Circo massimo: il colosso della Roma Coloniale - Oj Eventi

Circo massimo: il colosso della Roma Coloniale

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Circo Massimo: il colosso della Roma Coloniale

 

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Durante la prima metà del VI secolo a.C., nella vallata pianeggiante tra il colle Palatino e l’Aventino, sorsero i primi accenni di quello che sarebbe di lì a poco diventato lo stadio più grande di Roma: il Circo Massimo.

Dove oggi una pigra discesa di terra porta a stanchi resti, circondati da polvere e verde incontaminato, un tempo sorgeva l’arena monumentale più importante della città, luogo di incontri e combattimenti.

 

La storia dello stadio

L’opera nacque da alcuni palchi in legno eretti da Tarquinio Prisco nel luogo dove, si narra, accadde il leggendario ratto delle sabine. Passò un secolo prima dell’arrivo delle strutture in calcestruzzo, che rivoluzionarono l’intera costruzione.

Con i suoi 600 metri di lunghezza e 140 di larghezza, il circo ospitava quotidiane competizioni agonistiche. Corse dei carri con cavalli da tutto il mondo, giochi, spettacoli, atletica e battaglie navali. Quest’ultime particcolarmente apprezzate dal popolo ancor più dei sanguinosi scontri tra gladiatori.

Grazie all’affabile spirito romano, fortemente nobile ed allo stesso tempo proletario, sulle gradinate dell’arena sedevano cittadini d’ogni estrazione sociale. Divisi per appartenenza ad una determinata classe, si ritrovavano nella cavea: essa era in continuo allargamento ed era  in grado di contenere un quarto dell’intera popolazione cittadina, chi non riusciva a trovar posto sugli scalini poteva sedersi sul prato.

Le tecnologie del tempo resero possibile la realizzazione delle carceres, cancelli in legno che vennero poi sostituiti da quelli più pesanti e resistenti in marmo. Della spina scenograficamente decorata al centro dello stadio e dell’emiciclo, spazio semicircolare in parte visibile ancora oggi.

Per limitare la pericolosità delle attesissime lotte, che spesso comprendevano bestie feroci, i romani vennero protetti scavando un fossato largo tre metri e profondo sei, per separare la cavea ed il terreno atto al combattimento. Quest’euripo venne eliminato per aggiungere nuovi posti a sedere.

L’altezza totale della struttura superava di non molto i trenta metri, rendendola così uno dei monumenti più imponenti di quello che da sempre viene definito un “museo a cielo aperto”.

La sua scenografica architettura comprendeva edicole, botteghe e lunghe, labirintiche gallerie buie, che coglievano impreparato il visitatore con l’improvviso squarcio di luce pronto a svelare lo splendore dello stadio, davanti ai loro increduli occhi.

 

Le attività svolte a Circo Massimo

Ci vollero secoli prima che i lavori arrivarono a termine, poiché ogni imperatore apportò delle personali modifiche. Circo Massimo era concepito quasi come un tempio, un rappresentate della gloria e della grandezza di Roma. Due dei tanti valori della capitale e di un popolo in grado di sovrastare ogni rivale ed oppositore.

Dall’alba al tramonto gli schiavi si scontravano per ottenere la propria libertà e gli sportivi gareggiavano per la gloria, poiché chiunque uscisse vincitore dall’arena diveniva una vera e propria celebrità. L’edificio ospitava dalle 24 alle 60 gare al giorno, permettendo al pubblico di godere del tipico intrattenimento ad ogni ora.

Le più attese tra tutte erano le corse dei carri. Pericolose ed affannose gare di velocità che mettevano a rischio sia la vita dei destrieri, sia quella degli stimati ed acclamati aurighi, i guidatori dei carri. A causa della foga e delle strette curve, le frequenti collisioni dei mezzi causavano sciagurati incidenti ed a volte portavano alla morte certa. Si partiva dalle pesanti carceres dopo il cenno dell’imperatore e dopo sette giri e migliaia di scommesse, la gara poteva considerarsi conclusa.

Rinomate anche le spettacolari naumachiae, battaglie navali a squadre sulle acque del Tevere che riempivano Circo Massimo allagandolo, riportando alla mente antichi combattimenti avvenuti in mare.

 

Lo stadio oggi

Dopo i ripetuti incendi causati dalle instabili impalcature in legno, il vandalico saccheggio di marmo che ha distrutto buona parte delle componenti strutturali, la funzione d’acquitrino dopo la caduta nel disuso, con la morte dell’arena morì una parte insostituibile della Roma classica.

Oggi questo sito archeologico, culla di una magnifica antichità, può definirsi la suggestiva testimonianza di una storia stratificata d’intrattenimento, spettacolo, trionfo e bellezza. Grazie agli scavi della prima metà del ‘900, passeggiando lungo Via del Circo Massimo si possono nuovamente vedereantichi resti. Latrine, gallerie, empori, gradinate e frammenti dell’arco di Tito sparsi nel sito.

Quasi del tutto intonsa è la Torre della Moletta, edificio finalizzato alla difesa derivante dal periodo medievale. Rimasta sola dopo la distruzione del mulino che l’affiancava, nella prima metà del 1100 passò al controllo della famiglia Frangipane. Secondo la leggenda, qui dimorò anche San Francesco d’Assisi durante il suo ultimo viaggio nella capitale.

Vi è un accenno della spina che un tempo ospitava statue, obelischi ed altre decorazioni ma che ora riposa sotto terra. Più di cinque metri al di sotto dei nostri pedi giacciono luoghi di scontri, trionfi ed incontri.

 

Il Progetto Circo Massimo Experience

Le nuove costruzioni che incorniciano lo stadio favoriscono una delle principali caratteristiche della città: il forte contrasto tra antichità e modernità che racconta un passato maestoso, manifestazione di una Roma di miti ed imperatori.

Grazie al progetto Circo Maximo Experience” si può attraversare ancora oggi quello che è stato il corso degli eventi, in soli 40 minuti. La  camminata racconta la storia del significativo monumento grazie ai dispositivi per la realtà aumentata e virtuale forniti ai visitatori, questi ultimi vedranno sovrapporsi presente e passato tra cori e quadrighe in otto incantevoli tappe.

Facilmente raggiungibile grazie all’omonima fermata della metro (linea A, arancione), Circo Massimo torna ad essere centro di ritrovo per il divertimento collettivo e per gli eventi di Roma. Passeggiate turistiche, concerti, rappresentazioni teatrali, sport, mostre e spettacoli. La vicina terrazza panoramica permette di godere a pieno di tanto splendore. Di un gigante spettatore che narra come nei secoli la sfarzosità e la grandezza della capitale siano divenute polvere solo fisicamente.

 

Hai mai avuto la possibilità di passeggiare tra le rovine meravigliose del Circo Massimo? Scrivicelo nei commenti!

Articolo di Flaminia Bucarelli

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