Chivasso: un borgo piemontese che devi assolutamente conoscere

Chivasso: un borgo piemontese che devi assolutamente conoscere

Chivasso

Chivasso: un borgo piemontese che devi assolutamente conoscere

 

Chivasso

Chivasso

Se programmi da tempo un viaggetto non troppo distante dai dintorni della provincia di Torino, sei capitato nel posto giusto. Ti spiegherò in breve perché non è banale scegliere Chivasso come meta in cui andare per trovare un po’ di svago.

Sicuramente nelle prossimità di Torino, Ivrea e Asti, Chivasso continua quel percorso storico-reale che circonda il capoluogo piemontese. Itinerario fatto di dimore storiche e residenze reali, le più famose, Venaria Reale e la Palazzina di Caccia Stupinigi. Queste occupano delle parti molto specifiche del territorio piemontese, estendendosi su vasti parchi. All’interno del territorio della Venaria Reale, è presente il parco della Mandria, una delle aree verdi più incantevoli da visitare. L’intera superficie del parco si estende per ben 3600 ettari. I Savoia con il fine di salvaguardare il vasto territorio, lo circondarono da un muro di cinta.

Anche Chivasso si trova accanto ad un parco, il parco fluviale del Bricel. Questo è una riserva naturale che comprende una superficie di 178 km di ettari. Il 2003 l’inaugurazione, prende il nome dalla tipica imbarcazione fluviale, utile un tempo per le attività fluviali quali pesca, traghettamento di merci e persone, cave di sabbia.

 

Una tradizione che segue il flusso del Po

Siamo quindi a contatto con il fiume Po, molto importante per l’economia locale all’inizio del ‘900. A Chivasso si dirama dal Po il Canale Cavour, dal nome dello stesso Camillo Benso Conte di Cavour artefice della costruzione fra il 1863 ed il 1866. Il Conte ebbe l’idea con l’obiettivo di irrigare le risaie delle colture nelle zone di Novara e Vercelli. Il canale è un corso d’acqua artificiale si estende per 80 km fino al Ticino ed è il terzo in Italia per lunghezza.

Chivasso è una città a misura d’uomo a pochi minuti da Torino, accogliente, dinamica e ricca di servizi. Una città in continua crescita grazie alla sua posizione strategica tra Torino e Milano e le numerose vie di comunicazione.

Capitale del Marchesato del Monferrato fino al 1435, oggi geograficamente non più in quell’area, ma comunque la sua dicitura rimane “la porta del Canavese”.

La città ha origini antiche, i primi insediamenti risalgono ad in un periodo compreso tra l’VIII ed il II secolo a.C.. I Romani, subito dopo, fondarono una colonia, con la funzione di accampamento militare e stazione di rifornimento di un’importante strada romana, la via Gallica.

Infatti, da qui, il toponimo della città con il significa “luogo fronteggiante la collina“. Molto probabilmente, è di origine tardo-latina. “Clavasium“, che deriverebbe da “clivus“, collina, più il suffisso “-aceus“.

Nel 1164, Chivasso diventa parte del feudo della famiglia nobiliare degli Aleramici. Quindi la capitale del Marchesato del Monferrato, sotto le dinastie degli Aleramici e dei Paleologi fino al 1435. In seguito, i Savoia annetteranno la città ai propri territori divenendo uno dei più importanti centri del Canavese.

 

Cose da vedere assolutamente a Chivasso

I portici medievali caratterizzano il centro storico, dove spiccano però soprattutto il Duomo di Santa Maria Assunta, con la sua preziosa facciata in cotto di stile tardogotico, e la Torre ottagonale, residuo del poderoso castello eretto nel XII secolo dai Marchesi del Monferrato.

  • Il Duomo, già collegiata, occupa il sito di un’antica chiesa, che deve la sua erezione alla Vergine. Quella che è possibile osservare oggi, non è altro che la testimonianza della sua costruzione a partire dal 1415. Tre navate a cinque campate e abside poligonale. La sua consacrazione risale al 1429, ma la conclusione è solo dopo la metà del secolo, assieme al campanile, nel 1457. La facciata appare asimmetrica, poiché la torre campanaria nasconde la navata destra. Al centro emerge la fastosa decorazione in cotto, di gusto tardogotico lombardo, grazie al restauro, nel 1750, delle formelle, con alcune sostituzioni nel secolo successivo. Il disegno a doppia ghimberga incornicia il portale e il rosone soprastante. Su questa superficie, attraverso l’ingegnosa composizione di figure in bassorilievo ritmate da fasce e cordonature, appare così il trionfo di Maria che sembra una visione celestiale. Gli interventi ottocenteschi riplasmano l’interno con le applicazioni in stucco sui pilastri cruciformi e sui capitelli, per comporre un ordine corinzio gigante nella navata centrale e un ordine minore ionico nelle laterali. Con il rifacimento del capocroce, un giro di colonne delimita l’abside centrale e lascia intravedere il retrostante coro anulare.

Così, la visita al Duomo non può mancare con le sue opere del XV e XVI secolo al suo interno, quali la statua della Madonna, la Pietà del XV secolo e la Deposizione dalla croce del XVI secolo.

  • La Torre a pianta ottagonale, è alta più di venti metri e presenta all’esterno un rivestimento in blocchi di pietra calcarea grigia e ciottoli. La copre un tetto frutto di un recente restauro. L’interno ha un caratteristico paramento in mattoni che termina in una volta a padiglione a otto spicchi. È possibile entrare nella torre da due porte che si trovano sui lati Nord e Sud a circa otto metri dalla strada attuale. Anticamente, invece, si accedeva tramite scale di legno che, in tempo di assedio, venivano rimosse. La torre era divisa in tre piani pavimentati con legno, mentre attualmente i detriti la riempiono per metà.

Non si conosce esattamente la data di erezione di questa torre, forse da collocare in epoca longobarda. Sicuramente era già esistente nel 1019, quando Chivasso era possesso dell’Abbazia di Fruttuaria. Dopo il XII secolo la torre diventa più alta di diversi metri a seguito della costruzione di una parte in mattoni, demolita nel XIX secolo.

 

Alla scoperta delle piccole perle del Piemonte

Il Piemonte è una regione che vanta la maestosità delle Alpi, con il rifugio più alto d’Europa. L’incredibile bellezza del Monferrato e delle Langhe, le famose campagne verdi e fertili dove vengono prodotti i vini DOC conosciuti in tutto il mondo.

Una regione ricca di storia, soprattutto medievale, lo si nota dalla presenza sull’intero territorio di resti di costruzioni risalenti al periodo. Dalle città più grandi alle più piccole è possibile assaporare l’atmosfera di un luogo che ha lavorato sodo per diventare una potenza economica.

Così, anche il borgo di Chivasso, rimane una piccola e deliziosa testimonianza che vale la pena di scoprire.

 

Cosa aspetti? Riscopri anche tu la tua regione! Se già conoscevi Chivasso, scrivici la tua e aiutaci a consigliare altri luoghi da vedere!

Articolo di Roberta Grazioso

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