
Casier cap. 31030 – Susanna Tamaro non me ne vorrà se ho preso in prestito il titolo di un suo famoso libro per raccontare una bellissima fiaba.
C’era una volta una strana creatura tutta curve e anse: il suo nome era Fiume Silente. Una bellissima città d’arte, Treviso, cercò di imprigionarla tra le sue mura. Il corso d’acqua, nella sua singolare generosità e benevolenza, concesse solo parte di sé all’interno della cinta muraria, la circondò con le sue acque tranquille e, libero, continuò il suo lento scorrere verso il mare. Nel suo cammino incontrò una località poco distante dal centro della città, Casier. Quest’ultima, rapita dalla bellezza delle rive e dal respiro profondo delle placide acque, si distese a contemplare il paziente fluire del fiume.
C’era una volta e c’è ancora
Casier, appena fuori Treviso, lambita dal Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa. Le acque sfiorano con delicatezza la chiesa, accarezzano le ville che si trovano in questo comune e nella vicina località, quasi fossero sorelle, di Casale sul Sile, il cui nome è indissolubilmente legato al corso d’acqua.
Il Parco Naturale del fiume Sile è molto noto e frequentato dai residenti, che non sono mai sazi di paesaggi mozzafiato e tranquilli panorami campestri. Lungo il fiume infatti si trova la Restera: non solo una pista ciclo pedonale, ma un percorso antico e sapiente. Questo tragitto infatti non è di nuova realizzazione: il corso d’acqua, navigabile tutt’oggi, è sempre stato, fin dal Medioevo, complice collaborativo e silenzioso degli spostamenti delle merci tramite i “burci”, enormi imbarcazioni trainate da terra tramite cavalli.
La magia dei Burci
La Restera è la concreta eredità donataci da questa antica pratica logistica. Tali imponenti mezzi di trasporto furono abbandonati negli anni ’70, a vantaggio del più pratico e veloce spostamento su gomma. Il destino degli ultimi “burci” fu affidato al Fiume Silente, che per centinaia di anni li aveva fatti scivolare sulle sue acque.
Esiste infatti il “Cimitero dei Burci”, luogo affascinante e, per alcuni versi, pervaso da un’aura di mistero. Confidando nel fatto che qualche turista abbia una fervida immaginazione, visitando il sito si potrebbero anche scorgere i corpi sinuosi delle Anguane, le sirene del Sile. Quest’ultime amano giocare intorno ai maestosi relitti spiando, con qualche timore, lo spirito dei “barcari”, coloro che conducevano non senza pericolo e fatica, le imbarcazioni stracariche di granaglie e merci utili alla vita delle comunità che vivevano sulle rive del fiume. Mi piace pensare che tale spirito alberghi ancora in quei luoghi.
Bellezza antica
Casier lo sa, anche Casale sul Sile lo sa: essere custodi e contemplatori di tanta naturale bellezza è non solo un privilegio ma anche e soprattutto un impegno a conservare e condividere tesori naturali e artistici presenti sul territorio. L’offerta turistica quindi mira a valorizzare le eccellenze architettoniche quali, ad esempio, le rinomate ville venete, alcune delle quali si specchiano, vanitose, nelle acque del fiume. Propone inoltre navigazioni turistiche, anche in notturna, con eventuali itinerari personalizzabili che possono spingersi fino alla vicina Venezia, passando per la magia della laguna. Uno spettacolo indimenticabile. Tali escursioni possono essere anche concertate personalmente (matrimoni, eventi, gruppi, comitive) o possono essere condivise con altri turisti durante l’anno in date prenotabili con congruo anticipo.
Sapori tradizionali
Non saremo in Veneto se non parlassimo di eccellenze e tradizioni culinarie. Casier è un comune sparso: il centro del paese non ospita il Palazzo Comunale, che invece si trova a poco più di un paio di chilometri di distanza. In tutta la zona potrete trovare, a vostro piacimento, locali tipici storici, osterie, ristoranti che propongono piatti tipici del luogo: baccalà, bigoi in salsa, seppie con la polenta, moeche, radicchio trevigiano e mille altre saporite specialità, frutto di un’arte culinaria tanto antica quanto preziosa.
Casier è sempre lì, affascinata ed ammaliata da uno sposo tranquillo e fedele. Il matrimonio, secondo i gli storici, dura da prima della venuta di Cristo. Una rarità. Vi invito a scoprirne il segreto.
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Articolo di Anna Rossetto

