Il ruolo del testimonial: dinamica ed essenziale figura

Testimonial

Testimonial

Testimonial

L’erba del vicino è sempre più verde e se questo è possibile bisogna ringraziare i testimonial. Loro ne sanno qualcosa su come mettere in risalto qualunque cosa abbiano fra le mani. Quando si tratta di vendere un prodotto, la sua pubblicità è essenziale.
Promuovere un’attività nella giusta maniera è una delle basi per avere successo sul mercato.
Il testimonial diventa l’elemento chiave della promozione.  Nella vita di tutti i giorni sono centinaia gli esempi: quante volte capita di vedere un modello che indossa un capo di una casa di moda esaltandone le caratteristiche?

Ecco, il testimonial è quella figura che fa apparire quel cappotto ancora più bello e ci spinge ad acquistarlo.
C’è però tutta una precisa scelta d’immagine racchiusa nel ruolo del testimonial. Spesso è grazie alla sua presenza che prediligiamo un brand ad un altro.

L’importanza del testimonial: da cliente occasionale …

Prima di scoprire il testimonial in sé per sé, bisogna comprendere appieno le sue potenzialità. Utilizzare un testimonial per un prodotto vuol dire aumentare esponenzialmente la propria clientela.
Per aumentare il proprio range di clienti bisogna avere clienti soddisfatti.

Il “testimoniare”, detto anche endorsement,  la qualità di un servizio implica diversi benefici: porta alla fidelizzazione del brand da parte di chi già ne usufruisce e ne aumenta la visibilità.
Tramite la prima, il cliente è più propenso ad affezionarsi a quel prodotto, arrivando man man ad avere piena fiducia nel marchio stesso, non solo nel singolo articolo. Accrescendo la seconda, il prodotto si espone a un pubblico maggiore. Raggiungendo più pubblico, raggiunge nuove fasce di probabili clienti: più grande è la visibilità, più grande sarà l’arrivo di nuovi clienti.

…a cliente soddisfatto!

Ma ciò è solo il primo passo: occorre un afflusso costante e dettagliato di testimonianze.
Già nell’Ottocento si era compreso  questo bisogno. Un medico londinese, tale R.V Pierce, fu uno dei primi ad inserire, in un libretto promozionale sulle sue medicine, diverse testimonianze dei suoi clienti i quali elogiavano le virtù cliniche dei suoi prodotti. I clienti quindi, soddisfatti dell’acquisto, erano inclini a parlarne fluentemente e consigliarlo ad altri.

Ho deliberatamente scelto questo esempio per allacciarmi ad altri due punti.
In primis, le testimonianze notoriamente più funzionali sono quelle trasmesse proprio dai clienti soddisfatti. In secundis, un’azienda dovrebbe pubblicare solo testimonianze reali e veritiere.
Affidarsi a feedback falsi comporta diversi rischi. Oltre che essere una pratica scorretta, è fortemente sconsigliata specialmente per chiunque tenga all’immagine della propria impresa.
Se anche dovessero funzionare, tali espedienti verrebbero poi smascherati, prima o poi.  È questo il caso di svariati siti truffaldini che riportano dichiarazioni inventate di personaggi inesistenti. Purtroppo il fenomeno colpisce anche le landing page, generalmente ritenute più affidabili.

Nel suo concreto, infine, una testimonianza è tale quando un cliente si muove per parlare bene di merce che ha acquistato e gli ha risolto un problema. Il cliente che ha conferito l’opinione favorevole prende il nome di testimonial.

Chi è e cosa fa il testimonial: semplice endorser?

Nell’introduzione ho dato una smussata all’argomento, delucidando in parte questo personaggio. Ma chi è realmente il testimonial? In sintesi egli, previo un particolare contratto pubblicizza un prodotto rendendosi disponibile ad essere ripreso o fotografato mentre lo utilizza.
Non è necessario che sia una persona famosa, un buon testimonial si sceglie in base a quanto riesce a mettere in risalto le qualità del servizio offerto al cliente. Una celebrità o una persona comune “garantiscono” in merito all’oggetto reclamizzato, che sia un capo d’abbigliamento, un dentifricio, uno strumento musicale. Il testimonial è un elemento decisivo per il successo di un’attività. Il suo ruolo non si limita al mero apparire. Spesso la sua figura serve come slancio per il brand che lo ha impegnato o anche come modo per abbattere la morsa dei competitors. A seconda del settore in cui è posto, ha diverso valore.

Di norma il testimonial mira a far guadagnare credibilità e autorevolezza all’azienda che ne richiede i servigi. Il suo obiettivo finale è rassicurare i potenziali clienti.
Solitamente sono i clienti indecisi coloro che vanno ad identificarsi con il testimonial, spesso scelto proprio per attrarre quest’ultima categoria, per poi convincerla all’acquisto..

Il celebrity endorsement

Accade sovente, nel mondo della pubblicità, che il testimonial sia appositamente ingaggiato.
Diversi brand si muovono in questo senso, sponsorizzando i loro prodotti tramite radio e televisione.
Affidarsi ad una celebrità rappresenta, agli occhi dei clienti, una sorta di di garanzia. Questa strategia è definita celebrity endorsement.
Grazie alla sua immagine, il divo promuove la marca e spinge chi è in target a imitare il suo modo di fare.
Lo svantaggio di usare una specifica celebrità è però quello di ampliare la clientela solo “al primo impatto”.
Può sembrare una cosa positiva, ma i miglioramenti iniziali diverranno leggermente costanti per poi man mano declinare se non si è attenti all’immagine. Ignorare e non rinnovare l’immagine non porta ad una crescita continua nel lungo periodo.

L’influencer

Vi sono poi i testimonial online, i cosiddetti influencer .
Il meccanismo è sempre lo stesso: dare credibilità e affidabilità al brand promosso.
La differenza stavolta, è il mezzo di comunicazione. La loro versatilità si esprime specialmente, ma non solo, nel web marketing.
 Affidarsi con le dovute accortezze al web dà possibilità, rispetto al testimonial tradizionale, di avere un costante miglioramento dell’attività col passare del tempo.
L’influencer può conquistare la fiducia del pubblico grazie alla sua interazione praticamente istantanea.
Il potenziale cliente può arrivare a ritenere estremamente utile la sua opinione.
L’influencer ha la facoltà di arricchire e guidare il cliente in una scelta più complessa.
A differenza del classico testimonial, conta meno sulla fama e molto più sulla credibilità.
Il contatto più diretto con i clienti però è un’arma a doppio taglio: si può comunicare ed esporre subito il prodotto, fugare dubbi ed esigenze, ma la minima disattenzione sarà subito notata e comporterà pesanti conseguenze.

Come diventare testimonial di un brand

Prima di tutto bisogna circondarsi delle giuste conoscenze ed intraprendere i primi contatti. Poi è importante fare le prime esperienze e farsi notare con collaborazioni molto piccole. Esse serviranno a fornire un primo curriculum. Collaborando il più possibile, si saranno accumulate un certo numero di esperienze nel CV. Dividerlo e catalogarlo in base al tipo di esperienze avute, allegando foto delle campagne promosse in base al prodotto e al target di riferimento, è molto utile per formare un abbozzo di book personale. Questo col tempo andrà ad ampliarsi e migliorarsi nell’esposizione. Dovrà parlare da sé.

Lavorare nel mondo della pubblicità vuol dire anche curare molto il proprio look. Il book personale serve anche a mettere in risalto le proprie caratteristiche estetiche, insieme alla propria espressività.
Il book diventerà un nuovo compagno: è raccomandato averlo sempre con sé di modo che possa esser presentato a chi lo richieda. Realizzare un book è lavoro del fotografo professionista, occorre affidarsi a un esperto competente che sia anche in grado di offrire dei contatti con altre agenzie pubblicitarie.

Bisogna poi proporre il book a tutte le agenzie di intermediazione che lavorano nel campo che vi interessa. Puntare sulle proprie caratteristiche migliori, specialmente quelle che possono interessare anche ad un’azienda che sta a sua volta pubblicizzando un prodotto, è consigliato per avere successo.
Realizzare una pubblicità sempre onesta e convincente è anche un buon metodo per farsi notare dalle migliori aziende. Dare sempre il meglio di sé in una campagna che non sia né fasulla né disonesta è un’ottima strategia per ottenere la stima del pubblico, oltre che un incentivo sulla propria immagine per le  successive collaborazioni. Infine, mantenere un buon rapporto professionale con un committente serio e qualificato nel campo porterà i suoi frutti. Dire che è un ottimo investimento per il futuro è il minimo.

E tu cosa ne pensi? C’è qualche testimonial di cui hai piena stima? Commenta lasciando un tuo pensiero e condividi l’articolo se ti è piaciuto!

Articolo di Gianguido Tridente

Iscriviti per ricevere news

Entra nella nostra chat telegram

Condividi questo post