Genova, le quattro vite del Museo di Palazzo Reale - Oj Eventi

Genova, le quattro vite del Museo di Palazzo Reale

museo di palazzo reale

Genova, le quattro vite del Museo di Palazzo Reale

 

Museo di Palazzo Reale

Museo di Palazzo Reale

Il Museo di Palazzo Reale Non nacque come museo, né come palazzo reale, a dirla tutta. Fu un ambizioso progetto di casa patrizia secentesca dovuto ai rampolli della Famiglia Balbi intorno agli anni ’40 di quel secolo.

La dimora fa parte dei Palazzi dei Rolli, tutti quei palazzi nobiliari che la Repubblica di Genova inserì, a partire proprio dal ‘600, in delle speciali liste dette appunto rolli,  che obbligavano i nobili proprietari a dare temporaneo albergo al loro interno alle  personalità di riguardo che visitavano la repubblica: principi, sovrani, papi ed ambasciatori. 

Questi palazzi erano e sono ancora più di 100 in tutta la città di Genova. Quarantadue di essi sono entrati a far parte del colossale sito museale delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli, dal 2006 Patrimonio dell’UNESCO.

Tra di essi, il Museo di Palazzo Reale è sicuramente uno dei più interessanti. Tanto per la storia che gli sta dietro, quanto per le dimensioni colossali, la ricchezza e la fedeltà degli arredi e degli interni, che ne rendono la dimora secentesca in migliore stato di conservazione attualmente in città.

Ma torniamo alle origini, e alla Dinastia dei Balbi.

Una nuova dimora per nuovi nobili

I due fratelli Stefano e Giovan Battista Balbi decisero di costruire il palazzo. Erano rampolli di una casata nobiliare “di parte nuova”, ovvero di una famiglia che si arricchì nel corso del tre-quattrocento grazie a commerci e finanza.

Fu pensata come abbiamo detto come maestosa casa patrizia sullo stile delle dimore romane antiche, costituita da un corpo centrale con due brevi ali a circondare un cortile che guardava verso il mare, nell’attuale Via Balbi, dedicata proprio a Stefano.

La Casa presenta due piani nobiliari (oggi sede del museo) e tre ammezzati, ed una singola ala occidentale pensata per ospitare una lunga galleria per i quadri di Giovan Battista, tra i due fratelli il più appassionato all’arte.

Purtroppo, i quadri furono quasi tutti venduti, insieme ad altri arredi, dopo la morte di questi, nel decennio tra il 1660 e il 1670, anno in cui una seconda Dinastia entrò in scena approfittando del declino economico e politico dei Balbi.

Gli anni d’oro dei Durazzo

I Durazzo erano un’altra famiglia nobile di parte nuova, pervenuta alla ricchezza grazie al commercio della seta. Nel 1670 i due fratelli Eugenio e Gio Luca Durazzo acquistano la dimora che fu di Stefano Balbi e che per più di un secolo simboleggerà l’ascesa della loro famiglia in seno alla Repubblica, arricchendoli e arricchendosi. È infatti ai due Durazzo ed ai loro eredi che si deve quasi in toto l’aspetto principale del Museo di Palazzo Reale. Tutti i membri della dinastia contribuirono ad arricchire la nuova dimora di famiglia con preziosi velluti e broccati, quadri e pitture di ogni tipo, sculture e addirittura un teatro all’interno, ancora presente: il Teatro del Falcone.

Stucchi e marmi francesi si mischiano a broccati e velluti liguri nel prezioso susseguirsi delle stanze e delle sale ai due piani nobili. Nel corso di tutto il settecento il palazzo si riempirà nuovamente di quadri e pitture. Si stima che al suo apice la quadreria del palazzo comprendesse oltre 400 opere pittoriche, su tela ma anche su rame, legno, stucco ed altri materiali. Presenti ancora oggi, spiccano due capolavori dell’artista fiammingo Anton van Dyck, e diverse opere del Guercino e del Tintoretto.

Degna poi di menzione è la Galleria degli Specchi. Voluta dai Durazzo nell’ala ovest, a rimpiazzare la vecchia, quella per i quadri di Giovan Battista Balbi. Ispirata a quella di Versailles, è un suggestivo rincorrersi di illusioni ottiche, in mezzo alle sculture marmoree. Statue sia antiche sia barocche, il cui splendore culmina nel plasticissimo tardo Barocco del Ratto di Proserpina, di Francesco Maria Schiaffino.

Il Palazzo Reale

Nel 1815 il Regno di Sardegna annette la Repubblica di Genova che perde così la sua indipendenza. Così la dimora che fu prima dei Balbi e poi dei Durazzo venne scelta dai Savoia per farne proprio il Palazzo Reale durante la permanenza a Genova.

Essi lasciarono praticamente quasi intatti sia gli esterni che gli interni, vendettero però molti dei quadri, portandone alcuni nella loro Torino.

Fecero inoltre, per questioni di rappresentanza, cambiare alcune delle sale, dandogli nuova destinazione.

È grazie alla Regal Famiglia che oggi possiamo vedere la Sala del Trono e quella delle udienze, nonché la Grande Sala da Ballo.

La zona di maggior fascino del periodo sabaudo del Palazzo è però sicuramente la suite ricavata al primo piano nobile. Dieci stanze arredate in ricco stile ottocentesco abitate nel corso del tempo da re, principi e regine, e noto oggi come l’Appartamento del Duca. In quanto il suo ultimo e più celebre inquilino ad abitarla, anche se solo occasionalmente, fino al 1933 fu Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, nobile avventuriero giramondo noto anche come Il Duca degli Abruzzi.

Il Palazzo Reale diventa Museo

Nel 1919 il Re Vittorio Emanuele III donò il Palazzo allo Stato perché venisse trasformato in un museo. Quale migliore occasione allora, se vi trovate a Genova e non sapete da dove iniziare a visitarla, di poter toccare con mano in un colpo solo ben tre secoli della più sfarzosa vita nobiliare della Superba. Magari siete appena sbarcati al porto di Genova e avete ancora quello stato di estraneità tipico di chi si trova per la prima volta catapultato nella particolarità del capoluogo ligure. Ebbene, rifatevi gli occhi nella magnificenza dei due piani nobili della dimora di Via Balbi. Non vi dimenticherete mai più dello splendore della Superba: una magia che il Palazzo imprime in ogni visitatore da ormai quasi quattro secoli.

E Tu sei già stato nello splendido Museo di Palazzo Reale a Genova? Raccontaci la tua esperienza qui nei commenti. E non dimenticare di condividere l’articolo, mi raccomando!

Articolo di Davide Mesina

Iscriviti per ricevere news su Genova

Scopri gli eventi su Genova

Entra nella nostra chat telegram

Contattaci per assistenza