Non perdere alcuna occasione di visitare Monticelli d’Ongina, un posto ricco di attrazioni e di piacevole relax nell’oriente Piacentino. Se ci sei già stato, faccelo sapere nei commenti. E se ti piace l’articolo condividilo.

Articolo di Michele Labellarte

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