

Casa di Cristoforo Colombo
La casa di Cristoforo Colombo fu acquistata nel 1887 dal Comune di Genova, quale simbolo e prova tangibile dell’origine genovese del grande navigatore. L’acquisto avvenne successivamente all’esproprio nel 1863 della famiglia Oneto, gli ultimi proprietari dell’abitazione. La costruzione che ospitò la famiglia Colombo ad oggi è impiegata quale polo museale storico e viene custodita, curata e gestita dall’Associazione Culturale “Porta Soprana”.
La famiglia Colombo
Prima di parlare della casa di Cristoforo Colombo, conosciamo meglio la famiglia del celebre marinaio. Il padre del magnifico navigatore genovese, Domenico Colombo, grazie a suo padre Giovanni, iniziò a conoscere il mestiere di lanaiolo già all’età di undici anni, arte a cui dedicò gran parte della sua vita.
Il capofamiglia fu anche attivista politico, per questo la vita della famiglia Colombo fu influenzata e coinvolta nei cambiamenti politici del tempo. In uno dei periodi più floridi, egli fu nominato custode della Porta dell’Olivella: acquistò quindi una casa nel quartiere Portoria e si procurò un terreno di proprietà dei monaci dell’abbazia di Santo Stefano. Fu qui che, in un giorno tra il 26 agosto e il 31 ottobre del 1451, nacque il grande marinaio e scopritore, Cristoforo Colombo.
Il trasferimento della famiglia di Colombo
In un momento di poca fortuna, quando il partito cominciò a perdere terreno, la famiglia Colombo si trasferì verso il centro della città. Quando Cristoforo compì quattro anni si trasferirono in una casa collocata in Vico Dritto Ponticello. Era una stradina, in genovese “carruggio”, che si estendeva in salita, dalla piazza omonima fino ad arrivare alla Porta Soprana. Da qui si continuava, oltrepassando il Rio Torbido, a oggi incanalato e coperto. Era una via stretta, rigogliosa di abitazioni e di mercanteggi, tra cui la bottega dei Colombo, sita al primo piano della loro dimora. Ad oggi del vicolo unica traccia rimasta è una targa commemorativa.
Vissero nel vicolo genovese probabilmente fino al 1470. Nel periodo della permanenza, la famiglia venne colpita da problemi economici, perciò, dovette far fronte a tale scarsità finanziaria. Il padre di Colombo intraprese anche la carriera di negoziante e commerciava in generi alimentari e nel mercato dei vini. Ma il destino volle che i debiti invece si accumularono. Per tale motivo i terreni vennero venduti e infine la famiglia Colombo dovette abbandonare la loro modesta dimora. Il trasferimento avvenne nello stesso periodo in cui Cristoforo Colombo stava intraprendendo la via che lo portò a essere uno dei principali navigatori della storia.
L’evoluzione della casa di Cristoforo Colombo
Nel 1155 Genova fu racchiusa in un complesso murario, proteggendosi così da potenziali attacchi da parte di Federico I. A levante fu costruita la Porta Soprana, conosciuta anche come Porta di Sant’Andrea, avvolta da due alte Torri. Il monumentale ingresso dominava dall’alto del colle di Sant’Andrea, protettrice della preziosa Superba, che accoglieva senza remore chi portava pace, e scacciava con determinazione chi cercava guerra.
La casa di Cristoforo Colombo, all’epoca dell’acquisto, riposava nel luogo in cui si ergeva l’antica cinta muraria genovese, nelle strette vicinanze della Porta di Sant’Andrea. Era proprietà del convento, e la famiglia la ricevette in dono tramite contratto di locazione nel 1455. Gli storici genovesi, fra questi Marcello Staglieno, rinvennero il documento. La testimonianza è conservata nell’Archivio del Vaticano.
La costruzione era immersa in un ambiente che stava vivendo un’intensa trasformazione edilizia: nell’era rinascimentale infatti ci fu una totale revisione del tessuto urbano. La via si aprì, andando incontro alle esigenze dell’epoca, ovvero la necessità di accoglienza di nuovi abitanti.
Qualcosa in più sull’edificio
Esattamente come allora, anche ai nostri giorni l’edificio si sviluppa su due piani. Un tempo il piano terra fungeva da bottega per il padre di Colombo, funzionale, pratico e modesto, come il resto della costruzione. Ma nel trascorrere del tempo la casa subì delle trasformazioni, sia nell’assetto, sia nel contesto.
Nel 1684 un bombardamento realizzato dalla flotta navale francese, su volere del Re Luigi XIV, colpì l’allora repubblica marinara di Genova, demolendo gran parte dell’odierno centro genovese, tra cui la casa di Cristoforo Colombo. Nel Settecento la ricostruzione dell’edificio portò all’aggiunta di altri tre piani oltre ai due già esistenti prima della distruzione.
I lavori effettuati in ambito del riassetto urbanistico nel 1900 portarono alla costruzione del Palazzo della Banca d’Italia e all’edificazione della via XX Settembre. Queste nuove costruzioni furono però causa della necessità dello smantellamento delle case circostanti, su cui facciate laterali poggiavano le travi portanti che reggevano i piani superiori della casa di Colombo. Questi ultimi furono infatti eliminati, riportano l’assetto della casa alle sue origini, di soli due piani.
Una visita nella storia genovese
La casa di Cristoforo Colombo è facilmente raggiungibile, sia con i mezzi pubblici sia a piedi. Si trova infatti nel cuore di Genova, a meno di trecento metri dalla centralissima Piazza Raffaele De Ferrari. Il contesto in cui è situata la casa di Cristoforo Colombo è colmo di storia genovese, della sua trasformazione nel corso del tempo. Oltre alla Porta Soprana e le sue torri, sorge il chiostro del XII secolo della chiesa di Sant’Andrea. La demolizione della chiesa avvenne nel 1904, nel periodo in cui ci fu il livellamento del colle di Sant’Andrea, per poter costruire ed ampliare le strade.
La targa esposta sulla facciata principale della casa cita, in latino: “Nessuna casa è più degna di considerazione di questa in cui Cristoforo Colombo trascorse tra le mura paterne, la prima gioventù”. La casa è modesta, di piccole dimensioni, povera. La sua visita ha una durata molto breve e non dona meravigliose volte ed archi agli occhi di chi la osserva. Ma regala molto di più. Le mura di quell’abitazione sono intrise di storia, di significati, di valori e di insegnamenti.
La casa di Cristoforo Colombo ricorda ad ogni visitatore che dal miserabile può scaturire la magnificenza. Le origini, gli inizi, possono rappresentare condizioni povere, vite ordinarie. Ma gli esordi non sono destinati a perdurare, il nostro avvenire può essere meravigliosamente unico e spettacolare. La dimora di Colombo è un luogo iconico, un ricordo reso pietra. Concretizza in essa la fierezza, la gratitudine, l’orgoglio verso quell’ordinariamente straordinario uomo, Cristoforo Colombo.
Hai mai avuto l’occasione di visitare la casa di Cristoforo Colombo? O hai in programma di visitarla? Scrivici nei commenti!
Articolo di Silvia Curletto
