La Sacra Sindone: qual è la storia e come vederla

SACRA SINDONE

La Sacra Sindone è una reliquia della religione cristiana. Si tratta di un lenzuolo di lino, attualmente conservato nella Cappella della Sacra Sindone di Torino. Su di esso si può scorgere l’immagine di un uomo. Quest’ultima riporta segni di maltrattamenti, compatibili con le torture subite da Gesù durante la sua Passione. Per questo si ritiene che il lenzuolo corrisponda a quello usato per avvolgere il corpo di Cristo nel sepolcro. Il termine Sindone deriva dal greco “sindon”. Anticamente indicava un ampio tessuto e non era necessariamente legato al concetto della sepoltura. Ad oggi il vocabolo si utilizza universalmente per indicare il lenzuolo funebre di Gesù.

Come è fatta la Sindone?

La Sacra Sindone è un lenzuolo di lino di colore giallo ocra e dalla forma rettangolare. Esso è tessuto a mano con una trama a spina di pesce. Ha un telo di supporto sottostante. Anch’esso è in lino e ha le stesse dimensioni. Quello originale risale al 1534, ma nel 2002 è stato sostituito con un telo più recente.

La figura riportata sulla Sindone è quella di un maschio adulto, con barba e capelli lunghi. Il corpo è a grandezza naturale. L’immagine è tuttavia poco visibile a occhio nudo e si può percepire solo a una distanza di uno-due metri. Infatti più ci si avvicina alla reliquia, più l’immagine scompare.

A quale epoca risale la Sindone?

Cappella della Sacra Sindone

Cappella della Sacra Sindone

Gli studiosi ritengono che la storia della Sacra Sindone inizi nel 1353. Questo è l’anno della prima testimonianza storica della sua esistenza. A Torino essa arriva però solo nel 1578. Prima si trovava infatti nella francese Chambéry. Nel 1562 la città piemontese diventa però capitale del ducato. È così che dopo qualche anno il duca Emanuele Filiberto decide di trasferire la reliquia a Torino.

Nel 1694 viene poi collocata in una cappella costruita appositamente per lei. Questa si chiama per l’appunto Cappella della Sacra sindone. Collocata tra il Duomo di Torino e il Palazzo Reale, è tutt’ora la sede della reliquia.

Nel tempo la Sacra Sindone è però protagonista di vari spostamenti! Nel 1706, ad esempio, si trasferisce temporaneamente a Genova a causa dell’assedio francese. Rimane invece a Torino durante tutta l’occupazione napoleonica. Ma nel 1939, con l’approcciarsi della Seconda guerra mondiale, deve essere nuovamente nascosta. Arriva dunque al Santuario di Montevergine in Campania, dove rimane fino al ‘46. Da quel momento la reliquia non si sposterà mai più da Torino!

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Qual è la storia della Sindone?

Nella storia della Sacra Sindone a Torino compaiono tre date fondamentali: il 1988, il 1997 e il 2002. Perché questi anni sono così importanti? Nel 1988 la Sindone si sottopone a un esame: quello del carbonio 14. Esame universalmente utilizzato per datare i reperti. Nello specifico esso ha coinvolto i laboratori di Tucson, Oxford e Zurigo. Questi hanno eseguito separatamente delle analisi su un campione di tessuto prelevato dalla Sindone. Tutte e tre le ricerche hanno evidenziato come sia legittimo datare il lenzuolo tra il 1250 e il 1390. Questo risultato è particolarmente importante dal punto di vista scientifico. Esso rende infatti valida la data della prima documentazione storica sulla reliquia: il 1353.

Il 1997 va invece ricordato perché in quell’anno nella Cappella della Sacra Sindone scoppiò un incendio. Questo evento sulla carta disastroso non ha portato però a un danneggiamento del lenzuolo. Dal ‘93 infatti esso si trovava dietro all’altare maggiore. Qui era protetto da un cristallo antiproiettile e antisfondamento. La scelta di questa posizione si deve allo svolgimento di alcuni lavori di restaurazione nella Cappella.

Infine, il 2002 è l’anno dell’ultimo restauro della Sacra Sindone. Ne viene sostituito il telo sottostante e si eliminano alcuni interventi precedenti. Si sceglie inoltre di togliere la polvere con un’aspirapolvere e di stirare il lenzuolo per togliere le pieghe. A seguito di tutto ciò le sue dimensioni risultarono leggermente aumentate. Nacquero dunque varie polemiche, soprattutto per l’uso dell’aspirapolvere. Questo, infatti, ha rischiato di risucchiare elementi potenzialmente utili per analisi future.

Come vedere la Sacra Sindone a Torino?

Cappella_Sacra_Sindone

Cappella_Sacra_Sindone

Non è purtroppo possibile osservare direttamente la Sacra Sindone nella Cappella dove è custodita. Questo la renderebbe infatti esposta a troppi possibili pericoli. Durante il corso della storia la reliquia si è però resa protagonista di numerosissime ostensioni. Si tratta di esposizioni pubbliche durante le quali le persone possono osservare il lenzuolo. Storicamente parlando la prima ostensione risale al 1578, anno dell’arrivo della Sindone a Torino.

Negli ultimi decenni ce ne sono state molte. Quali sono le più importanti?

  • L’ostensione del 1978, per celebrare il centenario della Sindone a Torino. Per l’occasione un Congresso Internazionale di studio ha compiuto nuove osservazioni sul lenzuolo. Queste sono andate avanti per ben 120 ore.
  • L’ostensione del 2000, per festeggiare l’anno giubilare del millennio. Ricordata come l’esposizione più lunga della storia recente. È durata infatti 72 giorni.
  • L’ostensione del 2010, indetta per ritrovare fiducia nell’immagine della passione e resurrezione di C È la prima dopo il restauro del 2002.
  • L’ostensione del 2013, trasmessa in diretta televisiva in mondovisione. Le uniche persone che hanno potuto partecipare dal vivo sono state un gruppo di 300 malati e giovani.

La reliquia sbarca sui social

L’ultima ostensione della Sacra Sindone in ordine di tempo risale a Pasqua 2020. L’emergenza sanitaria internazionale ha impedito alle persone di partecipare fisicamente all’evento. Si è quindi dovuto necessariamente ricorrere a una forma di ostensione del tutto inedita. Innanzitutto, si è ricorso alla trasmissione televisiva, però già sperimentata precedentemente.

La vera innovazione è dunque un’altra! L’occasione ha visto la Sindone sbarcare per la prima volta sui social. Una piattaforma social sviluppata dalla regione Piemonte ha infatti trasmesso in mondovisione la preghiera dell’arcivescovo di Torino di fronte alla reliquia. Al termine della diretta, inoltre, si è aperto uno spazio in cui dar voce a interventi di testimoni del particolare periodo storico ancora in corso.

Il Museo della Sacra Sindone

Si è dunque visto come la Sacra Sindone sia visibile al pubblico solo tramite le ostensioni. Per chi però volesse approfondire la sua storia, c’è una soluzione! Questa soluzione prende il nome di Museo della Sacra Sindone. Fondato nel 1936, si colloca inizialmente in due stanze adiacenti alla Chiesa del Santo Sudario. Nell’88 si sposta poi nella sua sede attuale: la cripta della Chiesa. Quest’ultima si trova in Via san Domenico 28, a circa 10 minuti a piedi dalla Cappella della Sacra Sindone.

Il museo si compone di due parti. La prima è un percorso scientifico. Questo fornisce spiegazioni dettagliate su tutte le ricerche condotte sulla reliquia fino ad oggi. La seconda parte è invece storica. Visitandola si può osservare, tra le altre cose, la cassetta con cui la Sindone giunse a Torino. O ancora la teca in argento dove è stata custodita fino al ‘98. Completa l’offerta del polo museale uno spazio multimediale. Esso si compone di foto e immagini tridimensionali del lenzuolo. Infine, è possibile osservare una copia della reliquia all’interno del corpo centrale della Chiesa.

Insomma, la Sacra Sindone è una reliquia che attira l’interesse delle comunità religiose, scientifiche e laiche di tutto il mondo! La città di Torino è consapevole della sua importanza e la conserva con orgoglio. Tanto da costruire una Cappella e un museo in suo onore!

Sapevi che la Sacra Sindone è conservata a Torino? Eri a conoscenza del museo ad essa dedicato? Cosa ne pensi dell’ostensione trasmessa via social? Raccontacelo nei commenti e se ti è piaciuto l’articolo condividilo!

Articolo di Alessia Fattori

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