Cison di Valmarino: un romantico anelito alla bellezza - Oj Eventi

Cison di Valmarino: un romantico anelito alla bellezza

Cison di Valmarino

Cison di Valmarino: un romantico anelito alla bellezza

 

Cison di Valmarino

Cison di Valmarino

Per introdurre Cison di Valmarino abbiamo pensato a quale categoria di turista potesse interessare innanzitutto. La verità è che questo borgo, situato nel nord della provincia di Treviso, in Veneto, è un punto di arrivo per chiunque: dal turista avventuroso a quello culturale, da quello gastronomico all’amante del relax.

Una ridente vallata, situata nella prealpina Marca Trevigiana ingemmata dei vigneti del Prosecco, stringe al petto questo paese, che possiede una superficie di quasi 30 kmq e sorge a un’altitudine di 261 metri sul livello del mare. Esso è distante meno di un’ora di auto da Treviso, e poco più da Venezia.

La località fa parte dell’associazione “borghi più belli d’Italia” e ospita circa 3000 abitanti, i quali preferiscono chiamarlo Cixn in un dialetto affine al bellunese.

 

Storia di una fiaba

Sembra che i preistorici avessero una spiccata propensione al bello per aver deciso di fare il nido nei pressi dell’attuale Cison di Valmarino, per l’appunto a cominciare dal Paleolitico medio.

Non si sa molto dell’epoca precristiana e romana. Ma nel Medioevo, al tempo del Regno longobardo, sorse la fortezza di Castelbrando e ai suoi piedi cominciò a svilupparsi un piccolo borgo, parte del feudo della Valmareno.

Il controllo del borgo passò dai vescovi di Ceneda alla nobile famiglia dei Caminesi, poi alla Serenissima. Da circa la metà del 1400 al 1800 fu la “capitale” dei conti Brandolini, per cadere poi nelle mani di Napoleone. I Brandolini ne potenziarono l’aspetto economico attraverso rapporti commerciali con le città vicine, l’introduzione della produzione di tessuti e la costruzione di vari opifici. Nel 1866 divenne comune del Regno d’Italia.

Se potessimo dar parola ai più remoti trevigiani, essi discorrerebbero del borgo come del villaggio dei mulini ad acqua. In passato infatti il borgo fu sede di numerosi mulini. Oggi si cerca di recuperare la così designata Via dei Mulini (o Via dell’acqua) che, snodandosi attraverso il bosco, si imbatte in una suggestiva e antica archeologia industriale.

 

Le attività del borgo e il suo fascino fiabesco

Protagoniste dell’economica del paese sono la piccola industria e l’artigianato. Mentre il settore tessile e l’agricoltura vanno scomparendo. Stabile è il settore commerciale, benché manchino grandi strutture come i centri commerciali. La ristorazione e il settore alberghiero sono in continua crescita grazie a un turismo sempre più intenso.

Il motivo di quest’intensità forse deriva in parte da una società che trasforma le grandi città secondo un brutale design industriale, inquinandole e sovrappopolandole. Non si può fare a meno di immaginare che in futuro si evolvano in baraccopoli cyberpunk. Luoghi fiabeschi come il borgo di cui parliamo, pertanto, darebbero alle persone una sorta di tregua.

 

Nel regno dei lupi, fra boschi e sentieri

Alla fine degli anni Sessanta del XX secolo, presso un bosco, gli Alpini eressero una scultura alle penne mozze, ovvero in ricordo dei compagni trevigiani caduti in tutte le guerre combattute. Ancora oggi le note truppe di montagna se ne prendono cura. Il bosco delle Penne Mozze è un’area naturale di circa 15.000 m2, possiede 15 sentieri, e grazie alle stele presenti è possibile conoscere un po’ di storia.

Il passo San Boldo, calpestato fin dai tempi antichi dagli zattieri, possiede tornanti e pendenze capaci di conquistare ogni escursionista e ciclista. A ovest del valico si trova il rifugio dei Loff, un confortevole bivacco. La struttura prende il nome dall’antico nomignolo degli abitanti di Cison di Valmarino, che significa lupo!

Come si sa l’udito dei lupi è molto raffinato, e i cisonesi non potevano non dedicare un museo all’apparecchio a esso dedicato ripercorrendone un po’ la storia. Il Museo della Radio d’Epoca espone circa 70 modelli di radio antiche, alcune risalgono agli anni venti del Novecento.

 

Le piccole e interessanti frazioni

Non vanno dimenticate le frazioni del borgo. Rolle, dove avviene una delle produzioni più apprezzate del Prosecco DOCG, un luogo che ha incantato il famoso poeta Zanzotto. Gai, con i suoi cortili recintati e le caratteristiche casette in pietra. Tovena, ricca anch’essa di casette di sassi con edicole annesse. Mura, in possesso di stradine così strette che sembrano corridoi che collegano le caserelle. Così tutte le altre frazioni che assomigliano al dipinto di un edenico borghetto nello studio di un’alta figura professionale. Passeggiare lungo le mulattiere di questi luoghi, tra filari di vite e alberi da frutto e le chiesette sedute in cima ai colli più elevati, significa donarsi un pieno appagamento. Si rammenta poi che in questa o in quella frazione sono conservate le opere dell’artista locale Egidio dall’Oglio.

 

Tutti i giorni domenica

In quel di Cison di Valmarino, attraversato dal melodico torrente Rujo, si trova la buona cucina tradizionale dell’alta Marca Trevigiana, come pure un’ampia scelta di vini di insormontabile qualità. Oltre al Prosecco tante sono le specialità IGP come l’asparago bianco e il radicchio tardivo.

Pasteggiare in cima a un colle panoramico, in floridi giardini, vicino a un caldo caminetto, in ex eremi o in strutture storiche, è un’esperienza imperdibile. Un’accoglienza familiare e un’atmosfera raccolta, distensiva e domenicale ogni giorno della settimana inteneriscono i locali dove banchettare e soggiornare. Consigliamo di sperimentare i salumi e i formaggi prodotti in loco, o la specialità del posto, cioè lo spiedo, cucinato con carni provenienti dalle fattorie vicine.

 

Gli appuntamenti fieristici

Gradevolissimi gli appuntamenti fieristici che attirano decine di migliaia di visitatori tutto l’anno. Il principale è Artigianato vivo che in ferragosto imbastisce per i vicoli e i portici del paese ogni genere di stand. Un evento con artigiani che lavorano ai propri manufatti e che coinvolge le storiche ex scuderie dei Brandolini, trasformate poi in cantine. Interessanti Assaporando Cison e il Bosco incantato sulle via dell’acqua in aprile, una manifestazione all’aperto con musica, teatro e arte. Feerico è il mercatino di Natale. Tutto il borgo si riempie di presepi, di famiglie e sorrisi, di musica tematica e negozietti con prodotti artigianali e gastronomici tipici. In altre parole, a Natale il paese trasuda tanto spirito natalizio da poter sostituire degnamente la cornice dickensiana di Londra nel noto romanzo A Christmas Carol.

Il clima del borgo è piuttosto mite grazie alla protezione delle colline, condizione che permette spesso gite a cavallo o in bicicletta, trekking, hiking e backpacking , o una semplice visita guidata. Molteplici intriganti leggende avvolgono il borgo e le sue frazioni, a esempio quella degli asini volanti, legata a Guido VIII. Tutte piacevoli da ascoltare quanto da raccontare. In effetti parliamo di un borgo ideale sia per il turista che per la guida turistica. Particolare conoscenza si acquisisce al Museo Ruralia che, con l’intento di conservare memorie e saperi della tradizione contadina, mette in mostra una curiosa collezione di strumenti di lavoro.

 

Edifici da visitare e sentieri da percorrere

In Piazza Roma hanno sede il municipio, all’interno del Palazzo Barbi, e la settecentesca Chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta di stile neoclassico. Costruita sui resti di una struttura del XI secolo, la chiesa custodisce il mausoleo di Guido Brandolini, nonché pregiati marmi, stucchi e un avvincente ciclo di pitture. Nella stessa piazza si affaccia il teatro La Loggia, un tempo un tribunale, al cui interno si trova il Museo della Radio d’Epoca di cui abbiamo parlato. Di spessore è anche il Palazzo di Montalbano, ex luogo amministrativo.

I sentieri sono tanti e emozionanti, come La Cal de Culliè, Zanin Sergio, l’Antica Via Maestra, la Scaletta, il già citato passo San Boldo e diversi altri. Sia pastorali sia silvestri, tali percorsi offrono scorci panoramici e viste su precipizi e canaloni. Si incontrano sorgenti, boschetti di faggi, di abeti e di noccioli, e si raggiungono cime fino a più di 1000 metri sul livello del mare. Da esplorare è anche la grotta del Ciclamino vicino al Bosco delle Penne Mozze, costituita da varie sale di ogni dimensione decorata dalla natura con stalattiti, stalagmiti.

 

Un buon motivo per recarsi al borgo

Inutile aggiungere che in tutto è quasi d’obbligo una visita al castello che sormonta il borgo. Un approfondimento tutto suo merita senz’altro tale fortezza, Castelbrando. In esso, in seguito a tutti gli illustri possessori e ospiti, oggi vi vive una coppia particolare: un platano orientale e un cedro del Libano da contemplare assolutamente.

Siamo più che sicuri che quando lascerete il borgo alle vostre spalle, non potrete fare a meno di voltarvi di continuo per gettargli un occhio, finché esso non sparirà all’orizzonte. Questo luogo vi lascerà il segno, una traccia dolce, un po’ come l’intensa ombra di un largo sorriso su un volto appena divenuto serio. Mai dimenticherete il calmante gloglottio dei torrenti e il rinvigorente effluvio delle selve di questo borgo posto lungo il percorso del Prosecco, caratterizzato da apollinee bellezze storiche, artistiche, culturali e naturali.

 

Cison di Valmarino vi aspetta, e noi aspettiamo i vostri riscontri con una gran quantità di dettagli, sensazioni personali e quant’altro!

Articolo di Giuliano Monteneri

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