Mole Antonelliana: simbolo di Torino tra storia, curiosità e un codice inaspettato

Mole Antonelliana

Ti è mai capitato di guardare la Mole Antonelliana di notte? Magari passeggiando per le vie di Torino, alzando lo sguardo, riesci a cogliere una striscia rossa che si innalza verso il cielo, una scia luminosa che avvolge il suo profilo inconfondibile. E forse ti sarai chiesto: “Ma cos’è quella luce? Che significato ha?”

Ebbene, prima di parlare proprio di questo dettaglio affascinante, devi sapere che di notte, la Mole non è solo un edificio illuminato. Il suo profilo cambia completamente, trasformandosi in un’autentica icona luminosa che domina lo skyline. Non è semplicemente un monumento maestoso. No, è qualcosa di più: è una spirale di numeri che, una volta compresa, aggiunge un livello di magia e mistero a un simbolo già così potente.

E qui entriamo nel vivo del racconto, perché non stiamo parlando di un monumento qualunque! Stiamo parlando del simbolo di Torino, un’icona conosciuta e amata in tutto il mondo. Pertanto, la sua storia, i suoi segreti e il messaggio nascosto in quella luce meritano davvero un approfondimento.

 

Torino

Torino

 

Partiamo dall’inizio!

Quando è stata costruita la Mole Antonelliana?

Il punto di partenza è il 1863. Quest’anno è fondamentale. Torino è la capitale d’Italia! C’è un gran fermento. La città cresce, e, dunque, un architetto riceve un incarico. Il suo nome è Alessandro Antonelli.

Il suo compito iniziale, tuttavia, non era quello di costruire la Mole che conosciamo: doveva, infatti, erigere una sinagoga. Antonelli, però, non era un uomo da mezze misure. Cosa significa esattamente questo? Era un visionario, certo un genio. Ma soprattutto amava sognare in grande.

Il progetto divenne talmente enorme che i costi lievitarono. Ovviamente, anche i tempi si allungarono. Insomma, una vera e propria follia! Così, la comunità ebraica, che all’epoca aveva commissionato l’opera, rinunciò al progetto di Antonelli. Ma la città, o meglio il Comune, non si arrese. L’edificio, di per sé, era già spettacolare. Pertanto, renderlo magnifico sembrava cosa giusta e buona.

Grazie al Comune di Torino, l’opera fu completata nel 1889. La Mole Antonelliana a Torino divenne un simbolo. Un simbolo laico. Un inno all’unità nazionale. , di fatto, l’edificio in muratura più alto del mondo. Con i suoi 167 metri e passa. Quindi, una vera prodezza ingegneristica.

 

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In quanti sono saliti sulla Mole Antonelliana?

Salire sulla Mole è un’esperienza davvero unica. L’ascensore è un capolavoro di ingegneria. Immagina una cabina di cristallo che sale nel vuoto, dritto al centro della cupola di Torino. Descriverlo a parole sembra facile, ma l’emozione che si prova è unica! Pensa che si raggiunge la cima in meno di un minuto. Poi, si arriva al “Tempietto”, una terrazza che offre una vista mozzafiato, perfetta per chi non soffre di vertigini, ovviamente.

Da lassù, puoi ammirare tutta Torino: il fiume Po che serpeggia, le Alpi che si stagliano all’orizzonte. È uno spettacolo incredibile. E di notte, capisci davvero perché Torino è considerata una città geometrica, con le sue vie che si intersecano in modo regolare. L’illuminazione notturna, poi… è qualcosa di indescrivibile!

Ma arriviamo al dunque: in quanti hanno vissuto questa magia? Non esiste un conteggio pubblico aggiornato giorno per giorno del numero esatto di persone che sono salite sulla Mole Antonelliana dal giorno della sua apertura. Possiamo comunque farci un’idea, guardando ai numeri del Museo Nazionale del Cinema, situato proprio dentro la Mole, dato che la sua visita spesso include la salita panoramica. Questo numero conferma la Mole come una delle mete turistiche più ambite del Piemonte. È un flusso continuo di curiosi, appassionati e turisti che non vogliono perdersi l’occasione di toccare il cielo di Torino.

Per salire, devi acquistare un biglietto. Il prezzo varia in base all’età e alla formula che scegli. Un adulto paga circa 12 euro. Però, ci sono riduzioni per i bambini e per gli studenti. Pertanto, controlla sempre il sito ufficiale per i prezzi aggiornati. Ti consiglio di prenotare online; così eviterai lunghe attese, specialmente nei periodi di punta. È un’esperienza che vale ogni centesimo, e i numeri lo dimostrano!

 

Museo del cinema

Museo del cinema

 

Cosa c’è dentro la Mole Antonelliana?

Ebbene, la Mole Torino museo cinema è una meraviglia. Al suo interno c’è il Museo Nazionale del Cinema. Questo non è uno dei tanti musei; è uno dei più importanti al mondo. Certo, non è un museo qualsiasi. È un viaggio sensoriale che ti avvolge completamente. Si snoda lungo una rampa elicoidale. La scenografia è spettacolare e l’ha curata un grande artista, François Confino.

Al centro del museo c’è il “Tempio”. Qui il cinema prende vita in un modo unico. Ci sono comode poltrone rosse dove puoi rilassarti. Puoi guardare il cinema su schermi giganti, essendo circondato da immagini e suoni. Inoltre, il museo espone reperti storici, come macchinari d’epoca e oggetti di scena. Insomma, è un paradiso per gli amanti del cinema.

Qual è l’altezza della Mole Antonelliana?

Se sei in cerca di curiosità, la Mole ne ha tante da raccontare. Innanzitutto, è altissima! Misura ben 167,5 metri per l’esattezza. Questo la rende l’edificio in muratura più alto del mondo, un vero record. Inizialmente, la sua altezza era leggermente inferiore, 167,35 metri. Ma un ciclone la colpì nel 1904, facendo crollare la sua guglia. Fu poi ricostruita e resa ancora più alta, un simbolo della tenacia torinese.

C’è anche un’altra curiosità, una vera e propria leggenda metropolitana che si racconta tra gli studenti universitari. Si dice che non si debba mai guardare la Mole dalla sua base prima di un esame, altrimenti si rischia di non laurearsi! È una delle tante tradizioni che rendono la Mole di Torino un luogo pieno di storie, di leggende e di numeri da record. Se ti trovi a Torino, ti consiglio anche il Salone del Libro, un evento imperdibile che ogni anno anima la città.

Perché sulla Mole Antonelliana c’è il Codice di Fibonacci?

Ora, arriviamo al mistero. Forse ti chiedi: perché sulla Mole Antonelliana di Torino ha lasciato la sua firma proprio Fibonacci? In realtà, non è stato l’architetto Antonelli il responsabile di questo “codice”. È una storia più recente e anche più affascinante.

L’opera che vedi illuminare la Mole di notte si chiama “Il Volo dei Numeri”. L’ha creata un grande artista, Mario Merz, una figura chiave dell’Arte Povera. Per Merz, la matematica era un modo per comprendere l’arte e la natura. Era affascinato dalla successione di Fibonacci: 1, 1, 2, 3, 5, 8… e così via. È una serie che cresce in modo armonico. D’altronde, questa armonia la ritroviamo ovunque in natura: nelle spirali delle conchiglie, nei petali dei fiori, nelle ramificazioni degli alberi.

Merz ha utilizzato il neon per dare vita a questi numeri. Ha creato una spirale luminosa e l’ha posizionata sulla Mole. Questa installazione è un vero e proprio dialogo tra il vecchio e il nuovo. Unisce l’architettura imponente alla natura, e la scienza all’arte. Non è un codice segreto, ma un messaggio universale, pieno di energia e facile da capire.

A proposito, se ti piacciono i posti interessanti, il Museo Egizio di Torino è un’altra meta incredibile che ti farà fare un salto nel passato.

 

Codice di Fibonacci

Codice di Fibonacci

 

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Articolo di Karen Corato

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