

Museo dell’Automobile Torino
Il Museo dell’Automobile Torino è il luogo ideale per rivivere la storia attraverso un’immensa collezione di auto d’epoca. Si tratta di un vero e proprio viaggio tra automobili incredibili e vetture dal valore inestimabile. È, sicuramente, una tappa obbligatoria per gli amanti dei motori a quattro ruote. Ha sede a Torino, il magico capoluogo del Piemonte, ed è classificato come uno dei più rinomati ed antichi musei dell’automobile nel mondo… Un grande orgoglio per l’Italia!
Una piccola introduzione…
Il Museo dell’automobile Torino nasce nel 1932 grazie all’idea di due pionieri del campo dei motori. Si tratta di Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia, entrambi cofondatori di FIAT.
Fu però Carlo Biscaretti , il figlio di Roberto, a mettere in pratica l’iniziativa dei due. Era un grande appassionato di auto e motori, un grafico pubblicitario e un esperto del disegno tecnico con enormi potenzialità.
Per lui, questo progetto divenne un vero e proprio obiettivo personale e investì tutto il suo tempo per riuscire a realizzarlo.
Nonostante ciò, Carlo Biscaretti di Ruffia non riuscì comunque a vedere la sua grande opera conclusa, in quanto morì nel 1959, appena un anno prima della fine dei lavori.
La costruzione del Museo dell’Automobile Torino si concluse, infatti, nel 1960 per mano di Amedeo Albertini. La sede prese inizialmente il nome del suo fondatore, ossia Carlo Biscaretti e solo in seguito l’onorificenza passò a Giovanni Agnelli.
La storia del Museo dell’Automobile Torino
Il primo passo verso la nascita del Museo, lo fece Carlo Biscaretti nel 1933.
Carlo, infatti, diede il via alla prima esposizione, con l’intento di mettere in scena un vero e proprio racconto della storia dell’automobile.
In questa prima mostra vennero esposte una trentina di vetture e l’evento ebbe subito un esito positivo, suscitando un grande interesse nel pubblico. Visto il successo della prima esposizione, bisognava provvedere a trovare una sede ideale che potesse ospitare il Museo. Inizialmente, trovare un posto definitivo sembrò un’impresa quasi impossibile. Il primo luogo scelto fu un semplice magazzino che si rivelò subito inadatto e, nel 1938, tutti i materiali presenti vennero trasferiti in alcuni locali dello stadio comunale di Torino.
Si comprese in fretta che, quella dello stadio, non era affatto la sistemazione adatta. Nel 1955 l’Associazione dei Costruttori decise, quindi, di promuovere la costruzione di una nuova sede. Fu in queste circostanze che intervenne la famiglia Agnelli insieme ad alcune fabbriche di automobili, per assicurare i finanziamenti per la realizzazione del progetto. Era il 3 novembre 1960 quando il Museo dell’automobile Torino venne finalmente aperto al pubblico, con grande orgoglio e soddisfazione.
La ristrutturazine
Con il passare del tempo, il museo riscontrava sempre più successo e la collezione continuava ad arricchirsi, fino a che ci fu addirittura l’esigenza di ampliare lo spazio di esposizione. Per tale motivazione, si volle dare il via ad una serie di lavori di ristrutturazione, che vennero approvati nel 2003. Il 10 aprile del 2007 si diede inizio alla messa in pratica del progetto ideato da Cino Zucchi, un architetto di fama mondiale e anche un professore universitario.
In tali circostanze, il museo venne naturalmente chiuso al pubblico. I lavori si conclusero tre anni dopo: nel 2011. Ad intervenire per incrementare la bellezza del progetto fu, poi, François Confino, che si occupò di contestualizzare l’incredibile scenografia dell’allestimento. Alla fine dei lavori, il Museo risultava totalmente rinnovato e all’interno. L’area esterna venne ben rivalutata e all’edificio preesistente se ne aggiunse un altro con dimensioni decisamente maggiori.
La collezione del Museo dell’Automobile Torino
Insieme all’edificio, venne rivoluzionata anche la rinomata collezione del Museo. Venne, infatti, integrata da ambientazioni ed installazioni interattive. Inoltre, si scelse di suddividerla in tre diverse parti, una per ogni piano dell’edificio. Il Museo dell’Automobile Torino vanta la presenza di una tra le più importanti e rinomate collezioni esistenti al mondo. Ad oggi vi sono più di 30 sale di esposizione, in cui troviamo oltre 200 vetture originali di 80 marche differenti, provenienti da tutto il mondo. Grazie alla storia che ciascuna di queste auto porta con sé, una semplice visita riesce a diventare un vero e proprio viaggio emozionante nel passato.
Ogni vettura riporta, infatti, ad un avvenimento storico particolare. Troviamo automobili che sono state presenti in conquiste storiche, eventi sportivi, sociali e anche ad importanti manifestazioni.
La visita al MAUTO vi consentirà di intraprendere un percorso che avrà inizio dalle vere origini dell’automobile.
Si partirà proprio dai progetti del grande Leonardo Da Vinci e si proseguirà verso le prime carrozze a vapore e le vetture eleganti di inizio Novecento, che tutti ricordiamo per lo storico motore a scoppio. Questo viaggio continuerà, decennio dopo decennio, fino ad arrivare alle automobili dei giorni nostri.
Un aspetto importante
Una buona parte dell’inquinamento atmosferico deriva proprio dall’emissione di combustibili fossili da parte dei veicoli a motore. Nella situazione in cui si trova il nostro pianeta attualmente, ogni scelta sostenibile è apprezzata e preziosa. Proprio per questo, è importante incentivare i progetti indirizzati vero una vita senza emissioni, come quelli proposti dal Museo dell’Automobile Torino. Alla fine del vostro percorso avverrà, infatti, un focus per quanto riguarda i progetti del futuro nel campo delle auto, incentrati sull’ecosostenibilità e il rispetto del pianeta.
L’Open Garage
L’Open Garage può essere definito come uno spazio esclusivo situato all’interno del secondo edificio del Museo. Si tratta di uno spazio di circa 2.000 mq che si trova nel piano interrato del museo. Al suo interno sono presenti circa settanta vetture! Tra le automobili presenti troviamo la Décauville 3 ½ HP, famosa per aver vinto la Parigi-Amsterdam-Parigi nel 1989 e l’elegantissima limousine Lancia Theta. La limousine presenta una carrozzeria realizzata proprio a Torino ed è dotata dei primi servizi elettronici incorporati.
Anche nell’Open Garage, il Museo dell’Automobile Torino ha scelto di seguire un ordine cronologico nella modalità di esposizione. Naturalmente anche i veicoli qui presenti, in seguito alla restaurazione, verranno esposti all’interno del Museo. Se vi state chiedendo se ci sia la possibilità di visitare l’Open Garage, la risposta è positiva. Basterà solamente effettuare una prenotazione con esplicita richiesta a riguardo.
Come raggiungere il Museo dell’Automobile Torino
Il Museo è raggiungibile arrivando con i mezzi pubblici, in auto o con la navetta aeroportuale. Se scegliete di utilizzare i mezzi pubblici, potrete affidarvi alla metropolitana che vi lascerà alla fermata Lingotto. Questo punto dista solamente 9 minuti a piedi dal Museo. Un’altra opzione è quella di raggiungere il museo tramite i pullman. Tra le linee che arrivano nella zona vicina al museo troviamo il 18, il 34 e il 74. Per gli orari relativi ai pullman e per altre possibili linee, potrete consultare il sito GTT.
Per coloro che preferiscono arrivare al Museo in auto, ricordiamo che qualsiasi autostrada si accorda alla tangenziale di Torino. Dalla tangenziale si consiglia di prendere l’uscita “Corso Unità d’Italia” e di seguire le indicazioni per il Museo dell’Automobile Torino. Presso il Museo sarà presente un parcheggio riservato ai visitatori. Se questo dovesse risultare pieno, sarà possibile parcheggiare nei dintorni, con opzioni a pagamento o gratuite.
Per chi arriva a Torino con l’aereo, sarà disponibile un servizio di navetta che vi porterà fino alla stazione Porta Nuova. Da qui potrete prendere la metropolitana e scendere al capolinea Lingotto. Insomma, i modi per raggiungere il Museo dell’Automobile Torino sono davvero tanti. Non ti resta che prenotare la tua visita e prepararti per un viaggio dal valore inestimabile.
Conoscevi le origini del Museo dell’Automobile? Hai già avuto modo di visitarlo? Raccontacelo nei commenti!
Articolo di Sara Mangherini
