Cinisello Balsamo: un amore infinito a suon di pugni, ganci e montanti - Oj Eventi

Cinisello Balsamo: un amore infinito a suon di pugni, ganci e montanti

Cinisello Balsamo boxe

Cinisello Balsamo: un amore infinito a suon di pugni, ganci e montanti (si parla di boxe)

 

Cinisello Balsamo boxe

Cosa lega l’affascinante comune milanese di Cinisello Balsamo con l’altrettanto seducente universo della boxe

Pochi sanno che la famosa nobile arte, così come la definivano gli inglesi, ha infiammato per decenni il cuore degli sportivi residenti nei (e allora separati) comuni di Cinisello e Balsamo. 

Parliamo del periodo relativo alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma già agli inizi del Novecento, nell’ambito dei due comuni meneghini, ci si cimentava in vere e proprie sfide sul ring, che di solito si consumavano in occasione delle grandi sagre annuali.

In questi memorabili appuntamenti, l’universo pittoresco e tragico del ring, prendeva ad intrecciarsi con i balli, le giostre, le bancarelle, la fiera dei prodotti della tradizione locale e mille altri svaghi, tipici delle feste paesane.

Ma cosa avveniva, nello specifico, in questi centri a Nord della Lombardia? A Cinisello, si allestiva un vero tendone in piena regola, dove pugili dalla fama indiscussa, si divertivano a sfidare i baldi galletti del paese.

Solo i giovani più avventurosi e pieni di sé accettavano, però, la scommessa, lanciata loro dai professionisti del gancio, mentre i più, preferivano godersi lo spettacolo dal bordo ring, incitando e sostenendo i loro preferiti.

La dorata visione romantica di simili scenari, suggerisce anche il fatto che all’ardito tifo non importava, certo, perdere  l’ultima corriera per tornare a casa. Baldi e meno baldi giovani, erano sempre pronti a macinar chilometri, sobbarcandosi lunghe marce a piedi fino a casa, pur di non perdere nemmeno un gancio o un montante ben piazzati.

Insomma, bando a bancarelle e giostrine di paese, con la boxe, il divertimento, all’epoca, sembra davvero assicurato!   

Terra di cocenti passioni, formato Cinisello Balsamo!

Ma quale fu la diretta conseguenza di scenari così arditi e infuocati? Facile da immaginare!

Un vecchio adagio recita da fuoco esplode fuoco ; ebbene, tale proverbio trovò subito nobile riscontro 

in entrambi i comuni di Cinisello e Balsamo. 

Probabilmente vi starete già chiedendo cosa accadde! Tutte quelle meravigliose quanto drammatiche battaglie sul ring, non tardarono ad incendiare gli animi più accesi, sancendo la nascita di nuove stelle dei pesi massimi, destinate a brillare per sempre nell’indiscusso firmamento, dedicato a questa antica disciplina

Siamo nel cuore degli anni Trenta del Novecento. Un giovane temeraio di Balsamo, sta già cominciando a farsi notare tra i dilettanti dei pesi massimi. Lui è Luigi Rovati, la cui carriera godette di un’ascesa fulminante.

Rovati venne selezionato alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932, eliminando in semifinale il campione americano del pugno, Frederick Feary. Una grandissima vittoria, quindi, che però dovette acquietarsi in finale, di fronte alla possenza dell’argentino Santiago Lowell

Rovati finisce per aggiudicarsi, comunque, una spledida medaglia d’argento, che andò a catalogarsi come la prima vera medaglia d’argento mai vinta a Balsamo.

Ma cosa accade, nel frattempo, nel vicino comune di Cinisello? 

Un’altra stella della boxe è pronta ad esplodere. 

Stiamo parlando di Clemente Meroni, chiamato El Mentin o anche el battallador, il guerriero. 

La sua carriera fu incredibile e altrettando fulminante. Nel 1926 è Campione Italiano dilettantitra il 1928 e il 1929, fa il suo trionfale ingresso nella categoria dei pesi medi e mediomassimi.

Nel 1930, Clemente vince il titolo di Campione Europeo dei pesi medi a Budapest,  derubando l’allora campione dei medi, Oddone Piazza, del suo vecchio titolo.

Cinisello Balsamo, regno di stelle combattenti!

Ma la lista è ancora lunga e il regno del pugilato di Cinisello Balsamo non si esaurisce, certo, con i colossi Rovati e Meroni.

Come non mezionare il pugile Alessandro Brenna, o ancora Mentore Mazzali e Romano Bertocchi.

Paliamo di un’antica e celebre tradizione, proseguita negli anni Settanta e Ottanta del 900’, dagli stessi figli degli immigrati, di ritorno a Cinisello in cerca di fortuna. Esplosero così, presto, nuove stelle, soprattutto quelle affiliate all’ala protettiva della società presieduta da Diego Crippa (figura nota nell’ambiente della boxe del Cinisello).

Tra questi troviamo Giuseppe Russo e Biagio Pierri, che ancora oggi accende il suo pubblico, il quale accorre puntualmente al Palazzetto del comune cittadino, per godere di un pugilato tra i più genuini e veraci di sempre. 

Nel 1978, Pierri si aggiudicò il titolo italiano dei professionisti tra i pesi piuma.

Nello stesso periodo, si fa notare al grande pubblico anche Aniello Jovino

Convocato nella Nazionale Dilettanti, passò in breve tempo dai pesi mosca ai piuma.

Dal 1978 ai giorni nostri. Un altro big del pugilato odierno targato Cinisello Balsamo è, senza dubbio, il milanese Roberto Cammarelle, un grande campione, egregiamente formato dal maestro Biagio Pierri.

Cammarelle iniziò la sua carriera, aggiudicandosi ben due volte il titolo di Campione Italiano under 16, il titolo Azzurri d’Italia e due volte quello di Campione Italiano 3° serie, per finire col diventare Campione dei supermassimi nelle Olimpiadi di Pechino del 2008

Ritornando a Biagio Pierri…!

Vale la pena soffermasi ancora sulla mitica figura di Biagio Pierri, in virtù dell’inteso legame che lega il pugile a Cinisello e della splendida rinascita artistica, che ha visto il vecchio campione ritornare ai fasti di un tempo, seppur in forma diversa. 

Si deve a Pierri, infatti, il secondo battesimo del grande pugilato, in quello che fu, allora, il regno indiscusso della boxe nel Novecento: Cinisello Balsamo, appunto.

Nel 2017, dopo un silenzio ultratrentennale, il comune di Cinisello torna a splendere, indossando il suo abito migliore: il ring.

Nel 1986 Pierri aveva fondato, quì, la società pugilistica “Rocky Marciano”, un’incredibile fucina dalla quale è nato lo stesso Roberto Cammarelle. Nella medesima struttura, l’allora professionista Pierri, diventava campione italiano superpiuma, battendo Carlo Frassinetti (1978).

Da allora sono trascorsi più di trent’anni, un tempo lungo, certo, ma sempre attivo e irrequieto, come un buon vulcano dormiente, pronto ad esplodere di nuovo.  

Grazie alla volontà della Rocky Marciano di Pierri, nel 2017 si riaccende la stagione pugilistica di Cinisello Balsamo. Un’occasione unica, che ancora oggi è in grado di far vibrare gli animi degli anziani e dei giovani del comune, entrambi sollecitati nel ricordo della grande Cinisello Balsamo dei tempi andati.

Adesso, forse, vi starete chiedendo che fine abbia fatto Pierri in persona

Dopo le vittorie dei tempi d’oro, l’ex pugile iniziò a lavorare come vigile a Cinisello, per poi aprire la palestra, dove oggi insegna pugilato ai giovani dalle belle speranze. 

Quello di Pierri era, e continua ad essere, un amore viscerale e incondizionato per la boxe, una sorta di fuoco sacro, che ancora oggi non smette di ardere, attraverso il passaggio di saperi ai suoi giovani. 

Risuona come profondamente commovente, quello che è il mantra di Pierri, ripetuto anche nel corso di una delle sue ultime interviste, rilasciata al Corriere della Sera: “sono obbligatorie la massima umiltà e la consapevolezza che anche il rivale ha sopportato i tuoi stessi sacrifici”. 

Di fronte a dichiarazioni del genere, non possiamo che trovare ulteriore conferma di quanto la nobile disciplina sportiva, in qualsiasi forma essa si diffonda, non ha mai mancato di generare quei principi cardine, che ogni società dovrebbe sempre far proprie: onestà, sacrificio e lealtà.  

E tu sei mai stato a Cinisello Balsamo? Ti è venuta voglia di visitare la vecchia arena dei grandi incontri di pugilato?

Articolo di Sebina Montagno

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