L’Abbazia di San Matteo: un gioiello nel cuore di Genova - Oj Eventi

L’Abbazia di San Matteo: un gioiello nel cuore di Genova

Abbazia di San Matteo

L’Abbazia di San Matteo si trova nel centro storico di Genova, precisamente nel quartiere del Molo. Si affaccia sulla Piazza San Matteo e rappresenta uno dei luoghi meglio conservati della Genova medioevale. Incastonata tra i carruggi, è una vera e propria perla architettonica. In questa piazza l’effetto “salto nel tempo” è garantito. Inizialmente ci si ritrova avvolti dalla sequenza degli archi ogivali dell’originale struttura gotica. Poi si ammira la trama orizzontale di fasce bianche e nere, un elemento prettamente ligure, realizzato in marmo bianco e pietra nera di Promontorio. Infine, si percepisce chiaramente la forza dell’identità del “Borgo dei Doria”, nucleo del quartiere monumentale di proprietà della famiglia, che originariamente era assai più ampio.

Una storia che affonda le radici nel XII secolo

La Chiesa di San Matteo nacque come cappella gentilizia della famiglia Doria, una delle più importanti famiglie nobiliari della storia d’Italia. Nel 1125, il vescovo di Genova Sigifredo concesse a Fra Martino Doria di costruire sui terreni di sua proprietà una piccola chiesa. L’edificio di culto venne dedicato a San Matteo perché questi in vita era stato gabelliere, cioè un esattore delle tasse, proprio come i Doria lo erano per la Repubblica di Genova. La consacrazione del tempio avvenne nel 1132, benedetto dal vescovo Siro, alla presenza di papa Innocenzo II.
Nel 1278, con l’intento di rinnovare ed ampliare l’edificio religioso, i Doria decisero di abbatterlo e riedificarlo dalle fondamenta. La famosa facciata che vediamo oggi con la caratteristica decorazione a bande bianche e nere risale proprio a questo periodo.

Le modifiche nel corso dei secoli dell’Abbazia di San Matteo

La struttura della nuova chiesa seguì i dettami dell’architettura gotica: la pianta era longitudinale, aveva verosimilmente tre navate, copertura lignea, transetto non sporgente e tre absidi. Probabilmente, vi era un tiburio ottagonale, successivamente trasformato in cupola.
Nel 1308 viene edificato il chiostro, collocato tra la chiesa ed il palazzo di Branca Doria, al quale si accede dalla piazza attraverso un arco a lato della chiesa. Il chiostro ha mantenuto l’originaria forma quadrangolare e l’elegante sequenza di colonnine binate che sostengono la serie dei leggeri archi acuti. Nel centro vi si trova il pozzo, mentre sulle pareti dell’interno sono murate le lapidi che riguardano la famiglia (alcune di esse provengono dalla chiesa di San Domenico, demolita per fare posto al teatro Carlo Felice, in Piazza De Ferrari e una copia del bassorilievo di Portopisano. Vi è anche una preziosa arca fatta costruire nel 1356 da Raffaello Doria, usata sino al 1934 per custodire i corpi dei Santi Mauro ed Eleuterio, patroni di Parenzo.
Tra il 1543 e il 1559 Andrea Doria affidò a Giovanni Montorsoli la ristrutturazione del presbiterio con la costruzione della cripta sottostante. Giovanni Battista Castello, detto “il Bergamasco”, e Luca Cambiaso si occuparono del completamento della ristrutturazione.
Le trasformazioni operate all’interno determinarono una strana commistione tra elementi gotici ed elementi rinascimentali. Si giunse quindi a una nuova distribuzione degli spazi, dovuta all’eliminazione di una distinzione netta tra navate e transetto.
Dell’originaria chiesa realizzata nel XIII secolo, ad oggi rimane pressoché inalterata la facciata, mentre il carattere gotico dell’interno è stato quasi interamente cancellato dai successivi rifacimenti cinquecenteschi. Si rintracciano alcune tracce di stile gotico solo negli archi ogivali che inquadrano la cupola.
Dal 1910 al 1930 ebbero corso lavori di sistemazione del chiostro, della facciata e della piazza antistante la chiesa. Restauri del 1934 intervennero a correggere in parte trasformazioni cinquecentesche poco indovinate. La scalinata d’accesso al piazzale, unica anziché doppia, è lavoro del 1935.

Come si presenta al visitatore l’Abbazia

La facciata esterna, a strisce bianche e nere, è divisa in tre parti da due lesene incorniciate da archetti e arricchita da ampi rosoni e monofore. San Matteo si erge dalla lunetta del portale, sul fondo dorato di un mosaico medioevale. Un sarcofago tardo-romano con l’Allegoria dell’autunno è stato incastonato nella facciata, come si vede anche nella cattedrale di San Lorenzo. Una serie di iscrizioni sulle strisce di marmo bianco esaltano le gesta della famiglia Doria.
All’interno, lungo tutte navate, si sviluppa una ricca serie di affreschi e stucchi cinquecenteschi. Da notare i dipinti di Bernardo Castello, Andrea Semino e Silvio Cosini e le sculture lignee di Anton Maria Maragliano. Inoltre, è possibile ammirare due arche in marmo con le reliquie dei santi Pelagio e Massimo, che Gaspare Spinola avrebbe traslato dall’Istria a Genova a fine Trecento. La cripta, opera di Giovanni Angelo Montorsoli, presenta statue, rilievi di marmo e incantevoli stucchi dorati.
Agli appassionati di storia interesserà sapere che sull’altare maggiore è conservata una spada appartenuta ad Andrea Doria, donatagli da Papa Paolo III. Inoltre, l’Abbazia di San Matteo vanta la presenza di uno splendido organo a canne barocco, costruito nel 1773 da Antonio Alari, maestro organaro appartenuto a una dinastia di costruttori di organi e clavicembali attivi a Roma fin dal 1683.
Nella chiesa sono sepolti molti Dogi Doria (altri sono presso le chiese di San Domenico o a San Fruttuoso di Camogli): tra questi, Oberto, vincitore della Meloria; Pagano, dominatore dei Greci e dei Catalani; Luciano, espugnatore di Pola; Lamba, trionfatore dei Veneziani a Curzola. Ma il più importante di tutti, Andrea Doria, riposa in un magnifico sarcofago.

La piazza San Matteo e i palazzi dei Doria

Il teatrale slargo davanti all’Abbazia di San Matteo, rialzato rispetto alla strada, è circondato dai magnifici Palazzi di Piazza San Matteo, che anche dopo la ristrutturazione cinquecentesca hanno conservato le facciate dipinte e gli archi ogivali dell’originale struttura gotica. Oltre a palazzo Branca Doria, già nominato per il bel chiostro collegato alla chiesa, spiccano palazzo Lamba Doria, palazzo Domenicaccio Doria, palazzo Giorgio Doria – poi Checco Quartara – con un portale rinascimentale tra i più apprezzati di Genova.

E voi, siete pronti a visitare l’Abbazia di San Matteo e i Palazzi dei Doria? Fateci sapere le vostre impressioni all’interno dei commenti!

Articolo di Laura Vanoli

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