Il Canavese un luogo di luoghi tutto da scoprire - Oj Eventi

Il Canavese un luogo di luoghi tutto da scoprire

il canavese

Il Canavese un luogo di luoghi tutto da scoprire

il canavese

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Il Canavese si trova in Piemonte e se amate immergervi nella natura questo territorio fa proprio al caso vostro! Ma è anche una zona patrimonio di storia e cultura, caratteristiche principali della nostra amata Italia! Siete pronti ad intraprendere questo bellissimo viaggio alla scoperta di luoghi splendidi?

 

Le origini del nome

Probabilmente il nome Canavese deriva da una parola presente, se non identica, molto simile, sia nella lingua celtica dei Salassi, sia nel latino dei Romani, popoli che hanno entrambi abitato queste terre. La parola in questione è Canaba il cui significato si può ricondurre a “luogo in cui si raccoglie la produzione agricola”.

Canaba, presumibilmente, si trovava dove oggi c’è Cuorgnè o al massimo nella zona di Castellamonte perché il fiume Orco qui era facile da attraversare e costituiva un nodo, soprattutto commerciale, importante.

Si pensa che la fine di Canaba possa essere dovuto a due eventi anche se non è certo quale dei due ne sia la vera causa:

  • la piena del 1030;
  • l’edificazione del ponte nella zona dell’attuale Cuorgnè del 1054.

Successivamente alcuni nobili stranieri si impossessarono del luogo facendosi chiamare conti de Canavise. Nel 1110 vennero riconosciuti anche dall’imperatore Enrico V come comites de Canavisio.

 

Il canavese

Il Canavese non ha confini ben definiti ma occupa un territorio molto vasto del Piemonte. Infatti, la zona comprende la Serra di Ivrea, caratterizzata dall’Anfiteatro morenico, il Po, la Stura di Lanzo, le Alpi Graie, il Biellese e il Vercellese.

Il territorio è attraversato da cinque fiumi importanti:

  • Dora Baltea;
  • Chiusella;
  • Orco;
  • Soana;
  • Malone;

ed è sovrastato dall’anfiteatro morenico di Ivrea e dal massiccio del Gran Paradiso.

Nella zona si trovano molti laghi glaciali. Tra i più conosciuti ci sono quello di Viverone e quello di Candia.

Il Canavese è diviso in:

  • canavese alto che comprende i territori di Cuorgnè, Rivarolo Canavese, Castellamonte e le Valli Orco, Soana e Malone;
  • Eporediese che racchiude la zona di Ivrea;
  • canavese basso che include San Giusto Canavese, Caluso, Volpiano e Chivasso

L’anfiteatro morenico di Ivrea

Ivrea non è conosciuta solo per il carnevale, ma anche per il bellissimo anfiteatro morenico.

L’anfiteatro morenico di Ivrea è stato creato dal ghiacciaio della Dora Baltea nel corso di una decina di glaciazioni durante il Pleistocene.

Questo anfiteatro è il terzo per grandezza dopo quelli del Garda e del Verbano e ha un’estensione di 530 chilometri quadrati.

L’anfiteatro morenico di Ivrea è un patrimonio che va salvaguardato. Al suo interno troviamo dei siti importanti quali la stessa città di Ivrea, il castello Ducale di Agliè, il lago di Candia e il lago di Viverone ma in realtà è tutto da vedere!

Proprio perché non c’è niente di imperdibile ci sono diversi itinerari da poter fare. Uno è quello della via Alta dell’anfiteatro morenico di Ivrea che prevede percorsi da fare a piedi, a cavallo e in mountainbike per l’intero arco collinare.

Immergersi nella natura canavesana

Il Canavese comprende una zona molto ampia del Piemonte ed è caratterizzata da spazi naturali di grande bellezza. Se siete in visita da queste parti non dovete assolutamente perdervi:

Il parco viene istituito il 3 dicembre 1922 con l’obiettivo di preservare la fauna, la flora, le formazioni geologiche e i paesaggi del massiccio del Gran Paradiso.

Nel 1955 è stato inaugurato il giardino botanico Parodisia a Valnontey, vicino Cogne. Il giardino si trova a 1700 metri di altezza.

L’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso, nato nel 1947, nel 1972 fa un gemellaggio con l’Ente francese della Vanoise.

Dal 1980 l’Ente lavora per incrementare e proteggere tutte le specie a rischio che dominano questi monti come gli stambecchi, i lupi, etc.

  • La Riserva naturale del Sacro Monte di Belmonte è patrimonio dell’UNESCO. In cima potrete ammirare un Santuario dell’XI secolo dedicato alla Madonna.

Sul Sacro Monte sono presenti tredici cappelle, completamente immerse nella natura, in un ambiente caratterizzato da querce e castagni secolari.

Com’è diventato sacro? Il frate francescano Michelangelo da Montigio tornato da un pellegrinaggio in Terra Santa decise di costruire un percorso per raccontare la Passione e la Morte di Cristo attraverso statue a grandezza naturale e dipinti.

  • Il lago di Viverone è il terzo più grande del Piemonte. Si tratta di un lago glaciale e si trova all’interno della morena di Ivrea.

Il lago, patrimonio dell’UNESCO dal 2011 mantiene ancora in parte il suo originario stato selvaggio tanto che c’è una parte raggiungibile solo a piedi o in barca in cui si riesce a praticare il birdwatching.

Ovviamente essendo un lago molto turistico è facilmente raggiungibile in auto ma è importante sottolineare come in parte mantenga ancora la sua vera natura.

 

In quali altri posti si può andare?

Se siete in gita nel Canavese o volete passare una domenica o un week-end diversi dal solito ci sono tanti altri posti in cui poter recarsi! Sotto vi faccio qualche esempio:

  • Il Parco del Po torinese: si trova tra Casalgrasso e Crescentino e fa parte del Sistema delle aree protette della fascia fluviale del Po. Il parco è patrimonio DELL’UNESCO dal 2016.
  • Il Parco naturale del Lago di Candia circondato dalle colline moreniche là dove si trovano Candia Canavese, Vische e Mazzé.
  • La Riserva naturale dei Monti Pelati si trova all’interno dei comuni di Baldissero Canavese, Vidracco e Castellamonte. I Monti Pelati sono un’oasi xerotermica. Essi, infatti, sono caratterizzati da roccia e assenza di vegetazione. La loro struttura prevede la presenza di peridotite, una roccia magmatica molto difficile da trovare in superficie, nel sottosuolo.
  • La Riserva naturale della Vauda si trova in un’area pianeggiante. Il paesaggio di campagna è un luogo adatto alle gite domenicali. L’area si trova vicino al fiume Malone caratterizzato dalla presenza di stagni e laghetti.

Patrimonio storico del canavese

Il Canavese però non è solo un territorio pieno di vegetazione in cui è possibile immergersi completamente nella natura ammirandone la fauna e la flora che lo caratterizzano ma è anche ricco di arte e storia due elementi che non vanno mai lasciati perdere. Proprio per questo oltre a luoghi quasi completamente naturali si possono visitare tanti altri posti.

Il Castello Ducale di Agliè si trova anch’esso nei territori canavesani. Ha origini secolari, infatti, il nucleo originario risale probabilmente al XII secolo. Nel 1763 il Castello entrò a far parte dei possedimenti Sabaudi. La costruzione subì una totale riqualificazione anche del borgo. Il castello è un grande esempio di architettura e gli artisti coinvolti nei lavori di restauro – anche degli spazi esterni, quali giardino e parco – sono tutti italiani. Da piccolo forte passò ad essere un ricco castello ma con la dominazione napoleonica venne trasformato in ospizio. Nel 1823 torna in mano Sabauda e viene nuovamente restaurato. Nel 1939 il castello diventa un possedimento dello stato e attualmente è un museo, un museo di sé stesso esempio di architettura, arte e storia.

Una bella esperienza da fare è sicuramente il MAAM, Museo all’Aperto di Architettura Moderna. Si tratta di un percorso di 2 km che prevede di vedere gli edifici tipici della cultura olivettiana. Lungo il percorso, che si può svolgere in autonomia, ci sono delle stazioni informative che ne raccontano la storia e gli ideali.

Il Museo Archeologico del Canavese si trova a Cuorgnè. È stato inaugurato nel 2004 con l’obiettivo di valorizzare e salvaguardare il patrimonio archeologico. Qui si trovano reperti che vanno dal periodo finale del Paleolitico fino al Medioevo. All’interno di questo museo vengono raccontate due storie: quella dell’uomo e quella dell’ambiente.

 

Allora siete rimasti almeno un po’ incuriositi da questi luoghi? Ora avete voglia di farci un salto per vederne le bellezze con i vostri occhi? Forza che il Canavese vi aspetta! Rimaniamo in attesa dei vostri racconti nei commenti qui sotto.

Articolo di Mara Garis

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