Castelbrando, una funicolare per il benessere - Oj Eventi

Castelbrando, una funicolare per il benessere

Castelbrando

Castelbrando, una funicolare per il benessere

 

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Castelbrando è un maniero arroccato su Monte Castello, nel Veneto, precisamente nel comune di Cison di Valmarino, in provincia di Treviso. Il castello dista meno di un’ora da Venezia e, immerso nelle meravigliose Prealpi, può essere definito la gemma in quel castone che sono le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Queste ultime sono dal 2019 Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO in virtù di una geomorfologia a hog’s back, pullulante di vigne e selve.

La reggia di Castelbrando, abbracciata da 50 ettari di parco, è una costruzione imponente, una delle più grandi d’Europa. Se vogliamo una specie di borgo nel borgo, un po’ come lo erano le acropoli nell’antichità. Recentemente, senza intaccarne l’atmosfera signorile e fiabesca tipica di un castello medievale, l’edificio è stato riqualificato a regola d’arte.

Bisogna tuttavia aggiungere che non si tratta unicamente di una delle più grandi fortezze d’Europa, poiché con i suoi quasi 2000 anni di età si colloca altresì fra le più antiche.

 

Un po’ di storia: dai Venetici ai Salesiani

Sul promontorio albergarono nel più lontano passato i Venetici, così i Romani che nei primissimi anni dopo la nascita di Cristo vi eressero un castro per le legioni. In seguito vi si stanziarono i Longobardi.

Un castello dai tratti propriamente medievali prese a delinearsi solo intorno al X secolo. A lungo l’edificio appartenne alla casata dei Caminesi, nobile famiglia trevigiana, per passare poi sotto il controllo della Serenissima. Quest’ultima successivamente lo mise a disposizione di Brandolino IV della dinastia dei Brandolini. Da qui il nome attuale del castello. Smise allora di essere utilizzato a scopo militare poiché il signore di Valmareno lo trasformò in una tipica residenza patrizia della Repubblica di Venezia, ovvero una villa veneta. In breve, caratteristica di queste strutture è di presentare un corpo architettonico inserito in una proprietà agricola.

Nel XX secolo il castello fu dato ai Salesiani. Dalle loro mani passò dopo a quelle di un imprenditore. Fu allora innalzata una lussuosa impresa ricettiva. Con grande grazia si è saputo immettere nell’antichità una costruzione di stile contemporaneo.

Tanti personaggi della storia hanno calpestato il suolo di Castelbrando. Anche volendo tralasciare i Conti Brandolini, che lo ebbero in proprietà per circa 500 anni, non vanno dimenticati il 4° imperatore romano Claudio Augusto, Ottone I, il 55° doge Marino Faliero, Carlomagno, e così di seguito.

 

Come se voi foste i proprietari

Senza menare il can per l’aia si può dire che l’opportunità di soggiornare nel castello va assolutamente sfruttata! Esso si raggiunge tramite una funicolare, o delle scale se preferite camminare. Naturalmente si può salire in auto, ma solo dietro prenotazione.

Una volta ospiti dell’albergo si ha il permesso di girovagare liberamente per ogni dove, a ogni ora del giorno. Si consegue la piacevolmente amara sensazione di perdersi fra gli infiniti e solitari ambienti del castello, fino in fondo ai suoi più reconditi anditi. Si può dare magari un’occhiata alle tenebrose prigioni, per poi spostarsi in giardino, all’aria aperta, camminando sotto maestosi alberi secolari. La libertà di esplorare, unita all’accurata discrezione degli alberganti, vi faranno sentire come se foste i proprietari del luogo, quasi come se l’aveste ereditato da un antico conte che avete scoperto essere un lontano parente!

Percorrendo le sale del castello, colmo di oggetti di antiquariato, non ci si può non innamorare della storia di Castelbrando, ma anche in un certo senso della letteratura che è capace di evocare. Vengono subito alla mente da una parte le ottave del Boiardo o dell’Ariosto, con le mille avventure fra loro intersecate vissute da  cavalieri e principesse. Dall’altra la narrativa gotica di Reeve o Radcliffe, caratterizzata da castelli infestati dagli spettri o con l’immancabile ala deserta.

Se si pensa alla storia che vi è dietro, è scontato sostenere che la struttura è connotata da stili di epoche differenti: l’ultimo che si aggiunse fu lo stile settecentesco dell’architetto Ottavio Scotti, con un innovativo sistema di climatizzazione.

 

Che cosa offre il luogo

L’albergo, a 4 stelle, fa tutto il possibile per farvi soggiornare come se foste a corte! Mette a disposizione più di 40 camere, più o meno in stile tardo veneziano, e tutte si affacciano sulla valle o sulla corte. Le classics sono un po’ piccole ma pittoresche, e anche economicamente contenute rispetto alle royals. Essendo romantico, il luogo è meta di giovani coppie che vanno a trascorre quieti e teneri weekend, momento della settimana fra l’altro in cui si può assistere a spettacoli musicali.

Il romanticismo del posto inoltre spinge molte persone a farne la location del proprio matrimonio, e non solo per il ricevimento: è infatti presente una piccola chiesa dove è possibile celebrare cerimonie. In definitiva si tratta di un antico luogo bellico divenuto rifugio romantico, non diversamente da Castel San Pietro.

L’hotel offre naturalmente una spa, situata nell’ala più antica del castello, ove nei tempi remoti sorgeva un impianto igienico-sanitario di epoca romana. Il centro possiede piscina, bagno turco, percorso Kneipp, palestra, solarium, saune finlandesi, e vasca idromassaggio su terrazza con vista.

Sono organizzati inoltre percorsi di trekking, escursioni in bicicletta, serate con cene a tema e quant’altro. Possono godere dei due ristoranti che si trovano in luogo anche chi non soggiorna in hotel, degustando la cucina e i vini caratteristici dell’area, senza dimenticare i cicchetti, tipici della regione veneta. Niente di più lontano dunque dalla cucina standard di un albergo qualunque. Quasi a bella posta uno dei due ristoranti è raffinato, l’altro informale: non resta che scegliere quello più adatto a voi. Oltre a ciò non mancano caffè ed enoteche dove sorseggiare aperitivi e cocktails.

 

I cimeli conservati nel castello

Per chi voglia approfondire il lato culturale sarà felice di trovare in luogo il Museo di Castelbrando. Si potrà gradire un po’ di storia della carrozza, mirandone esemplari settecenteschi e ottocenteschi. Un percorso iconografico approfondisce la storia della via Claudia Augusta. Con ogni probabilità, al tempo dell’antica Roma, l’altura era utilizzata per difendere quest’antica strada. Un percorso mostra armi difensive e offensive, con una datazione che va dal periodo dell’Impero romano al XVII secolo. Un altro si concentra sulla storia degli strumenti musicali con alcuni modelli antichi e barocchi.

Nel castello si svolgono diversi incontri interessanti. A esempio Artigianato vivo che ogni agosto riunisce i migliori artigiani italiani, coinvolgendo i comuni più limitrofi della provincia. O ancora l’annuale e popolare Forum Ambrosetti. Da non dimenticare che nell’aprile del 2009 Castelbrando è stata la sede internazionale del primo G8 dell’agricoltura. L’albergo infatti possiede gli spazi per allestire convention, eventi, gala e showroom: vi sono ben 3 teatri e 7 sale convegni con una capienza di circa 1000 persone, ognuna delle quali attrezzata di tutto il necessario, come del telo per le proiezioni.

Non si può non concludere con una nota di dolcezza, ovvero con il magnifico panorama che offre Castelbrando. Dall’alto del castello, sui terrazzamenti, di là dalle mura merlate, la vista spazia piacevolmente sul disegno dei poggi trevigiani, spesso addolciti da un clima mite. Troverete in questo castello una grande quiete, un tempo che procede lentamente. Il cuore inizierà a battere tranquillo, convinto della placida potenza naturale della Valmerena. Un luogo ideale dove liberarsi da ogni stress e rigenerarsi comme il faut.

 

Adesso sai che cosa fare nel weekend! Se sei già stato a Castelbrando lascia un commento descrivendoci le tue impressioni, e che cosa per te vale la pena fare in questa superba località!

Articolo di Giuliano Monteneri

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