Giardino di Boboli a Firenze: cenni storici e cosa vedere - Oj Eventi

Giardino di Boboli a Firenze: cenni storici e cosa vedere

Giardino di Boboli

Nel bel mezzo della città di Firenze vi è un’area verde molto famosa chiamata Giardino di Boboli. Ogni anno moltissimi visitatori italiani e da tutto il mondo vanno ad ammirarne la sua bellezza e particolarità.Si tratta di un parco storico molto originale per la sua strutturazione architettonica che si unisce alla natura. Al suo interno sono presenti moltissime statue ed edifici che lo rendono del tutto unico.

Un posto ideale per gli amanti dell’arte, della natura e della storia, ma anche per passare una giornata diversa con la propria famiglia.

Quando è stato costruito il Giardino di Boboli?

Il Giardino di Boboli di Firenze ha una storia originale. Il suo appellativo, ‘Boboli’, nasce da una modifica del cognome della famiglia Borgoli, la quale al tempo acquista  moltissimi terreni nella zona di Santa Felicità in Oltarno.

I possedimenti terrieri di questa stirpe passano, nel 1418, a Luca Pitti, colui da cui si prenderà il nome del famoso Palazzo Pitti. Nel 1549, quest’ultimo edificio, così come altri terreni, vanno sotto le mani dei Medici. Questi cominciano una serie di interventi architettonici, che coinvolgono appunto anche il Giardino di Boboli.

Niccolò Tribbia è colui che si occupa di ideare la struttura del parco. Egli progetta l’anfiteatro, da cui si estende il cortile dell’Ammanati. Nel 1510, a causa della morte del Tribolo, i lavori passano a Bartolomeo Ammanati e successivamente a Bernardo Buontalenti.

Grazie a Cosimo II, nel ‘600, il giardino si modifica e ingrandisce di molto rispetto al passato. Successivamente, sotto il regno di Pietro Leopoldo di Lorena, il pubblico ha accesso al Giardino di Boboli.

Il parco assume con il passare del tempo un’importanza talmente tale da divenire Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel giugno del 2013.

Cosa c’è da vedere ai Giardini di Boboli?

Il Giardino di Boboli presenta quattro ingressi da cui i visitatori possono accedervi. L’area presenta due assi che lo compongono e che formano una struttura triangolare. Questi assi si incontrano all’altezza del Bacino di Nettuno. Da queste due parti si avvia la formazione di tutti i viali, le strade, giardinetti recintati, vedute e  le terrazzine dell’area.

Nel giardino si trovano anche le camelie, custodite a parte grazie all’intervento di alcuni giardinieri che le hanno preservate.

All’entrata della zone verde si trova una statua di un nano che va a cavallo su una tartaruga, ad opera di Valerio Cigoli. Da qui il percorso prosegue fino ad arrivare al Grotto del Buontalenti.

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Primo asse

Il primo asse del Giardino di Boboli si sviluppa dal colle di Boboli. Di questo asse fa parte l’anfiteatro. Gli scalini che ne fanno parte si aggiungono nel 1500. Esso si compone di statue di marmo e urne in terracotta. Sua caratteristica è quella di avere nella parte sud- est la famosa Fontana dell’Oceano, che un tempo si trova al suo centro.

Al centro dell’anfiteatro si trova anche un obelisco egiziano molto antico proveniente da Eliopoli. Pietro Leopoldo fa trasferire a Boboli questo obelisco nel 1970, mentre Gaspero Paoletti realizza il suo basamento, fatto di tartarughe in bronzo. Proseguendo più avanti il visitatore si trova al Bacino di Nettuno. Esso si compone da una statua che raffigura Nettuno fatta di bronzo e che sbuca da rocce decorate con tritoni e naiadi.  In questa zona si trova anche la maestosa statua dell’Abbondanza, realizzata da Pietro Tacca nel 1636. Nella parte superiore di quest’area, invece, si possono scorgere le mura difensive che si uniscono al Forte Belvedere.

Nel bel mezzo della zona verde vi è una fontana di un putto realizzato in marmo, detta delle Scimmie, poiché sulla base vi sono tre scimmie bronzee. Qui si trova anche una vasca da cui si distribuisce l’acqua per tutto il giardino, detto deposito delle trote.

In questo asse si può osservare anche il cosiddetto Giardino del Cavaliere. Ci si arriva tramite una scala con rampe curve ideata da Zanobi del Rosso nel ‘700. Su questa scalinata del Giardino di Boboli si trovano due state che rappresentano Flora e Giove.

Secondo asse

All’ingresso del secondo asse del Giardino di Boboli si trova il Prato dell’Uccellare, circondato da alberi di vario tipo, come cipressi e lecci. In un lato vi è una bellissima statua di bronzo di Igor Mitora.

Sotto questa zona verde vi è invece il Prato del Pegaso dove si può vedere la piazza della palazzina della Meridiana. Qui sono presenti varie statue, tra cui quella di Pegaso, da cui deriva appunto il nome. Nel secondo asse del Giardino di Boboli vi è anche un’area chiamata Viottolone. Ai suoi lati ci sono due gallerie piene di vegetazione.

Sull’asse perpendicolare del Viottolone si trovano le fontane delle Arpie e quelle dei Putti decorate con creature fantastiche, come animali marini.

Alla fine del Viottolone si arriva invece alla cosiddetta Vasca dell’Isola, realizzata da Alfonso e Giulio Parigi nel 1618. Intorno al suo piazzale si trovano lecci molto alti e statue di marmo e pietra. Al centro del bacino vi è la Fontana dell’Oceano, realizzata dal Giambologna. Si tratta di una struttura dove vi è la statua di Nettuno, posta sopra quelle dell’Eufrate, del Nilo e del Gange. L’acqua che scorre da queste ultime tre statue scorre fino alla Vasca dell’Elba.

Sull’asse del Viottolone vi è anche una parte chiamata Prato delle Colonne, questo perché sono presenti due colonne in granito rosso egiziano che fanno da base per antichi vasi di marmo bianco. Questo prato presenta molta vegetazione. Infatti una sua caratteristica è quella di avere dei platani divisi da nicchie con statue.

Gli edifici

Dal Giardino di Boboli, proseguendo verso Palazzo Pitti , si trova la Limonaia, edificio che un tempo era una fabbrica. Più avanti si trova invece la Palazzina d’Annalena, costruita grazie all’architetto Cacialli. Qui vi è un giardino ricco di diverse specie di piante.

Su questa strada si può scorgere anche il Palazzo della Meridiana, ad opera di Gaspare Maria Paoletti e Pasquale Poccianti.  All’interno di questo edificio ci sono degli affreschi che rappresentano la storia dei Promessi Sposi, ad opera del pittore Nicola Cianfanelli.

Cosa ne pensi dell’articolo? Ti piacerebbe ammirare l’immenso Giardino di Boboli di Firenze? Faccelo sapere nei commenti qui sotto!

Articolo di Marica Sabbatin

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