Cappella Colleoni: tra storia e misteri nella città di Bergamo - Oj Eventi

Cappella Colleoni: tra storia e misteri nella città di Bergamo

Cappella Colleoni

Hai mai sentito parlare della Cappella Colleoni? E di Bartolomeo Colleoni? Oggi, ti racconterò la storia di questo importante personaggio storico. Scopriremo assieme: la sua vita, le sue opere diplomatiche e i misteri che ben pochi sanno. Ci troviamo a Bergamo alta, precisamente, sulla piazza del Duomo di Bergamo. Qui, troviamo, adiacente alla Basilica di Santa Maria Maggiore, l’opera rinascimentale realizzata dall’architetto Giovanni Antonio Amadeo per Bartolomeo Colleoni chiamata: Cappella Colleoni.

 

Chi era Bartolomeo Colleoni?

Ora, immagino, che a forza di sentirlo nominare tu ti sia chiesto: chi era Bartolomeo Colleoni?

Bartolomeo Colleoni è stato uno tra i più celebri capitani di ventura d’Italia. Ovvero, egli fu a capo di una compagnia di mercenari del 400. Spavaldo, audace, bramava per il successo. Era bergamasco. Accumulò molte ricchezze. Passò la sua vita a guerreggiare in Italia, principalmente, al servizio della Repubblica di Venezia. La sua vita è, indubbiamente, legata alla celebre città di Bergamo: qui nacque, qui fu all’apice del suo potere e qui volle essere seppellito. I bergamaschi sono, quindi, molto legati a questo celebre condottiero. Egli lasciò molte tracce sul territorio: dai numerosi castelli nella pianura, alla fitta rete di canalizzazione da lui voluta, fino alla bellissima cappella che vediamo ora assieme.

 

La Cappella Colleoni: tra storia e misteri

La Cappella Colleoni è il mausoleo di Bartolomeo Colleoni è, dunque, il suo monumento funebre. Egli, per la sua sepoltura, non volle e non si accontentò di una semplice tomba posta all’interno di una chiesa, ma la volle edificare affacciata sulla piazza sotto lo sguardo di tutti ben visibile. Infatti, questo importante monumento, fu costruito in soli 5 anni in pieno centro a Bergamo. Come citato pocanzi,  il progetto di idealizzazione ed edificazione fu affidato ad uno dei maggiori artisti di allora: Giovanni Antonio Amadeo. Il celebre maestro realizzò una delle sue opere più importanti e famose. Introduce un’innovazione volle introdurre, un accentuato, effetto scenografico. Si voleva che il mausoleo superasse l’altezza dell’adiacente Basilica di Santa Maria Maggiore. La Basilica, invece, rimane comunque di maggiore altezza rispetto a questo monumento. L’artista, allora, decise di accentuare il valore del suo capolavoro realizzando delle decorazioni esterne di maggior rilievo per far spiccare la tomba simbolo di gloria del capitano.

 

Qualche curiosità 

Il rosone, ovvero, la finestra centrale rotonda, del monumento è stato immaginato e rappresenta l’allegoria di una ruota della fortuna, ferma nel punto, dove il capitano aveva raggiunto il culmine del suo potere. Infatti, al di sopra di essa, vi è rappresentato la statuaria raffigurante un soldato. Questa peculiarità permise di esaltare ancor più questo importante personaggio storico. Pensate quanto fosse geniale l’artista da costruire delle  colonnine all’interno della “ruota”. Quest’ultime simboleggiano i cannoni come quelli che il Colleoni utilizzava in battaglia contro gli imperatori. Questo importante “colpo d’occhio” lo rende celebre e visibile anche a grandi distanze provocando meraviglia ai numerosi turisti che vi giungono.

 

Storia del ritrovamento delle spoglie Colleoni.

Nel 1903 Gabriele D’Annunzio scriveva: “tu che le spoglie del Colleoni cerchi invano […]”. Il celebre Poeta scrisse questa frase perché nessuno sapeva dove fossero presenti le spoglie del nostro Colleoni. Nel 1950, fu eseguito uno scavo nella Basilica adiacente al mausoleo. Viene ritrovata l’arca con degli oggetti all’interno. Tutti i cittadini bergamaschi furono convinti che si trattasse del sepolcro di Colleoni. Fu, successivamente, chiamato l’Ingegnere Bonavia per la continuazione dei lavori. Egli sostò per ben 2 giorni nella Cappella Colleoni. Fece delle accurate analisi mediante l’utilizzo del metal detector. Giunsero, dunque, buone notizie: fu ritrovato il corpo del condottiero. Le spoglie sono tutt’ora contenute all’interno del sarcofago posto sul cenotafio equestre posto davanti l’ingresso della Cappella.


La Facciata del mausoleo: una profusione di marmi e cubi

Vediamo ora, nel dettaglio, come si compone la facciata. Essa è ornamentata da una grande profusione di tipologie di marmi policromi a losanghe bianche rosse e nere: son ben 17 tipi diversi di marmo. Notiamo delle figure geometriche a forma di rombo, al cui interno, vi sono le figure dei Santi. Mentre, nei medaglioni, vi sono rappresentati gli imperatori appartenenti all’epoca romana: Cesare e Traiano. Possiamo, dunque, dedurre che la magnifica Cappella Colleoni è impreziosita con elementi artistici di stile classico. Questa splendida facciata presenta una peculiarità. Vi svelo ora questo particolare aspetto. Se voi osservate attentamente potete notare che la facciata non è perfetta, anzi, vi è stato eseguito un errore. Un errore? Ebbene sì, chi ha “l’occhio critico”, avvezzo all’arte, con un po’ di pazienza lo può notare.

La parete di fondo, doveva essere decorata con un’unica tinteggiatura. Invece, presenta delle particolari decorazioni a cubo, che tutt’ora possiamo godere, da sembrare in rilievo. Fino qui, tutto ok. E, allora, dove si trova questo errore? Sulla parte superiore della facciata della Cappella, le maestranze che realizzarono il monumento iniziarono i lavori da 2 punti diversi della facciata. Quando arrivarono al di sopra del magnifico rosone capirono di aver fatto un errore l’errore: entrambe le decorazioni non combaciavano. Per nascondere il difetto, si decise di coprire la parte ponendo al di sopra la statua di Sant’Alessandro di Bergamo. Ci si accorge solo se lo si osserva da molto vicino. L’esterno culmina con una cupola con lanterna che ospita la statua della Madonna col bambino.

 

La cancellata della Cappella: capolavoro di Virginio Muzio

Per proteggere e conservare al meglio il suo mausoleo, Bartolomeo decise di far realizzare una meravigliosa cancellata esterna. Incaricò, l’architetto Virginio Muzio. Potete vedere una grande cancellata di pregio progettata da Muzio e completata, in seguito alla sua morte, dall’architetto Moretti. Successivamente, fusa in bronzo da una ditta milanese. Particolare è il lato destro, verso il battistero, la testa con la figura di Alessandro Colleoni. Egli era presidente del luogo Pio della Pietà. Importantissima è la testina di Medea, figlia di Bartolomeo, morta giovane prima di padre in giovane età. La particolare figura pelata è San Bartolomeo. Dalla parte che dà verso Santa Maria Maggiore vi sono i visi dei 2 architetti sopra citati che realizzarono questo meraviglioso capolavoro. Com’è possibile sapere che queste figure rappresentano proprio i maestri della cancellata? Perché dalla parte interna della Cappella vi sono delle targhette con la descrizione del nome. Assomigliano e riprendono gli stendardi dei trofei dei legionari romani.

 

Lo stemma della famiglia Colleoni: tocca la fortuna!

Curiosità: il vero cognome Colleoni era Colliorus che significa testicoli. Bartolomeo ne fu così consapevole ed orgoglioso da inserirli all’interno del proprio stemma. Per i più superstiziosi, si narra che se si tocca lo stemma più lucido posto sulla cancellata d’entrata della Cappella porti fortuna sia dunque sia di buon auspicio.

 

Sei mai stato a Bergamo? Hai mai visto la Cappella Colleoni? Scrivi che cosa ne pensi e condividi l’articolo!

Articolo di Giulia Forleri

Iscriviti per ricevere news su Bergamo

Scopri gli eventi su Bergamo

Entra nella nostra chat telegram

Contattaci per assistenza