
- Lasciati trasportare da una gustosissima frittura di pesce sulle rive del Po. Corri subito ad indossare le tue scarpe da running per attraversare i tortuosi sentieri appenninici agli argini del Trebbia e con vista sui tipici mistaldelli dal fascino medievale. Calendasco, il posto perfetto anche per un meritato relax. I porticcioli, attraversabili con traghetti e battelli sono la giusta scelta per una full immersion nel panorama appenninico piacentino. Raccontaci la tua esperienza, e se ci sei già stato.
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Col suo territorio sub-pianeggiante delimitato dal corso del Po’ e del Trebbia, Calendasco si trova a soli 7 km dal capoluogo piacentino in direzione ovest. Comune a vocazione prevalentemente agricola e aurifera, fa parte dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. Arricchito da diverse installazioni architettoniche religiose, civili e militari è la meta ideale per gli appassionati di storia medievale e moderna. Non a caso la località di Cò Trebbia Vecchia fu sede di una mansione templare.
Geografia fisica e antropica di Calendasco
Con un’altitudine compresa tra i 50 e i 60 metri s.l.m. e delimitato a nord dai due fiumi, Calendasco sorge su una posizione storicamente strategica per gli scambi commerciali e per i pellegrinaggi religiosi. Il territorio comunale include alcune frazioni: Santimento, Cò Trebbia Nuova, Boscone Cusani e Soprarivo. Le ultime due furono quasi certamente sedi del passaggio di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, durante il suo viaggio verso Roma. Il circondario presenta diverse zone golenali e svariati siti arboricoli, prevalentemente costituiti da pioppi.
Pillole di storia di Calendasco
Le gesta dei grandi uomini e delle grandi potenze del passato sono il punto forte di Calendasco. Il sito presenta tracce di antropizzazione sin dalla Preistoria, che si protraggono ininterrottamente lungo l’età del rame, del ferro e del bronzo. In epoca romana fu sede di un’importante mansio, una sorta di stazione per viaggiatori, e di un porto fluviale. In seguito alla caduta dell’Impero il porto sarà ampiamente utilizzato dai Franchi e dai Longobardi, che fonderanno l’attuale borgo durante l’ottavo secolo dopo Cristo. Parte del già citato itinerario di Sigerico – poi inglobato nella Via Francigena – a partire dall’anno Mille Calendasco entra a far parte dei possedimenti del Vescovo di Piacenza. Nel 1158 ospitò la seconda Dieta di Roncaglia, in cui l’imperatore Federico I “Barbarossa” lo rivendicherà come proprio territorio. È attestata la presenza di una mansione dell’Ordine Templare risalente al 1200 circa. Dopo alcuni passaggi di sovranità tra la famiglia Arcelli e quella dei Confalonieri, nel 1690 sarà concessa dal Duca di Parma e Piacenza al conte Perletti. Al diciannovesimo secolo risale la fortuna commerciale del circondario.
Architettura religiosa
Anticamente sede di un’Abbazia intitolata a San Pietro e alla Risurrezione di Gesù, le principali installazioni cultuali di Calendasco sono la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’Hospitale-Romitorio di San Corrado Confalonieri.
La prima, inizialmente denominata Santa Maria in monticello e risalente alla dominazione longobarda, per tutto il corso del Medioevo è stata un’importante punto di passaggio per i pellegrini in cammino lungo la Via Francigena. La facciata è in stile neoclassico ed è dotata di un caratteristico frontone triangolare, con diverse lesene in stile dorico e ionico. L’interno, a navata unica, include due cappelle laterali, una dedicata alla Vergine Maria e l’altra a San Corrado Confalonieri. Degni di nota e bellissimi da ammirare sono le tele e gli affreschi realizzati nella struttura. I più importanti sono certamente la raffigurazione di San Corrado risalente al 1500 e i dipinti di Luciano Richetti del 1971, realizzati nell’abside.
L’Hospitale invece, dedicato al Santo patrono essendo stato sua residenza dopo la conversione, è stato attivo come xenodochio fino al diciottesimo secolo. La costruzione è stata adibita come rifugio per i pellegrini nel corso dei secoli, a testimonianza della centralità logistica di Calendasco nei percorsi di fede che riunivano religiosi e laici accorsi da tutta Europa.
Il Castello di Santimento
Il Castello di Santimento, a pianta rettangolare, ha subito diverse modifiche nel corso del tempo ma all’ esterno mantiene elementi originali tipici dei castelli padani trecenteschi. La fortezza, interamente costruita in mattoni, presenta un motivo a denti di sega accostato al coronamento a finestrelle con archi ribassati. Il profondo fossato è ancora ben visibile, insieme all’ ingresso, un tempo dotato di un ponte levatoio. A sud troviamo una imponente torre semicircolare più alta rispetto al resto del castello, mentre la zona di nord est, ben più rustica, risale all’ epoca successiva. Le prime notizie del maniero risalgono al 1291, mentre nel 1313 fu saccheggiato dai soldati di Galeazzo Visconti, il duca di Milano che occupò il territorio piacentino per contrastare i Guelfi. Nel 1449 il fortilizio passò nelle mani degli Arcelli. Nel 1482, in seguito ad una disputa tra gli Arcelli e il Vescovo di Piacenza, entrò a far parte nelle dei beni del Vescovado di Piacenza. Attualmente il castello appartiene in parte al Comune di Calendasco e in parte ad abitazioni private.
Attività outdoor ed esplorazione territoriale
Calendasco rappresenta il punto di partenza ideale per un podista o un mountain biker che ama immergersi nell’ esplorazione dei paesaggi piacentini. Numerose vie di pellegrinaggio congiungono il centro abitato al guado Sigerico, nel contesto del rinomato e caratteristico Parco Fluviale del Trebbia. In questa zona, sono quasi trenta i chilometri che racchiudono questa grande area protetta. È qui che il fiume Po’, non più legato e ristretto nelle valli, si allarga, e dà vita ad uno scenario che al variare delle stagioni si trasforma. Coloro che sognano una scenografica traversata in traghetto, potranno recarsi nei numerosi porticcioli e punti di attraversamento segnalati sulle mappe conservate in Archivio di Stato di Parma, Piacenza e Milano. A fine marzo il paese diventa protagonista della tradizionale fiera del Po e del Pesce fritto.
Lasciati trasportare da una gustosissima frittura di pesce sulle rive del Po. Corri subito ad indossare le tue scarpe da running per attraversare i tortuosi sentieri appenninici agli argini del Trebbia e con vista sui tipici mistaldelli dal fascino medievale. Calendasco, il posto perfetto anche per un meritato relax. I porticcioli, attraversabili con traghetti e battelli sono la giusta scelta per una full immersion nel panorama appenninico piacentino. Raccontaci la tua esperienza, e se ci sei già stato.
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Articolo di Michele Labellarte


