

Galleria Spada
La Galleria Spada si trova nelle stanze del meraviglioso palazzo Capodiferro di Roma. Nella città eterna l’arte abbonda per le strade, se ne trova in ogni edificio e svoltando dietro ad ogni angolo. Passeggiando per la città si incontrano scorci che respirano storia e raccontano di un passato ricchissimo. Nel palazzo rinascimentale commissionato dal cardinale Girolamo Recanati Capodiferro, un’intera galleria omaggia il Barocco. La Galleria Spada ospita una delle più belle collezioni di pittura barocca di tutta l’Italia. Al suo interno si possono ammirare capolavori di Tiziano, di Gentileschi e del Bernini. L’edificio stesso, anche senza la sua pregevole collezione, è considerato un grande tesoro artistico. Basti pensare alla sua splendida facciata, alla colonnata del Borromini o al giardino segreto.
La nascita di Palazzo Spada
Il Palazzo Capodiferro conosciuto anche come Palazzo Spada risale al 1540. L’architetto Bartolomeo Baronino e Giulio Mazzoni si occupano del progetto. Nel 1632 il cardinale Bernardino Spada ne assume la proprietà e inizia un’importante ristrutturazione. La prima modifica comporta l’aggiunta al corpo cinquecentesco di una lunga ala. Da essa nasce la “Galleria del Cardinale”, conosciuta oggi come terza sala del museo e la seconda sala. Le altre due sale, trovano la loro sistemazione diversi anni dopo, con l’intervento del Borromini. L’aggiornamento da vita alla colonnata nel 1653, che slancia la galleria con un’illusione prospettica e al giardino segreto.
La struttura del Palazzo
La facciata del Palazzo presenta decorazioni scultoree e in stucco ispirate a quelle di Palazzo Branconio dell’Aquila. Nel cortile numerose sculture sono incastonate all’interno di nicchie circondate con ghirlande di fiori e frutta. I bassorilievi con scene dal significato simbolico fra le finestre del mezzanino, la rendono la facciata più ricca del ‘500 romano. Al primo piano, le statue raffigurano personaggi illustri di Roma,come Traiano, Pompeo, Romolo, Giulio Cesare e Augusto. Le loro imprese sono narrate in otto grandi riquadri che si alternano alle finestre dell’ultimo piano. Nel cortile invece sono collocate statue di Ercole, Marte, Venere, Giunone, Nettuno, Mercurio e Plutone che omaggiano la mitologia romana. Nel palazzo è presente anche una colossale statua di Pompeo Magno. Si ritiene essere la scultura ai cui piedi cadde Giulio Cesare.
La colonnata del Borromini
La colonnata di Palazzo Spada testimonia l’interesse del cardinale, tipicamente barocco, per i giochi prospettici. La galleria che a prima vista non sembra avere nulla di particolare, in realtà è molto diversa da come appare. Osservando qualcuno che la attraversa, da un punto di vista esterno, noteremo immediatamente il trucco. Infatti, chi vi si addentra apparirà sempre più grande, invece di rimpicciolirsi. La statua posta alla fine della galleria, che sembrava enorme, assumerà le sue reali e ridotte dimensioni. La colonnata è lunga circa 8 metri, ma da la sensazione di essere lunga almeno il triplo. Borromini la costruì in base alle regole della prospettiva solida accelerata. La Prospettiva Borromini consente di creare uno spazio apparente maggiore di quello reale. Le pareti laterali, così come il soffitto e il pavimento non sono paralleli, ma convergono verso la fine della galleria. Procedendo verso la statua, il pavimento si alza mentre il soffitto si abbassa. La tecnica viene usata per la prima volta dal Bramante nel 1480, nell’abside di Santa Maria, a Milano. La Galleria è frutto dell’interesse di Bernardino Spada per la prospettiva e i giochi prospettici. Probabilmente, Spada attribuiva alla Galleria il significato dell’inganno morale e dell’illusione delle grandezze terrene.
La collezione della Galleria Spada
La Galleria Spada si trova al primo piano di Palazzo Spada, in quelli che erano gli appartamenti del cardinale Capodiferro. La maggior parte delle opere esposte nella Galleria Spada proviene dalla collezione di Bernardino Spada. La collezione nel tempo si è ampliata grazie alle aggiunte operate dal nipote, Fabrizio Spada. Nel 1636, col matrimonio tra Orazio Spada e l’ereditiera Maria Veralli, la collezione si arricchì nuovamente. Vennero aggiunte molte opere antiche e di notevole importanza storica. La collezione viene ricomposta dopo gli eventi della seconda mondiale. Questa comprende dipinti, sculture antiche, arredi e mobili d’epoca. La raffinata raccolta d’arte si presenta su file sovrapposte come una quadreria del XVII secolo. La disposizione delle opere “a tutta parete”, segue il gusto degli allestimenti seicenteschi delle collezioni barocche romane.
Le quattro sale della Galleria Spada
Il museo Spada comprende quattro sale differenti nelle quali si snoda l’esposizione e che un tempo erano abitate dal Cardinale. L’aspetto attuale della “Sala uno” risale al 1777. In quell’anno fu realizzata la decorazione del soffitto a rosette e lo stemma centrale degli Spada. L’ambiente fu rinnovato più volte nel tempo, prima come “camerino da verno”, poi come “grande camerone”. La Sala, detta anche “Stanzone dei Papi”, comprende una serie di iscrizioni sulle vite dei pontefici. La “Sala due”, aggiunta nel 1636, era adibita a piccolo studiolo. Questa stanza aveva in origine pareti rivestite in legno, con decorazioni ideate dal Bernini. La “stanza alla fiamminga” si conserva fino ai primi anni del ‘700, quando viene sostituita da una serie di dipinti. La “Sala tre” dal lungo e armonioso ambiente è concepita per dare spazio alla collezione in espansione. Progettata da Paolo Maruscelli, prende il nome di “Galleria del Cardinale”. Le decorazioni vengono rinnovate nel 1699. Il pittore Michelangelo Ricciolini trasfigura completamente l’ambiente con allegorie dei continenti, degli elementi e delle stagioni. La “Sala quattro”, nasce come terrazza negli anni 30 del seicento. Al suo interno si trovano opere della scuola caravaggesca. Consigliamo caldamente di visitare San Luigi dei Francesi per chi volesse approfondire il Caravaggio. La chiesa espone alcune delle sue opere migliori.
Le opere della Galleria Spada
Nella collezione del museo sono conservate opere iconiche realizzate da grandi interpreti del Seicento Barocco. Fra queste spiccano il busto del Laocoonte di Bernini, Davide con la testa di Golia di Gentileschi e le tre teste del Parmigianino. Fra gli artisti esposti impossibile non menzionare Pietro Testa, Niccolò Tornioli, Tiziano, Guercino e Artemisia Gentileschi. La selezione è davvero imperdibile, sia per gli amanti dell’arte che del Barocco a Roma.
Siete mai stati al Palazzo Spada? Avete mai visitato il museo? Avete provato l’inganno della colonnata nel suo meraviglioso giardino? Non aspettate oltre, concedetevi una visita alla Galleria Spada e godetevi una giornata immersi nel Barocco!
Articolo di Daniele Barbisoni
