Combai: tra i marroni e il Verdiso - Oj Eventi

Combai: tra i marroni e il Verdiso

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Combai: tra i marroni e il Verdiso

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Se vi piacciono i marroni ed il buon vino Combai fa al caso vostro! Il paese è in realtà una frazione di Miane, in cui sembra di stare all’interno di una cartolina: un paesaggio collinare ai piedi delle Prealpi trevigiane, dove i castagneti e le vigne (di cui il Verdiso è una varietà autoctona) la fanno da padrone: non è un caso che il marrone di Combai abbia ottenuto il marchio IGP ma di questo ne parleremo meglio più avanti!
Nel 1990 venne organizzata la prima edizione de “È Verdiso”, dopo che l’anno precedente era stato proposto questo vino da degustare insieme ai marroni. Come già detto il Verdiso è autoctono del trevigiano: il suo sapore è secco ed acidulo, ricorda la mela ed il retrogusto è leggermente amaro. Si accompagna a pesci d’acqua dolce e ai formaggi.
Combai si mostra nella sua vivacità in autunno ma anche nelle altre stagioni può essere un ottimo punto di partenza per passeggiate ed escursioni. Da Venezia potete arrivare a Combai in auto, oppure con il treno fino a Conegliano per poi proseguire in taxi

 

Cenni storici

Come già detto Combai è una località prettamente agricola: nel 1031 fu uno dei paesi donati dall’imperatore Corrado II al Vescovo di Belluno. Sono inoltre conservati alcuni resti di architettura Quattrocentesca
Durante la Grande Guerra fu occupato dall’esercito austroungarico: in questo periodo donne e bambini furono costretti a costruire un sentiero che sarebbe dovuto servire ai soldati per trasportare i cannoni. L’episodio è noto come la “Strada de la fan” e in alcuni tratti si può vedere il lastricato dell’epoca.
Durante la Seconda Guerra Mondiale i cittadini e le cittadine di Combai fecero parte della Resistenza.

 

Cosa vedere?

A Combai potrete visitare la Chiesa parrocchiale di Santo Stefano: pare che le prime notizie di una chiesetta a Combai risalga al 1474 per essere consacrata agli inizi del Seicento. Subì delle modifiche e ampliamenti fino ad essere riconsacrata nel 1868: il suo campanile si trova davanti l’edificio, distrutto e poi ricostruito nel secondo dopoguerra.
Da qui si può salire sul Colle Ronch e raggiungere il santuario della Madonna Addolorata: la statua della Madonna viene portata in processione la terza domenica di settembre. Il santuario è della prima metà dell’Ottocento e accanto alla chiesa ci sono il cimitero e la croce: da qui si può godere della vista su Combai.
La croce di Roch, in legno, è una delle tre di Combai, rifatta negli anni Settanta: le altre sono nella località Duèl ed a Colnof.

 

La festa dei marroni

Il protagonista della gastronomia di Combai di Miane è il marrone, la cui festa si svolge dalla metà di ottobre ai primi di novembre con il proposito di valorizzare e celebrare questo prodotto.
Il Marrone di Combai IGP è presente sia nei piatti della tradizione che in quelli più moderni, sia come farina, ma anche per esempio con il miele di castagno. Pare che già dal tredicesimo secolo queste colline fossero conosciute come un’area adatta alla coltivazione dei castagni, che nasce per una necessità pratica: sopperire alla fame.
La festa dei Marroni nacque nel 1945 quando la banda locale durante il periodo di San Martino offrendo marroni e vino. la ricorrenza proseguì anche dopo lo scioglimento della banda per raccogliere fondi per l’Asilo, la Chiesa di Santo Stefano e per la Madonna di Ronch. La festa è cresciuta di più e venne spostata ad ottobre per fini pratici, cioè la conservazione dei marroni.
A metà degli anni Novanta l’Associazione dei Produttori dei Marroni di Combai è nata e finalmente questo versatile prodotto ottenne nel 2009 il riconoscimento IGP. Questo frutto rende al meglio se consumato in modi tradizionali, quindi arrosto o lessato, ma lo si può utilizzare per preparare ottimi manicaretti come zuppe -magari in abbinamento ai funghi per delle lasagne o usato come farina per farne biscotti, torte ed anche pasta fresca, confetture e salse.

 

Passeggiate ed escursioni

Chi vuole cimentarsi in percorsi facili può intraprendere il sentiero Comby, in località Casenella: è lungo circa un chilometro e si trova all’interno di un parco tematico, che vuole anche sensibilizzare al rispetto per la natura.
Uno spettacolo di bellezza è anche la Strada del Verdis, otto chilometri attorno a dolci colline, oppure il percorso Bosco incantato, lungo due chilometri, tra i castagneti tipici del luogo e statue in legno che riprendono personaggi di miti e leggende locali; ma Combai è anche un ottimo punto di partenza per il Sentiero dei Marroni ed il Troj de la Rota.

 

Visitare i dintorni

Sarebbe un gran peccato soggiornare in un luogo così tranquillo senza avere il tempo e l’occasione di visitare i comuni vicini! A Follina potrete immaginare un’atmosfera medievale nell’Abbazia Cistercense Santa Maria; a Vittorio Veneto potrete ripercorrere la storia più recente o “perdervi” lungo il corso del Sile.
Se vi è rimasta voglia di atmosfere medievali potete fermarvi a Vidor ed alla sua Abbazia di Santa Bona, costruita nei primi anni del 1100.
Questi deliziosi paesi sono… Deliziosi in tutti i sensi! Nelle osterie e negli agriturismi troverete del buon cibo locale e ottimo vino. Abbiamo già citato il miele di castagno ma anche molti altri prodotti della marca trevigiana come l’asparago bianco, i formaggi, i funghi, i liquori (per esempio quello di prugna) e ovviamente i marroni di Combai IGP, dall’alto apporto calorico e ricche di vitamine e fibre

 

Allora: che ne dite di un fine settimana di relax, buon cibo e bellezze naturali? Vi siete fatti cogliere dalle atmosfere naturali di Combai? Se questo articolo vi ha incuriosito di certo non potete non visitare Miane e le località vicine!

Articolo di Samantha Musolino

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