

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo al mondo interamente dedicato alla civiltà egizia. Oggi a livello di qualità della proposta espositiva è secondo solo a quello de Il Cairo. Esso si trova, insieme all’Accademia delle scienze, in un palazzo chiamato “Collegio dei nobili”. Inizialmente pensato come un museo di antiquariato, ha subito nel tempo varie trasformazioni. Innanzitutto, è diventato un museo archeologico. Poi, nel 2015, ha visto la sua superficie espositiva ampliarsi notevolmente. Tutto ciò su iniziativa dall’attuale direttore Christian Greco, che occupa la posizione dal 2014. Grazie a queste operazioni di espansione e modernizzazione il Museo Egizio di Torino è oggi uno dei più visitati in Italia!
La storia del Museo Egizio di Torino
Alla base del Museo Egizio di Torino c’è la collezione di reperti dell’esploratore Bernardino Drovetti. Nel 1824 l’allora re di Sardegna acquista tale collezione e decide di collocarla nel palazzo “Collegio dei Nobili”. Si decide così che proprio a partire da questo nucleo sarebbe ufficialmente nato un polo museale. Iniziano quindi i lavori per adattare l’edificio alla sua futura funzione. Questi vengono completati nel 1832, quando il Museo Egizio di Torino apre finalmente le sue porte al pubblico.
Grazie a una serie di scavi nei primi 20 anni del ‘900, il Museo incrementa poi la sua collezione. Gli scavi in questione, condotti dagli egittologi Ernesto Schiapparelli e Giulio Farina, portano a Torino circa 30.000 reperti. Negli anni ‘30 la Repubblica Araba Unita sceglie di donare al museo uno dei suoi attuali fiori all’occhiello: il tempio di Ellesija. La struttura monumentale viene quindi divisa in 66 blocchi per essere trasportata dall’Egitto all’Italia. Data la natura mastodontica del reperto, la sua ricostruzione integrale all’interno del museo finisce solo nel 1970. Attualmente il museo può vantarsi di ospitare circa 40.000 reperti. Questi sono dislocati in uno spazio di 12.000 mq, diviso su 4 piani.
Cosa possiamo trovare all’interno del museo?
I reperti presenti oggi all’interno del Museo Egizio di Torino coprono il periodo che va dal paleolitico all’epoca copta. L’offerta è talmente vasta che il tempo medio di visita del museo è di 2 ore. Fare un elenco completo della proposta espositiva sarebbe quindi impossibile. Alcune antichità sono però universalmente riconosciute come le più rappresentative del polo.
Ecco quali sono:
- le statue di Sekhmet, dea della guerra, delle epidemie e delle guarigioni. Si tratta di 21 sculture, esposte in un’unica sala. In tutte le statue la dea si presenta come tradizione vuole, ossia come una donna con testa di leonessa. Il suo capo è sempre sormontato da un disco solare, in quanto ella era collegata anche al culto del Sole. Leggenda narra che proprio da questo disco solare, Sekhmet riuscisse a sprigionare fiamme contro i suoi nemici.
- L’interno della tomba di Kha e Merit. Parliamo di una tomba di un architetto e sua moglie, scoperta nel 1906 da Schiapparelli. La grandiosità di questa scoperta sta nel fatto che al momento del suo ritrovo la tomba era ancora intatta. Inoltre al suo interno sono state rinvenute non solo le mummie dei defunti, ma anche l’intero corredo funerario della coppia. Il Museo Egizio di Torino conserva oggi proprio le mummie e il corredo. I reperti risultano interessanti perché permettono di approfondire la nostra conoscenza sulle tecniche di imbalsamazione, sulla cosmesi, sull’abbigliamento e tanto altro.
Il tempio di Ellesija e il Papiro dei Re
Il Museo Egizio di Torino ospita altre due antichità di fondamentale importanza:
- Il tempio rupestre di Ellesija, ricostruito integralmente. Si tratta di un tempio scavato nel 1430 a.C., su ordine del faraone Thutmose III. Esso si compone di una facciata abbellita da tre steli e alcune iscrizioni votive. All’interno troviamo una decorazione fatta di rilievi che mettono in scena il faraone circondato da molte divinità. La sua vera particolarità è però il soffitto a botte, che si amalgama perfettamente con le pareti. Questo tipo di soffitto non era mai stato ritrovato prima in un tempio rupestre.
- Il Papiro dei Re, conosciuto anche come Papiro di Torino. Si tratta di un documento risalente alla diciannovesima dinastia egizia, redatto in ieratico. Esso riporta l’elenco completo dei sovrani egiziani che si sono succeduti dall’unificazione dell’Alto e Basso Egitto fino al momento della sua compilazione.
Come organizzare una visita al Museo Egizio di Torino?
Il Museo Egizio di Torino si trova in Via Accademia delle Scienze 6, nel pieno centro storico del capoluogo piemontese. È dunque facilmente raggiungibile a piedi da due delle principali piazze della città: Piazza Castello e Piazza San Carlo. Nel caso invece vi trovaste lontano dalla zona centrale ci sono molti mezzi di trasporto a vostra disposizione. Sono infatti numerosissime le linee di tram e autobus con fermate vicine al polo museale. Nello specifico consigliamo di scendere, quando possibile, alla fermata Bertola, dalla quale basta poi fare un breve tragitto a piedi.
Una volta arrivati al museo è possibile acquistare i biglietti in loco. Ricordiamo però che il sito ufficiale della struttura consente anche di prenotarli online in modo preventivo. Il Museo Egizio di Torino garantisce inoltre imperdibili offerte in occasione di alcune giornate speciali. Ad esempio, mette a disposizione una visita gratis nel giorno del proprio compleanno. O ancora nella giornata di San Valentino offre un 2×1 per tutti coloro che si presentano in coppia in biglietteria.
La svolta virtuale
Nell’ultimo anno, a causa dell’emergenza sanitaria, il Museo Egizio di Torino ha deciso di reinventarsi e offrire nuove inedite possibilità ai suoi visitatori. Ha inaugurato infatti varie iniziative virtuali che consentono di scoprire la sua straordinaria offerta anche nei periodi di chiusura. Ma i progetti sono utilissimi anche per tutti coloro che non possono compiere la visita di persona!
La prima di queste nuove iniziative è “Le Passeggiate del Direttore”. Si tratta di visite virtuali nelle sale museo, con l’accompagnamento del direttor Greco in persona. Le visite in questione sono divise in episodi. Questi vengono pubblicati in giornate prestabilite sul canale YouTube ufficiale del polo museale. Ma non temete, i video rimarranno visibili anche qualora il progetto dovesse terminare! Sempre sul canale YouTube possiamo poi trovare la rubrica “Istantanee dalla collezione”. Essa consiste in alcuni curatori che raccontano gli oggetti più curiosi dell’offerta espositiva.
Altri progetti online del Museo Egizio di Torino
Il Museo Egizio di Torino non si è risparmiato e ha attivato altri importanti progetti online. Chi volesse approfondire i singoli reperti ha infatti a sua disposizione il “Database della collezione”, che contiene circa 3300 antichità. Ma non è finita qui! È disponibile anche la “Collezione Papiri”. Si tratta di un database in continuo aggiornamento dove è possibile approfondire il contenuto dei papiri e vederli tramite immagini ad alta risoluzione.
Abbiamo infine, nuovamente su YouTube, anche delle iniziative per i più piccoli. Tra queste c’è “L’antico Egitto fai da te”: video tutorial e mini-laboratori per costruire manufatti come facevano gli antichi egizi. O anche “La Stelevisione”, che dà a piccoli giornalisti in erba l’opportunità di intervistare gli egittologi del museo.
È innegabile, dal vivo o virtualmente il Museo Egizio di Torino offre un’esperienza unica nel suo genere. Se sei un appassionato di storia e hai voglia di approfondire le tue conoscenze, il museo torinese è il luogo perfetto per te! Ma il Museo Egizio è l’ideale anche per chi vuole semplicemente sbalordirsi di fronte alle meraviglie che la civiltà egizia ci ha lasciato.
Hai già visitato il Museo Egizio di Torino? O hai in programma di farlo a breve? Oppure hai usufruito dei nuovi servizi virtuali del museo? Raccontaci qui sotto la tua esperienza e se ti è piaciuto l’articolo condividilo!
Articolo di Alessia Fattori
