Castelrotto: dove sciare e cosa mangiare - Oj Eventi

Castelrotto: dove sciare e cosa mangiare

Castelrotto

Siete amanti dello scii, ma non volete rinunciare al piacere di incontrare la tradizione che solo i piccoli borghi sanno offrire? Castelrotto è quello che fa per voi. Un comune di 6800 abitanti divisi in 11 borghi della provincia autonoma di Bolzano in Trentino Alto-Adige. Situato ai piedi dell’Alpe di Siusi e caratterizzato da uno dei campanili più alti e belli della zona, il Campanile di Castelrotto. Recentemente il paese è stato eletto tra iBorghi più belli d’Italia”.

Il castello rotto

Il nome Castellum Ruptum fu usato per la prima volta in un documento del 980. Prima di allora sappiamo che esisteva già un centro abitato fondato nel periodo romano, di cui però non si sa il nome. Questo particolare nominativo fu usato per indicare che il borgo era composto da un castello di cui ormai rimane solamente la Cappella di S.Antonio. Il centro inoltre è composto da eleganti case signorili, ad indicare che era abitato da ricchi signori.

Dove sciare? Abbiamo l’imbarazzo della scelta!

Nella stagione invernale, che si estende dai primi di dicembre a metà aprile, numerose sono le piste aperte nei dintorni di Castelrotto. Metà del territorio comunale è infatti occupato dalle Alpe di Siusi, sede di piste adatte sia per i principianti che per i più esperti. Gli sciatori potranno ammirare un paesaggio proclamato patrimonio dell’UNESCO, un luogo in cui addirittura Denise Karbon e Peter Fill hanno imparato a sciare.

Se si ha bisogno di una pausa un’ampia terrazza del rifugio Marinzen è pronta ad offrirti una vista mozzafiato, se invece si cerca qualcosa di più tradizionale, ci si può fermare nella baita tradizionale chiamata Schafstall. Anche i bambini sono accolti offrendo loro un parco giochi, degli animali da accarezzare e un laghetto per la pesca.

Montagne non solo per sciare

Una volta terminata la stagione sciistica il borgo offre un bellissimo paesaggio, con lo sfondo delle estasianti dolomiti, un’esperienza da non perdere per chi ama fare trekking in montagna. Come se non bastasse il Maso Pflegerhof vi porterà in un idilliaco viaggio tra colori e profumi. Esso è infatti sede, fin dal 1982, di 17 ettari di superficie coltivata con 500 qualità diverse di 80 erbe e spezie.

Ma come si è creato questo paradiso naturale? Il Sentiero naturalistico dei geologi ci offre una risposta, tramite un percorso che attraversa la natura incontaminata del luogo, fino a giungere a delle piccole cascate e il lato occidentale dei prati dell’Alpe di Siusi. Lungo il sentiero possiamo trovare 10 tavole informative che mostrano i vari strati geologici delle rocce.

Arte, cultura e tradizioni

La cittadina trovandosi nella frontiera italiana ha influenze tedesche, con una buona maggioranza di madrelingua tedesca, oltre a ladini e italiani. E questa unione di culture crea delle tradizioni davvero uniche!

Imperdibile è il Matrimonio contadino tradizionale, festività invernale in cui tutta la popolazione si veste degli antichi abiti e creano un corteo formato da slitte trainate da cavallo. In quell’occasione i principali ristoranti della zona deliziano i turisti con i piatti tipici un tempo serviti in occasione delle nozze.

E a proposito di tradizione, come non annoverare i Kastelruther Spatzen, un gruppo di musica folcloristica di fama internazionale. Essi durante il Natale si esibiscono in concerto, circondati dal caratteristico Mercatino di Natale, in cui i contadini, gastronomi e artigiani esibiscono il loro operato. Il concerto viene poi ripetuto nel mese di giugno all’aperto. A loro è adibito uno dei musei del borgo, in cui potrete conoscere tutta la storia del gruppo.

Se siete curiosi di scoprire i particolari abiti d’epoca, ma non potete esser presenti ad un tipico matrimonio, non disperate. Il museo dei Costumi Tradizionali offre visite alle teche adibite con vari manichini travestiti. Inoltre, lungo le pareti sono presenti documentazioni di fotografie antiche e recenti, permettendo di farsi un’idea generale della particolare usanza del paese.

Altri musei che seguono la scia della tradizione sono il Museo del Contadino e il Museo della Scuola. Nel primo, risalente al XVI secolo, troveremo conservati gli antichi attrezzi agricoli come l’epicentro, l’aratro, la trebbiatrice, il mulino a vento e molto altro. Nel secondo troveremo un confronto tra i metodi scolastici attuali e quelli del passato, con un particolare zoom verso gli ultimi 60 anni di storia, passando dall’epoca fascista fino agli anni Novanta.

Se ancora non ci si è immersi abbastanza nella unica cultura del posto, numerose sono le strutture architettoniche degne di nota. Assolutamente da visitare è il Campanile con le sue 298 scale di legno e una significativa altezza, con al suo interno le campane più belle dei dintorni. Come immancabile dovrebbe essere la visita al Castellum Ruptum, luogo d’origine del nome nel borgo. E finire, per non farsi mancare niente, perché non visitare Castel Trostburg, castello risalente al XII secolo, sede del Museo dei Castelli.

Cosa mangiare

Per i buongustai il borgo può risultare una metà irrinunciabile. Patria dello speck, un salume di maiale affumicato a freddo, servito spesso nella “Marende”, una merenda servita con i Kaminwurzen, salamini dal forte sapore affumicato, formaggi di malga e cetriolini, con il pane nero casereccio.

Primi piatti tipici della zona, che condivide con mete come Dobbiaco, sono i canederli allo speck, mezzelune di pasta fresca con ricotta e spinaci, e gli Spatzle, gnocchi di farina e uova. Il territorio prende inoltre influenze dalla cucina nord Europea, con specialità come la zuppa d’orzo e quella di gulasch.

Come secondi piatti immancabile è il gulasch di manzo e le costolette di maiale, oltre agli immancabili würstel.

Come arrivare?

L’aeroporto più vicino è quello di Bolzano, a 27km da Castelrotto, efficacemente collegato attraverso vari sevizi autobus. In alternativa, l’aeroporto di Verona-Valerio Catullo e quello di Innsbruck sono i secondi candidati.

Se, invece, si preferisce viaggiare in macchina la località si trova nei pressi dell’autostrada A 22, che permette facilmente sia ai viaggiatori che vengono da nord, sia quelli che vengono da sud, di raggiungere la metà.

Per quelli che decidono di fare una gita fuori porta, senza pensare a guidare o a trovare parcheggio, numerosi treni arrivano a Bolzano, Bressanone e Chiusa, dopo di che tramite moderni autobus di linea è possibile giungere al borgo.

Cosa ne pensi di Castelrotto? Ti piacerebbe andare a sciare in questo posto diverso dal solito? Faccelo sapere con un commento

Articolo di Matteo Francesco Pino

Iscriviti per ricevere news su Bolzano

Scopri gli eventi su Bolzano

Entra nella nostra chat telegram

Contattaci per assistenza