Le tre cime di Lavaredo: Fuga dal mondo

Tre cime di Lavaredo

Tre cime di Lavaredo

Tre cime di Lavaredo

Un sogno tra le Dolomiti: viviamo in uno dei Paesi più straordinari del mondo.

Abbiamo a disposizione una quantità invidiabile di varietà paesaggistiche. Troviamo qui i mari migliori e laghi da sogno, pianure sterminate e montagne colossali. Come quelle che presentiamo oggi, tra il Veneto e il Trentino, le tre cime di Lavaredo.

Le tre cime di Lavaredo sono tra le più famose delle Dolomiti, sulla catena delle Alpi orientali. Insieme a quella di Cervino e poche altre, fa parte delle classiche (o grandi) pareti nord delle Alpi (note tra gli alpinisti per l’estrema difficoltà della scalata e la vertiginosa altezza).

L’erosione degli agenti atmosferici ha donato a queste pareti rocciose una forma cilindrica e affusolata, che ricorda tre dita di una mano; secondo un’antica leggenda gallica si tratterebbe della mano di un gigante mozzata dalla furia di Zeus.

Ed ecco che il sito restituisce subito un’impressione mitica, una forza lontana nel tempo; la suggestione del luogo suggerisce le storie antiche e moderne che lo hanno attraversato.

Le storie di Lavaredo

In quanto imponente ostacolo paesaggistico, le cime di Lavaredo hanno caratterizzato la storia antica e moderna dei popoli italici. Del resto queste montagne raccontano storie immortali, come la leggenda delle dolomiti rosa.

Oppure come quella dei comuni di Dobbiano e Auronzo che, secondo una leggenda, per stabilire il confine territoriale, avrebbero fatto gareggiare due ragazze: ognuna sarebbe partita, al cantare del gallo, dal proprio comune di provenienza; al loro incontro si sarebbe stabilito il confine. Tuttavia la ragazza di Auronzo avrebbe punto il pennuto in modo da anticipare il canto e anticipare l’inizio della camminata.

Ancora oggi, ad Auronzo, possiamo trovare, in una chiesa consacrata nel 1743, una croce in ferro battuto, con in cima un gallo con tre buchi sulla pancia, in ricordo dei colpi di spillo.

È stato poi teatro di scontri durante la prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1917; rimangono ancora oggi i resti delle disastrose battaglie: trincee, rifugi, gallerie…

Ma le cime di Lavaredo sono anche custodi di piccole storie contemporanee, le storie di chi, come noi, è alla ricerca di avventure e frammenti di vita selvaggia, o di chi ha bisogno di ricollegare l’anima alla sua radice naturale.

Come raggiungere le tre cime di Lavaredo

La mappa dettagliata di riferimento è la Tabacco 017 – Dolomiti di Auronzo e del Comelico.

Ma una mappa gratuita può anche essere richiesta anche negli uffici del turismo. Ma ricorda sempre che sarebbe da incoscienti avventurarsi senza riferimenti in luoghi che non si conoscono.

Il punto di partenza per iniziare l’escursione è il Rifugio Auronzo. Ma c’è chi direbbe che è un punto di arrivo piuttosto che di partenza.

Per raggiungerlo si può scegliere:

  • In macchina con strada e parcheggio a pedaggio
    Potete raggiungere il rifugio auto muniti pagando un pedaggio. Il costo è di 30 € per auto (sosta giornaliera) con un supplemento di 15 € se si vuole pernottare in rifugio.
  • Con bus e navette

In alternativa, evitando il prezzo del pedaggio, ci sono due soluzioni:

  • Con Dolomitibus. Il bus parte da Misurina al prezzo di 4 € a tratta; i biglietti si acquistano al capolinea.
  • Servizio navetta da Dobbiaco o Sesto. Il costo è di 16 € andata e ritorno, con biglietto da prenotare online.

Solo per i più temerari l’alternativa ultima rimane una buona passeggiata… ma per salire ci vogliono circa 2-3 ore, perciò vi consiglio una colazione leggera!

Oltre le tre cime di Lavaredo

Partendo dal Rifugio di Auronzo iniziamo il percorso dal sentiero n. 104. È un percorso che si percorre facilmente, una vera e propria passeggiata fino al rifugio di Lavaredo.

Sulla sinistra spuntano le Tre Cime e la fatica inizia ad essere giustificata, sulla destra verdi pascoli fioriti.

Dal rifugio di Lavaredo proseguiamo per il sentiero 101 e incontriamo la chiesetta della Madonna della Croda, dedicata ai caduti in montagna; un luogo di riflessione e raccoglimento, un luogo spirituale immerso nel silenzio.

Siamo al rifugio Locatelli. È ora di una siesta. È fortemente consigliato piatto tipico della cucina locale: sono i knodel alla tirolese. Digeriamo e poi coraggio! È ora di ripartire.

Sul sentiero n. 105 incontriamo due tappe da togliere il fiato. L’altipiano della Grava Longa e la Malga Langalm (vicino le sorgenti del fiume Rienza, si tratta di piccoli laghetti in cui si specchiano le tre cime di Lavaredo, acque cristalline come solo i laghi del Nord…).

Proseguiamo una salita e raggiungiamo la Forcella Col di Mezzo a 2315 metri di altitudine… distanti ma ben visibili, l’occhio incontra alcune tra le vette più celebri d’Italia: le Dolomiti di Cortina d’Ampezzo.

Siamo giunti alla fine del nostro percorso: ancora pochi passi ed ecco spuntare di nuovo la nostra locanda di Auronzo. Dove è iniziato il viaggio è finito.

Nessuna traccia nei luoghi sacri

Il nostro è un paese ricco di bellezze artistiche e geologiche. Trovarsi di fronte a imponenze alpine come quella delle tre cime è come andare a Roma per visitare la Pietà, Il Giudizio Universale o il Colosseo: è un momento intimo e glorioso allo stesso tempo.

Sono luoghi sacri, che richiedono il nostro massimo rispetto. Anche i rumori, gli schiamazzi da bar disturbano la natura e i suoi abitanti… e poi è sempre bene risparmiare il fiato data la difficoltà del percorso!

La storia di questi posti, la loro antichità, non deve essere inquinata dal nostro passaggio. Siamo già fantasmi in questi luoghi eterni e come fantasmi è bene che la nostra permanenza non contamini l’ambiente; che rimanga un passaggio silenzioso, che non lasci tracce… che sia un incontro intimo, privato, come sempre sono gli incontri con la bellezza.

Se l’articolo vi è piaciuto o avete dei feedback sulla vostra esperienza presso le tre cime di Lavaredo, lasciate un commento qui sotto!

Articolo di Federico di Carlo

Iscriviti per ricevere news su Belluno

Scopri gli eventi su Belluno

Entra nella nostra chat telegram

Condividi questo post