
- Dove si trovano le Cascate del Toce?
- Quando è aperta la Cascata del Toce in Val Formazza?
- Come si arriva alle Cascate del Toce?
- Qual è la storia della diga di Morasco?
- Qual è la storia dell'Albergo Cascata del Toce?
- Qual è la tua prossima meta in montagna? Oj eventi ti aiuta ad organizzare il viaggio!
- Cos’altro è possibile fare in Piemonte?
Le cascate del Toce sono una bellezza naturalistica unica, parte dei tesori paesaggistici della regione Piemonte, in provincia Verbano-Cusio-Ossola. L’energico flusso d’acqua è visibile in alcuni momenti dell’anno e porta con sé i racconti di una valle antica, del suo albergo e delle emozioni dei turisti appassionati di montagna che l’hanno visitata.
Dove si trovano le Cascate del Toce?
Le Cascate del Toce si trovano fra le meraviglie piemontesi, con un salto d’acqua ed un panoramico sentiero divenuti il simbolo della Val Formazza, frazione Frua.
Considerata una delle attrazioni naturali più spettacolari del territorio alpino, la Cascata del Toce è anche carica di storia. Fra gli esploratori e i personaggi illustri che l’hanno visitata, possiamo trovare delle personalità di ben noto rilievo: il famoso compositore tedesco Richard Wagner, che sicuramente si è recato lì per ammirarla nella sua possenza e giovarne ispirazione musicale; il poeta pescarese Gabriele D’Annunzio per poi dar vita a poesie cariche di passione e tormento; i membri della dinastia dei Savoia, come la regina Margherita e Vittorio Emanuele III, che si saranno riempiti gli occhi della bellezza lussureggiante del luogo; il poeta toscano Giosuè Carducci che magari ne ha riversato le sensazioni fra gli accenti delle sue parole nei versi; il geologo Antonio Stoppani, che probabilmente né avrà analizzato la geologia e le caratteristiche morfologiche.
La rapida nasce dal fiume più famoso della provincia del Verbano-Cusio-Ossola: il Toce, torrente spesso battezzato al femminile con l’articolo “la” Toce, che dà il nome all’omonima Valle del Toce.
L’acqua della cascata, con la sua grande portata, scende prepotentemente dal Lago di Morasco, risorsa artificiale completa di diga, che alimenta le centrali elettriche della valle.
Quanto è alta la Cascata del Toce?
La Cascata del Toce è considerata la maggiore in Europa: la sommità del suo salto d’acqua è sita a 1675 metri ed ha un’altezza di ben 143 metri, con un fiocco d’acqua all’orlo di una ventina e una base con una larghezza di sessanta metri.
Quando è aperta la Cascata del Toce in Val Formazza?
Proprio per la sua preziosa funzione di energia idroelettrica destinata alle centrali e per il suo legame con la diga, la Cascata del Toce è pienamente visibile in tutta la sua forza e portata solo in alcuni periodi specifici dell’anno, che, generalmente, cadono nei mesi estivi. Consigliamo a tutti coloro che desiderano visitare questa bellezza naturalistica di informarsi in anticipo su giorni ed orari di apertura la pubblico.
Come si arriva alle Cascate del Toce?
Per raggiungere la Cascata del Toce è necessario entrare in Val Formazza, frazione Frua, sita nella provincia piemontese del Verbano-Cusio-Ossola, attraverso la Strada Statale 659.
Arrivati in loco, per poter ammirare il salto d’acqua in tutta la sua bellezza, avete davanti a voi la scelta di due percorsi alternativi che vi permettono di osservarla dal basso oppure dalla sommità.
Per i più sportivi potrebbe essere interessante osservare la Cascata a partire dai suoi piedi, camminando attraverso un selciato che permette di ammirarla da questo punto di vista; è possibile poi proseguire sul sentiero che, diventando più impegnativo, porta sino alla parte più alta, dove il salto d’acqua nasce. Questi spostamenti sorgono su quella che è stata la via mercantile del Gries, percorso che per secoli ha unito le città di Milano e Berna.
In alternativa, se preferite risparmiarvi la fatica della camminata e del declivio, c’è la possibilità di raggiungere la cima in auto: ci si può fermare al parcheggio del Ristorante Cascata del Toce per poi arrivare, a piedi, sino alla spettacolare passerella panoramica.
Qual è la storia della diga di Morasco?
Il bacino artificiale dal quale nascono le Cascate di Toce è il lago di Morasco. Costruita per conto della società Edison fra il 1936 e il 1940, la diga ha una storia del tutto particolare, i cui avvenimenti portano anche a riflettere su tematiche etiche e utilitarie. Infatti, per costruire questa imponente opera idraulica di sbarramento, si è deciso che l’intero centro abitato di Morasco sarebbe stato immerso dall’acqua.
Morasco era il primo centro abitato della Val Formazza, all’epoca disabitato nei mesi invernali e ripopolato nel periodo estivo.
Lo sbarramento è alto 54 metri e lungo 564.
Sacrificato con l’obiettivo di “progresso” che prevedeva la costruzione della diga, il borgo originario era una località di origine Walser, parola che deriva da una contrazione della lingua tedesca, il cui significato è “vallesano”, ovvero abitante del canton Vallese. Questi abitanti, nel passato, erano popolazioni di origine germanica, stanziatisi presso le regioni alpine attorno al Monte Rosa nel corso del tredicesimo secolo.
Qual è la storia dell’Albergo Cascata del Toce?
Qui troviamo anche il Ristorante Cascata del Toce, un luogo dalla storia curiosa.
Attualmente posto ideale per gustare i piatti tipici dell’Ossola, il ristorante conserva un’architettura di un certo prestigio: costruito fra il 1922 e il 1929 dall’architetto Piero Portaluppi, la bellezza ne è stata salvaguardata e conservata come un vero e proprio patrimonio storico proprio dai possessori del ristorante.
Secondo alcune testimonianze, la storia della location parte da molto prima: dal 1863, anno in cui la struttura vantava di essere anche un albergo. Il costruttore era un nativo della Val Formazza, ovvero l’imprenditore Giuseppe Zertanna; egli aveva capito le potenzialità della zona e ne intravedeva i futuri sviluppi turistici, nonostante all’epoca la parola “turismo” fosse molto lontana dall’essere carica del significato con cui oggi la rivestiamo.
L’albergo è stato comprato nel 1926 dalla Società Alberghi Formazza e, proprio collaborando con questa realtà, Portaluppi si è messo all’opera. Infatti, ha progettato le centrali idroelettriche, ha costruito l’ufficio postale e telegrafico ed ha creato centoventi posti letto, munendo ogni stanza di acqua calda e riscaldamento.
L’albergo è stato la residenza dei dipendenti della Montedison prima e dell’Enel poi, fino al 1973, anno in cui è stato ceduto a privati e trasformato in mini-appartamenti. Oggi, il Ristorante Cascata del Toce ha mantenuto la sua struttura originaria custodendo così, ai giorni nostri, parte della memoria di questa lunga storia.
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Cos’altro è possibile fare in Piemonte?
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Articolo di Sarah Macchi



