
Cassano d’Adda è un comune italiano situato all’estremità della provincia di Milano, al confine con quella di Bergamo. In dialetto milanese il suo nome è Cassan su l’Ada, mentre in bergamasco è Cassà. Dista circa trenta chilometri da Milano e i suoi abitanti, i cassanesi, sono poco più di 19000.
Il termine Cassano probabilmente deriva da “kas”, parola celtica che indicava un tipo di quercia, oppure è nato dall’unione delle parole casa e sana. È riconducibile anche alla gens Cassia, una famiglia patrizia romana molto antica, così come potrebbe riferirsi al nome latino Cassium. Ovviamente, la seconda parte del nome, aggiunta successivamente, si rifà al fiume Adda, che la città costeggia sulla sua riva destra.
Le ville e i palazzi

villa borromeo
Cassano vanta la presenza di numerose ville e palazzi, in passato residenze nobiliari, che arricchiscono notevolmente la città. Tra questi troviamo il Palazzo Cornaggia-Medici, attuale sede del municipio e Palazzo Berva, uno dei più imponenti. I più noti sono sicuramente le ville Borromeo e Brambilla.
Villa Borromeo con i suoi 5000 metri quadrati e 142 stanze è considerata una dei tanti gioielli architettonici della città, un vero e proprio capolavoro del neoclassicismo lombardo. I marchesi d’Adda commissionarono a metà Settecento la sua costruzione perché desideravano una nuova residenza. Dopo la Seconda guerra mondiale l’edificio fu progressivamente abbandonato, fino alla fine degli anni Ottanta quando venne restaurato diventando proprietà privata e sede di congressi e cerimonie.
Commissionata da don Matteo Rosales nella seconda metà del 1600, Villa Brambilla è uno dei palazzi più antichi di Cassano. Con la sua pianta semplice, simmetrica e armoniosa si integra perfettamente nel paesaggio. Il capolavoro dell’edificio è il suo salone ancora perfettamente conservato.
Il castello
Il punto di forza del Castello di Cassano d’Adda è sempre stata la sua posizione strategica a strapiombo sull’argine del canale della Muzza. Quest’ultimo trovandosi tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia proteggeva la città e permetteva il controllo del valico dell’Adda e delle merci in transito.
Il più antico documento nel quale viene nominato il castello risale al 877. In seguito all’anno mille però divenne molto più importante, grazie ad Ottone Visconti, arcivescovo di Milano che ampliò la rocca costruendo parte di quello che è l’edificio attuale. Venne fortificato dalla Repubblica di Venezia che lo occupò per un breve periodo di tempo nel 1427 e successivamente fu arricchito e decorato da Francesco Sforza. Se inizialmente era utilizzato come luogo di svago e residenza provvisoria della signoria, nel corso degli anni divenne un carcere e poi anche una caserma militare. È negli anni Novanta che iniziò il restauro che portò alla luce diversi affreschi nascosti e grazie al quale il castello è tutt’ora in un ottimo stato di conservazione.
L’acqua
Nell’incantevole città di Cassano, l’acqua gioca un ruolo molto importante. Innanzitutto, è proprio in questo comune che il Canale della Muzza prende vita da una diramazione dell’Adda. Inizialmente chiamato Addetta era un vero e proprio ramo naturale del fiume che fu però bloccato in epoca romana. La sua costruzione avvenne tra il 1220 e il 1230 diventando a tutti gli effetti uno dei primi canali artificiali, non solo in Italia ma in tutto il mondo.
A Cassano arriva anche il Naviglio della Martesana, uno dei tanti navigli di Milano. In passato i navigli permettevano tramite navigazione, il raggiungimento di diverse località. In questo modo si poteva commerciare agevolmente fino a quando le reti ferroviarie divennero sufficientemente avanzate da sostituirsi completamente ai canali. Con quello della Martesana in particolare, si poteva raggiungere persino il lago di Como. Attualmente invece non è più navigabile e collega Porta Nuova a Trezzo sull’Adda.
Il Lago Gerundo e la leggenda
A cavallo tra le province di Bergamo, Milano, Cremona, Mantova e Lodi, esisteva il Lago Gerundo, da gèra “ghiaia”. La sua scomparsa avvenne a causa della bonifica della zona e del potenziamento del canale della Muzza.
Secondo le leggende, il lago sarebbe stato abitato da una sorta di drago serpente velenoso chiamato Tarantasio, un velenoso e mostruoso serpente, che infestava l’aria con il solo alito. Si dice che questo mostro fosse in realtà una reincarnazione malefica di Ezzelino da Romano, genero di Federico III e suo vicario imperiale. Viene ricordato come un condottiero feroce, tanto crudele da essere scomunicato da papa Innocenzo IV. Fu proprio quest’ultimo a bandire la crociata che porterà poi alla sconfitta e all’uccisione di Ezzelino. Secondo la leggenda fu nel suo luogo di sepoltura, a Soncino, che Tarantasio prese vita.
È proprio da questo mostro che l’Eni avrebbe preso spunto per disegnare il logo dell’Agip che ritrae il famosissimo cane a sei zampe.
Mete limitrofe
Se vi trovate a Cassano d’Adda, ci sono diverse città non troppe lontane che meritano di essere visitate. Sicuramente a Milano non vi annoierete e in base ai vostri gusti potrete scegliere un itinerario adatto a voi. Si trova a soli 30 km da Cassano ed è imperdibile, soprattutto se non ci siete mai stati. Se la stessa distanza la percorrete verso nord-est arriverete a Bergamo, una splendida città che può stupirvi e lasciarvi senza fiato. La caratteristica Bergamo alta è il cuore storico e medievale della città ed è un vero e proprio gioiello. Inoltre, insieme a Brescia è capitale della cultura 2023, quindi quale anno migliore per visitarla se non questo? A soli otto chilometri da Cassano, entrando nella provincia bergamasca si può raggiungere anche Treviglio.
Risalendo il fiume si incontrano invece numerosi comuni ricchi di storia e cultura. Si affacciano tutti sull’acqua e tra i più vicini troviamo Groppello d’Adda e Gera d’Adda. Tra quelle imperdibili vi segnalo Trezzo d’Adda e Crespi d’Adda. Trezzo in particolare è la città più conosciuta che si affaccia su questo fiume e tra unicità e leggende riserva non poche sorprese.
E voi ci siete mai stati a Cassano d’Adda? Vi piacerebbe visitarla? Fatecelo sapere nei commenti!
Articolo di Sonia Di Terlizzi
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